Torre di Vengore
| Torre di Vengore | |
|---|---|
| Ubicazione | |
| Stato | |
| Città | Roccaverano |
| Indirizzo | Strada provinciale 24c |
| Coordinate | 44°35′43.43″N 8°18′01.57″E |
| Informazioni generali | |
| Tipo | Torre di avvistamento |
| Altezza | 30 m |
| Inizio costruzione | seconda metà del XIV secolo |
| Condizione attuale | buono stato di conservazione e visitabile |
| voci di architetture militari presenti su Wikipedia | |
La torre di Vengore, detta anche torre di San Gerolamo,[1] è una torre di avvistamento medievale sita a Roccaverano, in frazione Vengore.
Storia e descrizione
La torre venne edificata nella seconda metà del XIV secolo[2] su probabile stimolo non signorile ma comunale legato all'espensione sul territorio di Acqui[3] essendo posta in una zona strategica per l'osservazione della Val Bormida di Spigno, Ponzone e l'acquese.[2]
La torre si presenta a pianta quadrata e ha un’altezza di circa 30 metri, costruita in pietra di Langa reperita in loco;[2] alla base della torre si può notare il rinforzo degli spigoli con elementi angolari in arenaria, risolti come bugne aggettanti e accuratamente allineate nei nastri di spigolo, in modo da segnare la verticalità della linea d’angolo.[4] Intorno alla torre è ancora presente l’antico fossato, profondo 4,5 metri. Presenta inoltre varie feritoie, oltre a dei beccatelli, che probabilmente in passato sostenevano un camminamento in legno. La porta di accesso si trova a circa 7,5 metri di altezza ed è accessibile grazie a una scala in ferro installata tramite un intervento della Comunità Montana Langa Astigiana Val Bormida.[2]
La torre è citata nelle memorie di Angelo Brofferio che ricorda come suo padre gli ricordasse che, per gli abitanti di Roccaverano dell’epoca, la torre fosse stata fabbricata dal diavolo e costituisse un luogo in cui si tenevano riti sabbatici, oltre che fungere da abitazione a migliaia di folletti, fantasmi e mostri vari. Un’altra leggenda, tramandatagli dal nonno, riguardava invece l’origine del nome della torre, attribuita a un ambizioso marchese del Monferrato che la costruì e che, nelle occasioni pubbliche, soleva presentarsi con le parole "vengo re".[5]
Note
- ↑ Comune di Roccaverano - Torre di Vengore, restauro, su artbonus.gov.it. URL consultato il 13 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2026).
- 1 2 3 4 Angela Crosta, Roccaverano (AT): Torre del castello e torre di Vengore, su archeocarta.org, Aprile 2025. URL consultato il 4 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2025).
- ↑ Conti, p. 51.
- ↑ Scarzella e Zerbinatti, p. 28.
- ↑ Brofferio, pp. 37-38
Bibliografia
- Flavio Conti, Castelli del Piemonte: Alessandria e Asti, Gőrlich, 1975.
- Paolo Scarzella e Marco Zerbinatti, Recupero e conservazione dell'edilizia storica: interrati, fondazioni, partizioni, coperture, chiusure e aggetti, Firenze, Alinea editrice, 2009, ISBN 978-88-6055-373-7. URL consultato il 4 maggio 2026.
- Angelo Brofferio, I miei tempi. Memorie di Angelo Brofferio, vol. 1, Milano, Casa Editrice Italiana di Maurizio Guigoni, 1863. URL consultato il 4 maggio 2026.
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