To Serve and Protect (libro)

To Serve and Protect: Privatization and Community in Criminal Justice
AutoreBruce L. Benson
1ª ed. originale1998
Generesaggio
SottogenereFilosofia politica
Lingua originaleinglese

To Serve and Protect: Privatization and Community in Criminal Justice è un saggio di Bruce L. Benson pubblicato nel 1998.

Contenuto

Il libro analizza la possibilità di fornire servizi di giustizia penale, civile e di sicurezza tramite meccanismi di mercato. Benson ricostruisce la storia del progressivo intervento statale nella giustizia penale negli ultimi secoli, con particolare riferimento al Regno Unito e agli Stati Uniti, sostenendo che tale processo abbia dato seguito a servizi scadenti e costosi, inadeguati rispetto ai bisogni delle comunità locali e delle vittime dei reati. L'autore propone alternative come le cauzioni, la giustizia riparativa e un avvicinamento del sistema penale a quello civile.

Accoglienza

Apprezzamenti

Il libro alla sua uscita ricevette elogi per i suoi spunti di riflessione,[1] per la trattazione quasi enciclopedica degli strumenti privati nella giustizia penale e per avere poggiato su solide basi filosofiche un dibattito non basato sull'ingegneria sociale ma focalizzato sui temi della giustizia, dei diritti individuali e della responsabilità personale.[2] Fu apprezzato anche per la ricostruzione storica del contributo privato al sistema penale, come lo strumento della testimonianza volontaria e le cauzioni,[3] e per l'applicazione degli strumenti dell'analisi economica, in particolare la teoria degli incentivi, allo studio del diritto.[4]

Critiche

Diversi recensori hanno rilevato un impianto dogmatico. Uno di essi osserva: «La scrittura è pesante in certi punti, con derive verso proclami nello stile di Ayn Rand. Il decimo capitolo avrebbe potuto essere scritto da John Galt. Ciononostante, chi arriva in fondo imparerà molto».[5]

Il libro fu criticato per il suo dare per scontato l'inevitabilità dell’inefficienza statale, la sottovalutazione della possibilità che i soggetti privati ripropongano gli stessi abusi del settore pubblico, per avere descritto in maniera eccessivamente bonaria il vigilantismo, per la tendenza a presentare come fatti quelle che sono solo ipotesi e per non avere affrontato il problema della disparità nell'allocazione delle risorse contro il crimine tra ceti sociali diversi. Gli fu anche rimproverata la promozione di modelli potenzialmente escludenti come le gated community e le strade private, di aver erroneamente attribuito allo studioso Philip J. Cook la tesi che il controllo delle armi aumenti la criminalità e di trattare in modo non convincente il problema della quantificazione delle riparazioni quando si tratti di reati particolarmente gravi. Un critico sintetizzò così: «To Serve and Protect disegna caricature: il mercato è un Beep Beep intraprendente che ad ogni svolta sconfigge un governo Wile E. Coyote, condannato per sua natura a fallire miseramente».[1]

Fu inoltre criticato per non avere sempre utilizzato i dati più recenti a sua disposizione e per avere attribuito frettolosamente certi fenomeni allo statalismo anziché alla ricerca di rendita da parte degli addetti privati della giustizia come gli avvocati, di non avere dato il giusto peso al del volontariato e delle organizzazioni religiose in un sistema privatizzato e una prosa giudicata poco scorrevole.[2] Fu anche criticato per non avere preso in considerazione le varie critiche mosse da associazioni come Pinkerton National Detective Agency contro le carceri private.[3]

Note

  1. 1 2 Brian Forst, Review of To Serve and Protect, in Social Service Review, vol. 74, n. 3, 2000, pp. 489–493.
  2. 1 2 Morgan O. Reynolds, Review of To Serve and Protect, in Public Choice, vol. 102, n. 1/2, Springer, 2000, pp. 175–178.
  3. 1 2 Thomas J. Miles, Review of To Serve and Protect, in Economica, vol. 68, n. 269, 2001, pp. 129–131.
  4. ↑ Andrew P. Morriss, Returning Justice to Its Private Roots, in The University of Chicago Law Review, vol. 68, n. 2, 2001, pp. 551–578.
  5. ↑ Roger B. Parks, Review of To Serve and Protect, in The Journal of Politics, vol. 62, n. 4, 2000, pp. 1208–1211.

Collegamenti esterni