Toccia

Toccia
Toccia o Thoccia, resti della torre e della volta dell'entrata nel tufo
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
ComuneCollevecchio
Mappa di localizzazione
Map

Toccia o Thoccia è un'area archeologica nel comune di Collevecchio, nalla Valle del Tevere in Italia.

Si trova su un pianoro tufaceo di origine geologica vicana[1], che sovrasta il fosso di Valle Lunga al Ponte del Peccato e la valle del Torrente Aia, dove il paesaggio si fonde con i connotati fluviali del Tevere.

Storia

Preistoria

Nella parte nord dell'area di Toccia sono stati rinvenuti strumenti litici attribuibili al Paleolitico medio, nuclei prismatici di piccole dimensioni; schegge di scarto di lavorazione, con evidente demage post deposizionale.[2][3][4]


Periodo arcaico

L'area era compresa in una rete insediativa molto articolata che è possibile ricondurre al territorio occupato dalle tribù tra i terrazzi fluviali tiberini del centro arcaico di Poggio Sommavilla e il Pagus di Foglia nel comune di Magliano Sabina, lungo il crocevia della viabilita' antica che collegava i centri tra il Torrente Campana, il Torrente Aia e il Treja, alla confluenza con il Tevere.

Carta archeologica, punto 90 e 31 Ponte del Peccato, Flaminia Verga, 2006

Alle pendici del pianoro di Toccia verso il Ponte del Peccato[5], è stato rinvenuto materiale ceramico arcaico e romano tra cui un frammento di ceramica rossiccia relativo ad un oggetto votivo, riconducibile probabilmente ad un pozzo votivo gia' noto da altri rinvenimenti nell'area. In base ai materiali rinvenuti, il sito, che probabilemente aveva un'estensione di 255 mq, si inquadra cronologicamnente tra il VIII sec a.c. e la tarda eta' imperiale. [6]


Medioevo

Tocie citata nel Chronicon 33 del Soratte

Dove oggi sono visibili i resti della torre, Toccia costituiva un nucleo abitato, citata nel Chronicon 33 del Soratte in epoca altomedioevale come Tocie.[7] Nell'Alto Medioevo probabilmente faceva parte del Gastaldato di Cicignano insieme a Grappignano.

Toccia, resti della porta e dei cunicoli scavati nel tufo

Secondo il monaco Benedetto dell'Abbazia di S. Andrea in Flumine, al tempo dell'Abate Leone acquisi' delle proprieta' in località Saline nel territorio di Thoccia.[8] Tra il 1027 e il 1036 Thoccia è citata nel Regesto farfense.[9] Nel 1193 fu dato feudo da papa Celestino III, Giacinto dei Boboni, fu feudo dei Tadellini dell'urbe[10], fu occupato da Magliano nel 1283 insieme a Grappignano e Poggio Sommavilla in un periodo di lotte fra Guelfi e Ghibellini e di forti mire espansionistiche nella Valle del Tevere, del libero comune di Narni.

Nel 1302 fu infeudato da Napoleone Orsini insieme a Grappignano e Poggio Sommavilla. Nella visita pastorale del 1343 la sua chiesa di S.Giuliano "ad ripan fluminis" era riportata come dipendente dalla chiesa di Grappignano. I resti sono costituiti da cunicoli e stanze sotterranee che dalla tecnica costruttiva risalgono sicuramente ad un nucleo di epoca romana, fu abitato fino a tutto il 1300. I resti dell'insediamento di Toccia si trovano sulla sommita' del pianoro di tufo ricoperto da un Bosco che ha protetto in un certo qual modo l'insediamento, che si presenta di una certa consistenza, dove si trovano silos, cunicoli sotterranei, pozzi, tutti scavati nel tufo.[11]

Epoca contemporana

Il sito in alcune zone è stato danneggiato perché utilizzato come cava di Tufo e Pozzolana, fino agli anni 50' del 900, dove vennero fatte brillare anche delle mine.[11] Un ulteriore danneggiamento al sito è avvenuto recentemente con mezzi meccanici.


Galleria

Note

  1. ↑ Distretto Vulcanico Vicano-Cimino (PDF), su parchilazio.it.
  2. ↑ Punto 31, Carta archeologica di Falminia Verga
  3. ↑ F. Verga, Ager Foronovanus I (Forma Italiae, 44), Firenze 2006, pag 47
  4. ↑ Massimo Ernesto Santucci, archeologo paleontologo, locale, ha consegnato dopo ricognizioni archeologiche in loco, materiali paleoarcheologici e preistorici al Museo Civico Archeologico di Magliano Sabina.
  5. ↑ Punto 90, Carta archeologica di Falminia Verga
  6. ↑ F. Verga, Ager Foronovanus I (Forma Italiae, 44), Firenze 2006, pag 67
  7. ↑ Chronicon 33 di Benedetto del Soratte p. 46, «Fundum Antiscanis, vinealis petite sex, toti in massa de Tocie petite de tera hubi dicutur a Saline, tres petite de terra a fundum Antiscanu a Monumento usque ad ripam castri Summa villa, fundum Antiquum cum aliis nominibus integro, fundum Casali hubi est ecclesia Sancti Valentini, cum fundu Carpiniano, fundum Musiniano cum omnia sua adiacentia» https://archive.org/stream/fonti per la storia d'Italia
  8. ↑ (Chron. p 169 -170)
  9. ↑ Regesto farfense (IV p. 118 n.716 del 1036 e Framm. E, V p. 227- 78 del 1027 -36)
  10. ↑ Tadellini, Thadellinis, Tedallini
  11. 1 2 U. Mattei, Storia di Collevecchio.... 2004, pag 289

Bibliografia

  • P. Santoro (a cura di), Civiltà arcaica dei Sabini nella valle del Tevere, III. Rilettura critica della necropoli di Poggio Sommavilla, Pisa-Roma, 1977
  • U. Mattei, Storia di Collevecchio sede della diocesi e della provincia di Sabina, 2004
  • F. Verga, Ager Foronovanus I (Forma Italiae, 44), Firenze, 2006

Voci correlate

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