Thénardite

Thénardite
Classificazione Strunz (ed. 10)7.AC.25[1]
Formula chimicaNa2(SO4)[2]
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinoortorombico[3]
Classe di simmetriadipiramidale[4]
Parametri di cellaa = 5,86 Å, b = 12,3 Å, c = 9,82 Å, V = 707,81 ų, Z = 8[5]
Gruppo puntuale2/m 2/m 2/m[4]
Gruppo spazialeFddd (nº 70)[3]
Proprietà fisiche
Densità misurata2,664[5] g/cm³
Densità calcolata2,674[5] g/cm³
Durezza (Mohs)2,5 - 3[6]
Sfaldaturaperfetta secondo {010}, distinta secondo {101}, debole secondo {100}[6]
Fratturairregolare[5]
Coloreincolore, grigio molto chiaro, marrone chiaro[5]
Lucentezzavitrea, resinosa[6]
Opacitàda trasparente a traslucida[5]
Strisciobianco[4]
Diffusioneabbondante
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La thénardite (simbolo IMA: Thn[7]) è un minerale appartenente alla famiglia dei "solfati (selenati, tellurati, cromati, molibdati, tungstati)" con composizione chimica Na2(SO4).[2]

Etimologia e storia

Il minerale fu chiamato nel 1826 thenardite (senza accento) da J.L. Casaseca in onore del suo mentore, Louis Jacques Thénard (1777-1857) professore di chimica all'università di Parigi (Francia), e pubblicata sia in francese che in inglese.[8] In entrambi gli articoli, il nome del minerale era senza accento, anche se il cognome Thénard è scritto diversamente. Nelle pubblicazioni più vecchie, il nome del minerale è thenardite[9][10] (senza acuto sopra la e), che, tuttavia, non è conforme alle linee guida dell'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) per la denominazione dei minerali,[11] secondo le quali, ad esempio, i minerali che prendono il nome da una persona devono essere adattati all'ortografia del nome (Le uniche eccezioni sono gli spazi e le lettere maiuscole, che vengono eliminate dal nome del minerale).

Entrambe le grafie, thenardite e thénardite, sono state utilizzate in letteratura fino al 2014, quando è stata accettata la proposta IMA 14-A e il nome del minerale "thénardite" è diventato thénardite, in accordo con la grafia originale del cognome.[5][12]

Esemplare di thénardite e mirabilite proveniente dalla contea di Kern, in California

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[2] elenca la thénardite nella classe "7. Solfati (selenati, tellurati, cromati, molibdati, tungstati)" e nella sottoclasse "7.A Solfati (selenati, ecc.) senza anioni aggiuntivi, senza H2O"; questa viene più finemente suddivisa in base alla dimensione dei cationi coinvolti, in modo tale da trovare la thénardite nella sezione "7.AC Con cationi di media e grande dimensione" dove è l'unico membro della sezione nº 7.AC.25.[13]

Tale classificazione rimane invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org" e chiamata Classificazione Strunz-mindat, dove la thénardite è però in compagnia del minerale glauberite.[1]

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la thénardite è elencata nella classe dei "solfati, cromati, molibdati e tungstati" e nella sottoclasse dei "solfati anidri [SO4]2-, senza anioni estranei"; qui è nella sezione dei minerali con "cationi molto grandi" dove forma il sistema nº VI/A.07 insieme ad arcanite e mascagnite.[14]

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca la thénardite nella famiglia dei "solfati, cromati e molibdati"; qui è nella classe dei "solfati" e nella sottoclasse degli "acidi e solfati anidri (A+)2XO4", dove forma il sistema nº 28.02.03 come unico membro.[15]

Abito cristallino

La thénardite cristallizza nel sistema ortorombico nel gruppo spaziale Fddd (gruppo nº 70) con i parametri reticolari a = 5,86 Å, b = 12,3 Å e c = 9,82 Å, oltre ad avere 8 unità di formula per cella unitaria.[5]

Origine e giacitura

La thénardite è stata trovata tipicamente nei depositi evaporitici lacustri (laghi salati e di soda) nelle regioni aride, anche come croste ed efflorescenze in un'ampia gamma di ambienti geologici, ma anche come precipitati attorno alle fumarole.[6]

La thénardite è un minerale piuttosto comune ed è stato trovato in numerosi siti sparsi per i vari continenti.[16][17] Qui si ricorda la sua località tipo, le saline di Espartinas a Ciempozuelos, città della comunità autonoma di Madrid (Spagna).[18]

Cristalli di thénardite spruzzati con gommalacca per preservarli dalla disidratazione

Forma in cui si presenta in natura

La thénardite forma solitamente cristalli dipiramidali o tabulari, raramente prismatici, con dimensioni fino a 20 cm; si presenta anche come croste polverulente ed efflorescenze. I minerali associati sono mirabilite, blödite, glauberite, epsomite, gesso, natron e halite.[6]

Il minerale è da trasparente a traslucido, con lucentezza da vitrea a resinosa; è incolore, ma può essere anche grigio molto chiaro o marrone chiaro, mentre è incolore alla luce trasmessa. Il colore del suo striscio è bianco.[5]

Proprietà

La thénardite è facilmente solubile in acqua[3] e possiede un sapore leggermente salino.[6] In condizioni di umidità, assorbe l'acqua, scomponendosi in mirabilite.[5] Sotto la luce ultravioletta a onde corte, mostra una fluorescenza bianca e sotto la luce ultravioletta a onde lunghe, una fluorescenza giallo-verde.[3]

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - With only large cations, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 marzo 2025.
  2. 1 2 3 (EN) Malcolm Back et al., The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2025. URL consultato il 24 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2025).
  3. 1 2 3 4 (DE) Thénardite (Thenardite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 24 marzo 2025.
  4. 1 2 3 (EN) Thenardite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 24 marzo 2025.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 (EN) Thénardite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 marzo 2025.
  6. 1 2 3 4 5 6 (EN) Thénardite (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 24 marzo 2025.
  7. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 24 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  8. ↑ (FR) J.L. Casaseca, Analyse d'une nouvelle Substance minérale (la thenardite), in Annales de chimie et de physique, vol. 32, Crochard, 1826, p. 308. URL consultato il 24 marzo 2024.
  9. ↑ Lehrbuch der Mineralogie p. 666
  10. ↑ Strunz Mineralogical Tables. Chemical-structural Mineral Classification System p. 366
  11. ↑ (EN) Ernest Henry Nickel e Joel D. Grice, The IMA Commission on New Minerals and Mineral Names: Procedures and Guidelines on Mineral Nomenclature (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 36, n. 3, 1998, pp. 913–926. URL consultato il 24 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2024).
  12. ↑ New minerals and nomenclature modifications approved in 2014 p. 558
  13. ↑ (DE) Strunz 9 Classification - 7 Sulfate (Selenate, Tellurate, Chromate, Molybdate, Wolframate) - 7.A Sulfate (Selenate, etc.) ohne weitere Anionen, ohne H2O - 7.AC Mit mittelgroßen und großen Kationen, su mineralienatlas.de. URL consultato il 24 marzo 2025.
  14. ↑ (DE) Lapis Classification - VI SULFATE, CHROMATE, MOLYBDATE UND WOLFRAMATE - VI/A Wasserfreie Sulfate [SO4]2-, ohne fremde Anionen, su mineralienatlas.de. URL consultato il 24 marzo 2025.
  15. ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - A2XO4, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 marzo 2025.
  16. ↑ (EN) Localities for Thénardite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 marzo 2025.
  17. ↑ (DE) Thénardite (Occurrences), su mineralienatlas.de. URL consultato il 24 marzo 2025.
  18. ↑ (EN) Espartinas Saltworks, Ciempozuelos, Community of Madrid, Spain, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 marzo 2025.

Bibliografia

  • (EN) P.A. Williams, F. Hatert, M. Pasero e S.J. Mills, New minerals and nomenclature modifications approved in 2014 (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 78, n. 3, giugno 2014. URL consultato il 24 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2014).
  • (DE) Hans Jürgen Rösler, Lehrbuch der Mineralogie, 4ª ed., Lipsia, Deutscher Verlag für Grundstoffindustrie (VEB), 1987, ISBN 3-342-00288-3.
  • (EN) Hugo Strunz e Ernest Henry Nickel, Strunz Mineralogical Tables. Chemical-structural Mineral Classification System, 9ª ed., Stoccarda, E. Schweizerbart’sche Verlagsbuchhandlung (Nägele u. Obermiller), 2001, ISBN 3-510-65188-X.

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