Thomas Hylland Eriksen

Thomas Hylland Eriksen nel 2011

Geir Thomas Hylland Eriksen (Oslo, 6 febbraio 1962 – Oslo, 27 novembre 2024) è stato un antropologo e saggista norvegese, noto per i suoi studi su globalizzazione, identità, etnicità e nazionalismo e per la sua opera di divulgazione dell'antropologia.

Biografia

Nato a Oslo da un giornalista e da un'insegnante, studiò filosofia, sociologia e antropologia sociale all'Università di Oslo, dove si laureò nel 1987 con una tesi sul nazionalismo multietnico a Mauritius, frutto di una ricerca sul campo condotta nel 1986. Dopo un'ulteriore ricerca sul campo a Trinidad nel 1989, nel 1991 conseguì il dottorato con la dissertazione Ethnicity and Two Nationalisms: Social Classifications and the Power of Ideology in Trinidad and Mauritius.[1]

Ricercatore al Peace Research Institute Oslo nel 1990-1991, divenne professore associato all'Università di Oslo nel 1991 e professore ordinario di antropologia sociale nel 1995, incarico che mantenne fino alla morte.[1][2] Nel 1993 pubblicò due opere che, attraverso numerose edizioni e traduzioni, lo resero uno degli antropologi più letti della sua generazione: il manuale Små steder, store spørsmål (in inglese Small Places, Large Issues), tradotto in una trentina di lingue e tra le introduzioni all'antropologia più diffuse al mondo, e Ethnicity and Nationalism: Anthropological Perspectives, la sua opera più citata.[3][1] Alla morte, era autore o coautore di una sessantina di libri e di centinaia di articoli e saggi.[2]

Diresse il progetto interdisciplinare CULCOM (Cultural Complexity in the new Norway) dell'Università di Oslo dal 2004 al 2010 e, dal 2015, il progetto Overheating: The Three Crises of Globalization, finanziato dallo European Research Council e dedicato alle crisi ambientale, economica e culturale della globalizzazione accelerata.[4] Fu presidente della European Association of Social Anthropologists (2015-2016), direttore di riviste tra cui Samtiden e il Journal of Peace Research, membro dell'Accademia norvegese delle scienze e delle lettere, membro onorario del Royal Anthropological Institute e membro scientifico esterno della Società Max Planck; ricevette lauree honoris causa dalle università di Stoccolma (2011), Copenaghen (2021) e dalla Carolina di Praga (2021), oltre alla medaglia d'oro della Società svedese di antropologia e geografia (2022).[1][5]

In Norvegia fu un noto intellettuale pubblico, per oltre due decenni voce di primo piano nei dibattiti su immigrazione, multiculturalismo e identità nazionale, posizioni che gli valsero tanto consensi quanto critiche; il terrorista di estrema destra Anders Behring Breivik, autore degli attentati del 22 luglio 2011 in Norvegia, lo citò polemicamente nel suo manifesto e durante il processo.[3][6]

Nel 2016 gli fu diagnosticato un tumore al pancreas, di cui parlò pubblicamente negli anni successivi, riflettendo sulla propria condizione nel libro Syv meninger med livet (2021). Continuò a fare ricerca, scrivere e partecipare al dibattito pubblico durante anni di interventi e terapie, fino alla morte, avvenuta a Oslo il 27 novembre 2024.[7]

Opere principali

  • (EN) Ethnicity and Nationalism: Anthropological Perspectives, Londra, Pluto Press, 1993 (3ª ed. 2010).
  • (EN) Small Places, Large Issues: An Introduction to Social and Cultural Anthropology, Londra, Pluto Press, 1995 (5ª ed. 2022).
  • (EN) Tyranny of the Moment: Fast and Slow Time in the Information Age, Londra, Pluto Press, 2001. Trad. it.: Tempo tiranno. Velocità e lentezza nell'era informatica, Milano, Elèuthera, 2003, ISBN 978-88-85060-80-7.
  • (EN) (con Finn Sivert Nielsen) A History of Anthropology, Londra, Pluto Press, 2001 (2ª ed. 2013).
  • (EN) What Is Anthropology?, Londra, Pluto Press, 2004.
  • (EN) Fredrik Barth: An Intellectual Biography, Londra, Pluto Press, 2015.
  • (EN) Overheating: An Anthropology of Accelerated Change, Londra, Pluto Press, 2016. Trad. it.: Fuori controllo. Un'antropologia del cambiamento accelerato, Torino, Einaudi, 2017, ISBN 978-88-06-23451-5.
  • (con Martina Visentin) Identità instabili. Vivere in una società incandescente, Milano, FrancoAngeli, 2019.

Note

  1. 1 2 3 4 (NO) Jon Schackt e Henning Siverts, Thomas Hylland Eriksen, su Store norske leksikon, 30 novembre 2023. URL consultato il 10 luglio 2026.
  2. 1 2 (EN) Thomas Hylland Eriksen, su Department of Social Anthropology, University of Oslo. URL consultato il 5 aprile 2024 (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2024).
  3. 1 2 (EN) In Memoriam: Thomas Hylland Eriksen (1962-2024), su Fridtjof Nansens Institutt, 28 agosto 2025. URL consultato il 10 luglio 2026.
  4. ↑ (EN) Addressing the crises of an 'overheated' world, su European Research Council, 7 novembre 2021. URL consultato il 7 aprile 2024.
  5. ↑ (EN) We mourn the passing of our colleague Thomas Hylland Eriksen, su Max Planck Institute for Social Anthropology. URL consultato il 10 luglio 2026.
  6. ↑ (NO) Balder Vestad, - Stakkarslige Breivik har misforstått, in Nettavisen, 17 aprile 2012. URL consultato il 5 aprile 2024.
  7. ↑ (NO) Julianne Flølo, Professor Thomas Hylland-Eriksen er død, in NRK, 27 novembre 2024. URL consultato il 27 novembre 2024.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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