Tommaso Mosca
| Tommaso Mosca | |
|---|---|
| Deputato del Regno d'Italia | |
| Durata mandato | 24 marzo 1909 – 5 giugno 1913 |
| Legislatura | XXIII |
| Collegio | Agnone |
| Sito istituzionale | |
| Durata mandato | 27 novembre 1913 – 29 settembre 1919 |
| Legislatura | XXIV |
| Collegio | Agnone |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Università | Università degli Studi di Napoli Federico II |
| Professione | Magistrato |
Tommaso Mosca (Capracotta, 4 maggio 1859 – Roma, 25 marzo 1927) è stato un giurista, magistrato e politico italiano.
Biografia
Nacque il 4 maggio 1859 a Capracotta, nel distretto di Isernia del Regno delle Due Sicilie, da Pasquale Mosca e Gioconda Conti; sua madre era zia di Nicola Falconi, ragion per cui il giovane Tommaso crebbe a stretto contatto col più anziano cugino, scegliendo come lui la carriera in magistratura.[1][2] Si laureò in giurisprudenza nel 1882 presso l'Università degli Studi di Napoli e fu nominato pretore a Carovilli tramite concorso; dopo un breve periodo fu trasferito a Milano e nel 1891 passò a Roma, dove fu promosso consigliere di cassazione l'anno seguente.[3] Divenne in seguito Procuratore generale della Corte di cassazione di Napoli e poi Primo Presidente della Corte d'appello di Trani.[4]
Fu amico stretto di Emanuele Gianturco, padrino del suo secondo figlio Emanuele, che lo chiamò a ricoprire anche il ruolo di capo di gabinetto durante il suo incarico come Ministro di grazia e giustizia. Proprio Mosca fu protagonista della commemorazione di Gianturco a Capracotta del 9 settembre 1912, in occasione dell'inaugurazione del monumento a lui dedicato.[1]
Alle elezioni parlamentari del 1909 risultò eletto alla Camera dei deputati nel collegio uninominale di Agnone, mentre dal 1910 al 1919 fu eletto più volte al Consiglio provinciale di Campobasso.[3] Il suo primo mandato parlamentare fu caratterizzato da accuse di corruzione nell'ambito dello scandalo dei costi lievitati per la costruzione del Palazzo di Giustizia di Roma e insieme a diversi altri colleghi coinvolti dalle indagini, decise di dimettersi il 4 giugno 1913.[5] Scagionato dalla successiva inchiesta parlamentare, si ripresentò alle elezioni suppletive del 29 giugno, venendo rieletto, e fu poi rieletto nuovamente alle elezioni parlamentari del 1913.
Morì nella notte tra 24 e 25 marzo 1927 a Roma.[6]
Nel 1978 il comune di Roma gli ha dedicato una strada a Massimina[7], così come i comuni di Campobasso e Ortona gli hanno dedicato una strada ciascuno. A Capracotta gli è stata dedicata una scuola media statale.[1]
Opere
- Tommaso Mosca, Nuovi studi e nuove dottrine sulla colpa nel diritto civile, penale ed amministrativo, Tipografia Nazionale di Giovanni Bertero, 1896.
- Tommaso Mosca, Della intangibilità sostanziale e permanente della legge delle guarentigie, in Nuova Antologia, 1915.
Note
- 1 2 3 L'onorevole Tommaso Mosca di Capracotta, su letteraturacapracottese.com. URL consultato il 2 giugno 2026.
- ↑ Tommaso Mosca, Nuovi studi e nuove dottrine sulla colpa nel diritto civile, penale ed amministrativo, Tipografia Nazionale di Giovanni Bertero, 1896.
- 1 2 I Mosca: l'insetto e il sangue teutonico…, su amicidicapracotta.com. URL consultato il 2 giugno 2026.
- ↑ TOMMASO MOSCA, Legislatura XXIII del Regno, su dati.camera.it. URL consultato il 2 giugno 2026.
- ↑ Atti parlamentari - Legislatura XXIII (PDF), su storia.camera.it. URL consultato il 2 giugno 2026.
- ↑ Atti parlamentari - Legislatura XXVII (PDF), su storia.camera.it. URL consultato il 2 giugno 2026.
- ↑ Via Tommaso Mosca, su geoportale.comune.roma.it, Roma Capitale - Ufficio toponomastica. URL consultato il 2 giugno 2026.
Collegamenti esterni
- Tommaso Mosca, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 90248363 · ISNI (EN) 0000 0004 1970 6126 · SBN MILV166697 |
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