Torre di Cartosio
| Torre di Cartosio | |
|---|---|
![]() | |
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Città | Cartosio |
| Indirizzo | Piazza Terracini |
| Coordinate | 44°35′32.19″N 8°25′12.73″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | Torre d'avvistamento |
| Altezza | 22 m |
| Inizio costruzione | Tra il XII e il XIII secolo |
| Condizione attuale | restaurata e visitabile |
| voci di architetture militari presenti su Wikipedia | |
La torre di Cartosio è una torre medievale sita a Cartosio, in provincia di Alessandria.
Storia
Anticamente il centro abitato di Cartosio era circondato da mura difensive e suddiviso tra una zona abitativa e una zona amministrativa comprendente il castello, varie torri e altri edifici di carattere difensivo.[1] Il territorio rimase sotto il controllo della chiesa acquese fino al XIV secolo, quando nel 1382 Amedeo VI di Savoia investì Antonio Asinari e i suoi figli di numerosi feudi comprendenti anche Cartosio.[1][2]
La torre, edificata tra il XII e il XIII secolo,[1][2] era parte di un circuito di torri d'avvistamento del basso Alessandrino che collegava Merana a Spigno Monferrato, passando per quelle di Denice, Castelletto d'Erro, Cavatore, Terzo, Visone e fino al castello di Acqui Terme.[3]
La torre era parte del complesso difensivo del castello di Cartosio, già attestato nel XIV secolo e ricostruito dagli Asinari nel XVII secolo,[1][2] che andò progressivamente in rovina fino alla demolizione dei suoi ruderi avvenuta nel corso del Novecento, con la torre unico manufatto superstite.[1][2] Durante gli anni Novanta del XX secolo la torre fu oggetto di un intervento di restauro, seguito da ulteriori lavori realizzati tra il 2007 e il 2013 grazie ai fondi del GAL Borba.[1][2]
Descrizione
La torre, costruita in arenaria locale con conci squadrati,[1][2] presenta una pianta rettangolare ed è alta circa 22 metri.[1] La struttura si sviluppa su sette piani organizzati in un unico vano interno, suddiviso originariamente tramite diversi solai in legno facilmente rimovibili in caso di attacco nemico e da una volta a botte in pietra posta a circa 11 metri di altezza.[3][1]
L'accesso originario avveniva dal lato del castello attraverso un ponte levatoio che poggiava su un muro battiponte; l'ingresso era collocato a oltre 11 metri dal suolo.[3][1][2] Alla base della struttura era situata una prigione, accessibile tramite botola, sotto la quale si trovava una grande cisterna per la raccolta dell'acqua.[3][1][2]
I piani superiori erano destinati a deposito per le scorte alimentari, cucina e mensa con il livello più elevato che ospitava il dormitorio della guarnigione, caratterizzato dalla presenza di un camino e un lavabo in pietra.[1][2] All'ultimo piano sono inoltre presenti fori murari probabilmente utilizzati per sostenere una carrucola destinata all'approvvigionamento dell'acqua dalla cisterna sottostante.[3][1]
La torre è visitabile internamente e l'attuale accesso avviene tramite una scala esterna a chiocciola che conduce ai piani superiori e al terrazzo sommitale.[3][1]
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Angela Crosta, Cartosio (AL): Torre medievale, su archeocarta.org, 18 aprile 2025. URL consultato il 10 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2026).
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Patrizia Vulpes, Cartosio: un territorio di antiche origini, su restauroeconservazione.info. URL consultato il 10 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2026).
- 1 2 3 4 5 6 La torre di Cartosio, su unionemontanasuoldaleramo.it. URL consultato il 10 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2026).
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Torre di Cartosio
