Tomba di Iti e Neferu
| Tomba di Iti e Neferu | |
|---|---|
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| Civiltà | egizia |
| Utilizzo | tomba |
| Epoca | Primo periodo intermedio (2118-1980 a.C.)[1] |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Scavi | |
| Data scoperta | 1911[2] |
| Archeologo | Virginio Rosa[2] |
La tomba di Iti e Neferu è una tomba egizia semi rupestre proveniente dalla necropoli nord della collina settentrionale di Gebelein, in Egitto.[2][1] La tomba appartenne a Iti, "Capo delle truppe" e "Tesoriere del Re", e alla moglie Neferu.[2] Il complesso è datato al Primo periodo intermedio, tra il 2118 e il 1980 a.C.[1] La maggior parte delle pitture murali e vari reperti del corredo sono conservati al Museo Egizio di Torino.[3][1]
Titolari

Iti è ricordato dalle fonti della tomba come "Capo delle truppe" e "Tesoriere del Re".[2] Neferu, sua moglie, è raffigurata insieme a lui nella stele funeraria e in alcune pitture parietali provenienti dalla sepoltura.[1][5]
Pittura parietale con Iti e un levriero, intonaco di paglia e fango, Museo Egizio di Torino, Suppl. 14354/01.[6]
Pittura parietale con Iti davanti a un levriero, intonaco di paglia e fango, Museo Egizio di Torino, Suppl. 14354/03.[7]
Pittura parietale con il defunto e la moglie; in alto, lista di offerte, Museo Egizio di Torino, Suppl. 14354/11.[5]
Storia
La tomba appartiene alla fase finale del Primo periodo intermedio e alla transizione verso il Medio Regno.[1]
Scavi

La tomba fu scoperta nel 1911 da Virginio Rosa, collaboratore di Ernesto Schiaparelli, durante gli scavi italiani a Gebelein.[2] Una fotografia scattata ai primi di gennaio del 1911 documenta l'esterno della tomba prima dell'inizio dei lavori, quando erano già visibili le basi dei quattordici pilastri del porticato esterno.[8] Le operazioni di sterro misero in luce la parte centrale della struttura semi rupestre, la volta della cappella centrale e alcune pitture del porticato antistante.[9]
Al momento dello scavo la tomba era priva di copertura e non offriva protezione alle pitture; prima del distacco del 1914, le superfici furono sottoposte a una pulitura leggera, a un primo consolidamento e alla protezione con carta gialla e sabbia fine.[10] Prima dell'imballaggio e del trasporto, gli oggetti del corredo furono inventariati e fotografati, spesso riuniti in gruppi.[11]
Nel fondo Rosa dell'Archivio fotografico del Museo Egizio sono conservate sette lastre a colori scattate durante i lavori nella tomba; l'attribuzione a Rosa è ritenuta probabile, ma le riprese potrebbero anche essere riferite a Giovanni Marro, presente nel 1914 durante il distacco delle pitture.[12]
Conservazione e musealizzazione

Le pitture furono staccate dalla tomba nel 1914, consolidate per il trasporto e trasferite a Torino.[14] Il distacco fu eseguito da Giovanni Marro e Michelangelo Pizzo seguendo le indicazioni di Fabrizio Lucarini; dopo il trasferimento in Italia, Lucarini curò a Firenze la trasposizione delle pitture su tela permanente.[15] Nel 1924 le pitture staccate furono esposte nel chiostro della chiesa di Sant'Apollonia a Firenze, in occasione di una mostra organizzata da Lucarini dopo il restauro.[2] Delle trentasei pitture staccate dalla tomba e arrivate a Torino nel 1924, ventinove furono esposte al Museo Egizio di Torino.[3]
In occasione del riallestimento precedente alla riapertura del 2015, i ventinove frammenti furono oggetto di indagini multidisciplinari dedicate alla tecnica esecutiva, allo stato di conservazione e ai materiali antichi e moderni presenti sulle superfici.[16] Le analisi inclusero osservazione in luce ultravioletta, riflettografia infrarossa, immagini in falso colore, FORS, FT-IR e SEM-EDX; le immagini infrarosse permisero di riconoscere dettagli del disegno preparatorio e due pentimenti, mentre le analisi dei materiali distinsero pigmenti e intonaci originari da interventi moderni, tra cui bianco di zinco, paraffina e resina alchidica.[16]
Nel 2025 la sala dedicata alla ricostruzione della tomba di Iti e Neferu è stata riallestita sulla base di studi sulla struttura della tomba, sui suoi quattordici pilastri, sul confronto con tombe dello stesso periodo e sulle fotografie di scavo.[3] Nel corso delle ricerche per il riallestimento è stata individuata nei depositi del Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino una pittura appartenente al ciclo decorativo della tomba.[3]
Descrizione

La tomba era semi rupestre e si apriva in una corte scavata nella roccia.[2] La facciata, protetta dal lungo porticato delimitato da quattordici pilastri, era interrotta da undici aperture che immettevano in altrettante stanze; i tratti di muro compresi tra un'apertura e l'altra erano decorati.[18]
La decorazione comprendeva pitture a tempera su intonaco di paglia e fango, conservate al Museo Egizio di Torino.[6] Nelle pitture compaiono immagini ricche di dettagli, con scene di offerta, attività agricole, allevamento, trasporto del grano, preparazione del pane e della birra, animali, imbarcazioni, artigiani e figure armate.[19][20][21][22][23] In una scena è raffigurata la macellazione rituale di un bovino; in un'altra sono rappresentate una vacca con vitello neonato e una scena di mungitura.[24][19] Lungo il corridoio erano presenti scene legate alla vita quotidiana e al lavoro, tra cui il trasporto e l'immagazzinamento del grano e un laboratorio di falegname.[20][21]
Una pittura parietale raffigura una nave con cabina decorata da tre scudi; sul ponte sono rappresentati marinai al lavoro, giare e tre scimmie.[17][25] La presenza degli scudi sulla cabina della nave è stata messa in relazione con il titolo militare di Iti e con il ruolo delle élite locali nel Primo periodo intermedio.[25] La scena del trasporto e dell'immagazzinamento del grano è stata utilizzata come confronto per modelli di granai e per raffigurazioni analoghe provenienti da Gebelein, tra cui quelle sul sarcofago di Iqer.[25]
Pittura parietale con vacca, vitello neonato e scena di mungitura, Museo Egizio di Torino, Suppl. 14354/13.[19]
Pittura parietale con trasporto e immagazzinamento del grano, Museo Egizio di Torino, Suppl. 14354/15.[20]
Pittura parietale con laboratorio di falegname e asino con carico di grano, Museo Egizio di Torino, Suppl. 14354/16.[21]
Pittura parietale con quattro Nubiani armati di scudi, Museo Egizio di Torino, Suppl. 14354/21.[23]
Reperti

Le pitture staccate dalla tomba sono conservate al Museo Egizio di Torino.[6][5][19] Alla stessa provenienza appartengono anche stele, vasellame, una conchiglia, vasi in alabastro e terracotta e altri oggetti di corredo.[1][26][27][28][29][30]
Il corredo di Neferu comprendeva grandi vasi in terracotta, vasi globulari in terracotta con coperchio, vasi miniaturizzati in terracotta, vasetti cilindrici in terracotta nera e un vasetto cilindrico in alabastro.[11] Un'altra fotografia del corredo registra quattro grandi vasi in terracotta, due coppe in terracotta e una ciotola in terracotta.[11]
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Stele funeraria raffigurante Iti e Neferu che ricevono offerte alimentari, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 Tomba dipinta di Iti e Neferu, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 3 4 Il riallestimento delle sale di Iti e Neferu e di Ahmose, su museoegizio.it, Museo Egizio di Torino, 8 luglio 2025. URL consultato il 29 aprile 2026.
- ↑ Statuetta di Iti, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 3 Pittura parietale: il defunto e sua moglie; in alto, una lista di offerte, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 3 Pittura parietale: Iti con levriero, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- ↑ Pittura parietale: Iti davanti a un levriero, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 Tomba dipinta di Iti e Neferu, esterno prima dell'inizio dei lavori, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 Tomba di Iti e Neferu prima dell'inizio dei lavori, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- ↑ Madden, 2022, pp. 21-22
- 1 2 3 Corredo tomba dipinta Iti e Neferu, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- ↑ Moiso, Montonati, 2021, pp. 93-94
- ↑ Tomba di Iti e Neferu, tre coni funerari ancora conficcati nella muratura, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 Tomba di Iti e Neferu, pittura staccata e consolidata per il trasporto, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- ↑ Madden, 2022, pp. 21-23
- 1 2 Cardinali et al., 2019, p. 69
- 1 2 Pittura parietale: nave, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- ↑ Tomba di Iti e Neferu, facciata della tomba e pittura con gru, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 3 4 Pittura parietale: vacca con vitello neonato e scena di mungitura, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 3 Pittura parietale: trasporto e immagazzinamento del grano, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 3 Pittura parietale: laboratorio di un falegname; sotto, un asino che trasporta grano, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- ↑ Pittura parietale: a sinistra preparazione del pane e della birra; a destra il defunto e la moglie ricevono offerte, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 Pittura parietale: quattro Nubiani armati di scudi, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- ↑ Pittura parietale: in basso, sacrificio; in alto, sarcofago, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 3 Montonati, 2018
- 1 2 Stele raffigurante due coppie di arcieri, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 Vasetto cilindrico, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 Giara, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 Ciotola, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- 1 2 Conchiglia, su collezioni.museoegizio.it, Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
Bibliografia
- (EN) Michela Cardinali, Tiziana Cavalleri, Paola Croveri, Christian Greco, Beppe Moiso, Anna Piccirillo, Arianna V. Scarcella, Paolo Triolo, Enhance knowledge to improve conservation: the Iti and Neferu wall paintings (PDF), in A Closer Look at Murals: Recent Advances in the Conservation and Scientific Investigation of Wall Paintings. Book of Abstracts, 5th BM-Mellon Symposium, 2019, pp. 69-70.
- (EN) Bianca Madden, Wall Paintings Transfer: A Short History, and the Experience as Applied to Ancient Egyptian Paintings, in British Museum Studies in Ancient Egypt and Sudan, n. 26, 2022, pp. 1-37.
- Beppe Moiso, Tommaso Montonati, L'Archivio Fotografico del Museo Egizio di Torino, in Rivista del Museo Egizio, vol. 5, 2021, DOI:10.29353/rime.2021.3897.
- (EN) Tommaso Montonati, Two Ancient Egyptian Models in the Historical Photographic Archive of the Museo Egizio, Turin, in Rivista del Museo Egizio, vol. 2, 2018, DOI:10.29353/rime.2018.1798.
- (EN) Heinrich Schäfer, Principles of Egyptian Art, Oxford, Oxford University Press, 1974.
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Collegamenti esterni
- Tomba dipinta di Iti e Neferu, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.
- Corredo tomba dipinta Iti e Neferu, su archiviofotografico.museoegizio.it, Archivio fotografico del Museo Egizio di Torino. URL consultato il 29 aprile 2026.






