Tokudaia osimensis

Tokudaia osimensis
Esemplare impagliato in mostra al Centro di conservazione della fauna selvatica di Amami
Stato di conservazione
In pericolo[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumChordata
ClasseMammalia
SuperordineEuarchontoglires
OrdineRodentia
SottordineMyomorpha
SuperfamigliaMuroidea
FamigliaMuridae
SottofamigliaMurinae
GenereTokudaia
SpecieT.osimensis
Nomenclatura binomiale
Tokudaia osimensis
Abe, 1933

Tokudaia osimensis (Tokudaia osimensis Abe, 1933) è un roditore della famiglia dei Muridi endemico dell'isola di Amami Ōshima, nelle isole Ryūkyū.[1][2]

Descrizione

Dimensioni

Roditore di medie dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 103 e 160 mm, la lunghezza della coda tra 83,5 e 135 mm, la lunghezza del piede tra 28,8 e 34 mm e la lunghezza delle orecchie tra 22 e 23 mm.[3]

Aspetto

La pelliccia è densa e lunga, Le parti dorsali sono arancioni con riflessi marrone scuro, densamente cosparse di peli spinosi grigi lunghi fino a 20 mm con le punte nerastre, mentre le parti ventrali variano dal bianco al grigio. Intorno al muso e agli occhi sono presenti peli lunghi fino a 30 mm. La coda è più corta della testa e del corpo. Le femmine hanno due paia di mammelle. Il cariotipo è 2n=25 FN=46.

Biologia

Comportamento

È una specie terricola e probabilmente notturna.

Alimentazione

Si nutre di semi di Chinquapin, patate dolci e di formiche e le loro larve.

Riproduzione

Gli accoppiamenti avvengono tra ottobre e dicembre. Danno alla luce 1-7 piccoli alla volta.

Distribuzione e habitat

Questa specie è endemica dell'isola di Amami Ōshima, nelle Isole Ryukyu, Giappone. Vive nelle foreste di Chinquapin.

Conservazione

La IUCN Red List, considerato l'areale limitato e degradato, la predazione da parte di cani, gatti e manguste introdotte e la competizione con il ratto nero, classifica T.osimensis come specie in pericolo (EN).[1]

Note

  1. 1 2 3 (EN) Ishii, N. 2016, Tokudaia osimensis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. ↑ (EN) Tokudaia osimensis, su mammaldiversity.org. URL consultato il 19 maggio 2025.
  3. ↑ Handbook of the Mammals of the World, 2017.

Bibliografia

  • Don E. Wilson, Russell A. Mittermeier & Thomas E. Lacher, Jr, Handbook of the Mammals of the World – Volume 7 Rodents II, 2017.

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