Torre di Velate

Torre di Velate
Resti della torre
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneLombardia
LocalitàVarese
IndirizzoVia alla Torre, Varese
Coordinate45°50′25.03″N 8°47′33.42″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXI secolo
Altezza
  • 25 m
Realizzazione
ProprietarioFondo Ambiente Italiano

La Torre di Velate è una torre di guardia in rovina situata a sud dell'abitato di Velate, frazione di Varese, risalente all'XI secolo che, inserita su un terrazzo naturale, domina la pianura sottostante e si trova su un'antica direttrice viaria, documentata già nell’VIII secolo, che collegava Varese con il Verbano e la Valcuvia. Il sito si colloca ai piedi del massiccio del Campo dei Fiori, in posizione elevata e strategica rispetto alle vie di comunicazione tra la Pianura Padana e l’area alpina[1][2][3].

Storia

La Torre di Velate si inserisce nel sistema difensivo prealpino sviluppatosi tra la tarda età imperiale e il medioevo [1]. Tale sistema, riconducibile al cosiddetto limes prealpino, era costituito da una rete di fortificazioni in comunicazione visiva tra loro, destinate al controllo dei transiti e alla segnalazione dei movimenti nemici [4].

La costruzione della torre è generalmente collocata tra il X e l’XI secolo. Analisi dei legni strutturali (pontai) hanno fornito una datazione compresa tra il 1025 e il 1200. La tradizione locale attribuisce l’iniziativa edilizia all’arcivescovo di Milano Guido da Velate (in carica tra il 1025 e il 1071), ipotesi non documentariamente comprovata ma radicata nella memoria storica locale.[5]

La presenza longobarda nel territorio è attestata da documenti del X secolo, nei quali compaiono nomi di origine germanica e riferimenti espliciti alla lex longobarda.

La torre ebbe una vita operativa relativamente breve. Nel corso del XII secolo, durante i conflitti tra Milano e Como, nel contesto delle guerre tra Visconti e Torriani e delle campagne legate alle milizie imperiali, la struttura fu gravemente danneggiata e resa inutilizzabile [3]. In tali circostanze, secondo le consuetudini del tempo, le fortificazioni dei vinti venivano smantellate.

Indagini archeologiche hanno evidenziato la presenza di un insediamento abitativo in prossimità della torre[1]. Fonti ottocentesche confermano inoltre l’esistenza di un complesso fortificato più articolato.

La visita pastorale del cardinale Romilli (1852) descrive la presenza di una seconda torre e di resti di una vasta struttura difensiva [2]. Analogamente, una comunicazione della Presidenza del Museo Patrio di Varese segnala la presenza di avanzi di fortificazioni distrutte attorno al monumento.

Tradizioni orali locali riferiscono dell’esistenza di camminamenti sotterranei di collegamento tra la torre, il cosiddetto “castello” (area di Villa Zambeletti) e Villa Piatti-Clerici.

Stato di conservazione e tutela

Nel corso del tempo, parte dei materiali della torre fu riutilizzata per l’edificazione di abitazioni locali, determinando la perdita di porzioni significative della struttura.

Attualmente si conservano due lati della costruzione [1][3], di cui uno integralmente preservato grazie al sostegno del corpo scala; sono state inoltre individuate le fondazioni del lato meridionale, mentre del lato occidentale restano tracce limitate, a causa del riutilizzo dei materiali lapidei in epoche successive.

Fino al 1989 il monumento era di proprietà della famiglia Zambeletti; successivamente fu ceduto al Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), che ne ha promosso la tutela e il consolidamento [1][4]. L’iniziativa fu sostenuta dalla delegazione locale di Varese, in considerazione del valore del bene quale rara testimonianza del medioevo nel territorio. Attualmente la torre è visitabile dall’esterno ed è raggiungibile tramite un percorso pedonale in prossimità di un parcheggio pubblico .

Caratteristiche architettoniche

La struttura è un edificio in pietra viva a pianta quadrangolare, con base di m 11,30 × 9,40 e altezza originaria stimata tra i 25 e i 33,5 metri [3][6]. La struttura era articolata su cinque piani fuori terra oltre al piano terreno.[1][3][4]

Sulla parete orientale sono visibili le tracce dei diversi livelli. I muri presentano riseghe funzionali sia all’alloggiamento dei solai lignei sia all’alleggerimento progressivo della struttura verso l’alto. Le aperture sono costituite da monofore a doppia strombatura, tipiche dell’architettura romanica, progettate per garantire visibilità e capacità difensiva nonostante lo spessore murario [5][7]. Tali aperture, configurate come imbuti rovesciati, facilitavano l’impiego di armi da tiro.

Tecniche costruttive

La muratura è realizzata con tecnica “a sacco”, costituita da paramenti esterni in conci lapidei e riempimento interno di calce viva e pietrame. La costruzione evidenzia elevata perizia esecutiva, riscontrabile nell’accurato appiombo delle pareti e nella precisione degli spigoli. Le strutture lignee interne, realizzate in castagno locale, erano disposte con orientamento alternato tra i vari livelli (est-ovest e nord-sud).[5]

Elemento di particolare rilievo è il vano scala, addossato al lato orientale, privo di aperture esterne e con funzione anche strutturale di contrafforte. Il suo sviluppo interno, con andamento articolato a zigzag, rappresenta una soluzione non comune nel contesto italiano medievale. L’accesso originario alla torre avveniva verosimilmente al primo piano, secondo una tipologia difensiva consolidata; il piano terreno era destinato a magazzino e ospitava una cisterna per l’approvvigionamento idrico.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 TORRE DI VELATE | Bene FAI, su fondoambiente.it. URL consultato il 26 agosto 2021.
  2. 1 2 Torre di Velate (Varese): antiche vestigia che trasudano storia, su lagomaggiore.net. URL consultato il 26 agosto 2021.
  3. 1 2 3 4 5 Giorgio, La Torre di Velate (Va), su www.saliinvetta.com. URL consultato il 2 aprile 2026.
  4. 1 2 3 TORRE DI VELATE | VIVIVARESE, su vivivarese.com, 18 ottobre 2014. URL consultato il 26 agosto 2021.
  5. 1 2 3 Kenji Albani, La Torre di Velate, vestigia medievali a Varese, su B-Hop Magazine, 12 aprile 2022. URL consultato il 2 aprile 2026.
  6. ↑ L’imponente Torre di Velate, su Italian Ways, 20 maggio 2019. URL consultato il 26 agosto 2021 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2021).
  7. ↑ Torre di Velate, su Il Lago Maggiore. URL consultato il 26 agosto 2021.

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