Teroldego
| Teroldego | |
|---|---|
| Dettagli | |
| Sinonimi | Teroldego Rotaliano, Teroldigo, Teroldega, Teroldico, Tiroldico. |
| Paese di origine | |
| Colore | nera |
| Regioni di coltivazione | Trentino-Alto Adige |
| DOC | Casteller Teroldego Rotaliano Valdadige |
| Ampelografia | |
| Caratteristiche della foglia | Grande, pentagonale o trilobata |
| Caratteristiche del grappolo | Compatto, medio o piramidale |
| Degustazione | |
Il Teroldego è un vitigno a bacca nera coltivato quasi esclusivamente in Trentino, nella zona denominata Piana Rotaliana, cui fanno capo i comuni di Mezzocorona, Mezzolombardo e la frazione di Grumo nel comune di San Michele all'Adige.
Il nome Teroldego identifica il vitigno, ossia la denominazione di una varietà botanica e non una denominazione geografica protetta: di conseguenza, la varietà può essere coltivata e commercializzata con tale nome in qualsiasi parte del mondo.
In quanto vitigno autoctono, è talvolta richiamato nel dibattito sulla distinzione tra nome varietale e nome del vino a denominazione di origine, tema emerso con particolare evidenza in Italia[1] in relazione ai casi di ridenominazione di vitigni rappresentativi dei territori[2], adottati per chiarire la separazione tra la varietà botanica e la denominazione territoriale protetta.
Sinonimi
Teroldego Rotaliano, Teroldigo, Teroldega, Teroldico, Tiroldico.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia è grande, pentagonale e trilobata; il grappolo è medio-grande, allungato e piramidale, talvolta cilindrico, a volte alato, mediamente compatto; l'acino è di media grandezza, rotondo, con buccia di colore nero bluastro, spessa, coriacea e molto pruinosa. La produttività è elevata.
Storia
Questo vitigno, di antiche origini, pare sia arrivato in Trentino dal veronese (zona del lago di Garda) dove era conosciuto come Tirodola, dal sistema di impianto con tutori denominati tirelle. Comunque se ne hanno notizie documentali certe solo dall'inizio del XIX secolo.
L'analisi del DNA ha rivelato che assieme alla Schiava Gentile è parente di Lagrein e Marzemino e cugino del Dureza che è parente del Syrah.
Il vino
Dalle uve Teroldego si ottiene un vino di colore rubino carico con riflessi porpora; il profumo è vinoso, e si possono percepire odori di viola e lamponi, ma anche di ciliegie e mandorle; il gusto, secco, è strutturato, poco tannico, sentori di rosa, piuttosto acido, non molto alcolico.
Rientra nelle DOC: Casteller, Teroldego Rotaliano, Trentino, Valdadige.
Note
- ↑ Ma se i vitigni autoctoni italiani diventassero un giorno le varietà internazionali più diffuse?, su WineNews, 2 settembre 2024. URL consultato il 23 novembre 2025.
- ↑ Gazzetta Ufficiale, su www.gazzettaufficiale.it. URL consultato il 23 novembre 2025.
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Collegamenti esterni
- Il portale del Teroldego Rotaliano, su teroldego.com. URL consultato il 27 gennaio 2020 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2005).
- Il portale della Strada Rotaliana, su stradavinorotaliana.it. URL consultato il 9 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2018).