Trevor Sidney Wade
| Trevor Sidney Wade | |
|---|---|
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| Soprannome | "Wimpy" |
| Nascita | Wandsworth, 24 gennaio 1920 |
| Morte | Ringmer, 3 aprile 1951 |
| Cause della morte | Incidente aereo |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | Royal Air Force |
| Anni di servizio | 1939-1946 |
| Grado | Comandante di squadriglia |
| Guerre | Seconda guerra mondiale |
| Campagne | Fronte occidentale (1939-1945) |
| Battaglie | Battaglia di Francia Operazione Dynamo Battaglia d'Inghilterra |
| Decorazioni | vedi qui |
| Pubblicazioni | vedi qui |
| dati tratti da The Airmen's Stories - P/O T S Wade[1] | |
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Trevor Sidney Wade (Wandsworth, 24 gennaio 1920 – Ringmer, 3 aprile 1951) è stato un militare e aviatore britannico, asso dell'aviazione nel corso della seconda guerra mondiale con 10 aerei abbattuti[2][3].
Biografia
Nacque a Wandsworth il 24 gennaio 1920 e studiò alla Yardley Court School e alla Tonbridge School.[4][5] Si arruolò nella Royal Air Force Volunteer Reserve nell'aprile del 1938 come aviere in addestramento per diventare pilota e imparò a volare presso la No.19 Elementary and Reserve Flying Training School di Gatwick.
Richiamato in servizio a tempo pieno allo scoppio della seconda guerra mondiale, ottenne la nomina a ufficiale in prova il 30 aprile del 1940.[5][4][6] Il 21 maggio fu assegnato al No.92 RAF Squadron a Croydon. Il 28 luglio, a causa del peggioramento delle condizioni meteorologiche e di un guasto al ricetrasmettitore durante una pattuglia notturna sulla baia di Swansea, si lanciò con il paracadute sopra Exeter.[1] Il suo Supermarine Spitfire, N3287, si schiantò a due miglia a sud-ovest di Chudleigh. Il 2 agosto 1940 sposò la signorina Josephine Clow Gibbins a Oxted, nel Surrey.[1] Il 19 agosto partecipò all'abbattimento di un bombardiere Junkers Ju 88, ma il suo Spitfire, R6703, venne colpito dal fuoco di risposta e fu costretto a un atterraggio di emergenza sul circuito di Lewes.[7] L'aereo si capovolse ed egli rimase intrappolato a testa in giù nella cabina di pilotaggio, ma fortunatamente il velivolo non prese fuoco..[7]
Il 12 ottobre distrusse un caccia Messerschmitt Bf 109, ne rivendicò un altro come probabile, e ne danneggiò un terzo; il 26 abbatté un probabile Bf 109, il 29 un probabile Messerschmitt Bf 110, il 26 novembre un probabile Dornier Do 17 e il 2 dicembre abbatté sicuramente un Bf 109.[8][9] In questo scontro il suo aereo fu colpito e fu costretto a un atterraggio di emergenza a Gravesend.[9] Distrusse un altro Bf 109 il 9 maggio 1941, condivise l'abbattimento con un altro il 16, ne distrusse un altro il 16 giugno, ne condivise un altro con un altro ancora il 21 e probabilmente ne distrusse un altro il 23. Alla fine di giugno del 1941 fu trasferito al No.123 Squadron a Turnhouse.[10] Per aver conseguito 7 vittorie aeree confermate gli fu conferita la Distinguished Flying Cross (DFC), pubblicata sulla London Gazette il 15 luglio 1941.[5][11] Si unì al No.602 RAF Squadron a Kenley nel settembre del dello stesso anno, per quello che sarebbe stato un breve periodo di servizio, perché durante un raid contro la fabbrica di munizioni Marquise Shell, il 17 settembre, ricevette una ferita che pose fine alla sua carriera di pilota da combattimento.[12]
Dopo aver lasciato il No.602 RAF Squadron, fu assegnato come istruttore presso un'unità di addestramento operativo (OTU). Frequentò un corso per istruttori alla CFS (Central Flight School) e successivamente fu trasferito al CGS (Central Ground School) di Sutton Bridge come istruttore di tiro.[1] In seguito fu assegnato al quartier generale del No.9 Group come ufficiale addetto al tiro, responsabile dell'istruzione in materia di tiro presso le unità di addestramento operativo per aerei da caccia.[12] Il 30 ottobre 1942 fu promosso comandante di squadriglia a titolo temporaneo.[13]
Alla fine del 1943 fu nominato comandante delle operazioni di volo presso l'Air Fighting Development Unit RAF (AFDU), con il compito di testare le prestazioni degli aerei nemici catturati e confrontarli con le loro controparti alleate.[12] Per questo lavoro gli fu conferita l'Air Force Cross (pubblicata sulla London Gazette il 1° settembre 1944).[14] All'inizio del 1945 si recò negli Stati Uniti d'America per testare i caccia giapponesi catturati e per acquisire esperienza sui nuovi modelli americani.[12]
Fu congedato dalla RAF nel 1946 con il grado di comandante di squadriglia. Entrò a far parte della redazione di The Aeroplane, occupandosi del collaudo di nuovi tipi di aerei civili leggeri.[15] Alla fine del 1947 gli fu offerto il posto di assistente del capo pilota collaudatore della Hawker Aircraft, William Humble.[15] Inizialmente gli fu affidato il compito di testare la produzione dei Fury e dei Sea Fury, ma collaborò anche allo sviluppo in volo del N.7/46(P.1040). Quando Humble divenne responsabile vendite nel giugno 1948, egli divenne capo collaudatore e si concentrò sullo sviluppo in volo degli ultimi jet Hawker.[15] Il 19 novembre 1948 portò in volo per la prima volta il prototipo del caccia Hawker P.1052 (VX272).
Nel gennaio 1951 andò negli Stati Uniti con un programma di scambio, e li volò sul North American F-86 Sabre.[1] Ritornò alla Hawker e riprese l'attività di collaudatore.[1] Il 3 aprile 1951 perse la vita in un incidente aereo a Ringmer, nel Sussex, durante un collaudo dello Hawker P.1081.[1]
È stato ipotizzato che stesse tentando una picchiata transonica e che, inavvertitamente, avesse superato la velocità del suono. Decise di eiettarsi, sganciando il paracadute a 9000 piedi (2.700 m) e espellendosi a 2000 piedi (610 m).[1] Sebbene l'eiezione sia andata a buon fine, non riuscì a separarsi dal sedile e morì sul colpo al suolo.[1] Il suo funerale si tenne al crematorio di St. John a Woking.[3]
Onorificenze
— 15 luglio 1941.[2]
Note
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 The Airmen Story.
- 1 2 3 Traces of War.
- 1 2 3 4 5 6 Noonans.
- 1 2 Franks 2015, p. 259.
- 1 2 3 "Sqn. Ldr. T.S. Wade – Chief Test Pilot of Hawkers". Obituaries, The Times No.51966. London. 4 April 1951. col. D, p.6.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 34859, 28 May 1940.
- 1 2 Franks 2015, p. 260.
- ↑ Shores, Williams 1994, p. 611.
- 1 2 Franks 2015, p. 260-262.
- ↑ Franks 2015, p. 261-263.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 35219, 15 July 1941.
- 1 2 3 4 Franks 2015, p. 263-265.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 35791, 17 November 1942.
- ↑ (EN) The London Gazette (PDF), n. 36682, 29 August 1944.
- 1 2 3 Franks 2015, p. 264-266.
Bibliografia
- (EN) Ken Delve, Fighter Command 1936-1968. An Operational & Historical Record, Barnsley, Pen & Sword, 2007.
- (EN) John Lake, The Battle of Britain, Etobicoke (Ontario), Prospero Books, 2000, ISBN 1-55267-007-4.
- (EN) Peter Lewis, Squadron Histories. RFC, RNAS & RAF since 1912, London, Putnam & Company, 1968.
- (EN) Christopher Shores e Clive Williams, Aces High: A Tribute to the Most Notable Fighter Pilots of the British and Commonwealth Forces of WWII, London, Grub Street Publishing, 1994, ISBN 978-1-898697-00-8.
- (EN) Norman Franks, Dowding's Eagles: Accounts of Twenty-Five Battle of Britain Veterans, Barnsley, Pen and Sword, 2015.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Trevor Sidney Wade
Collegamenti esterni
- (EN) The Airmen's Stories - P/O T S Wade, su bbm.org.uk. URL consultato il 27 agosto 2024.
- (EN) Wade, Trevor Sidney "Wimpy", su tracesofwar.com. URL consultato il 27 agosto 2024.
- (EN) Medals of Battle of Britain Fighter Ace Squadron Leader ‘Bolshie’ Bartley, su noonans.co.uk. URL consultato il 27 agosto 2024.
