Tubular Bells (videogioco)
| Tubular Bells videogioco | |
|---|---|
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| Piattaforma | Commodore 64 |
| Data di pubblicazione | 1986 |
| Genere | Spettacolo interattivo |
| Tema | Astratto |
| Origine | Regno Unito |
| Sviluppo | Clever Music (sonoro[1][2]) |
| Pubblicazione | Nu Wave |
| Musiche | Mike Oldfield (originale), Rob Hartshorne e Graham Jarvis (adattamento[3]) |
| Modalità di gioco | Giocatore singolo |
| Periferiche di input | Tastiera |
| Supporto | Cassetta |
Tubular Bells è un videogioco, oppure può essere considerato un software di intrattenimento multimediale, pubblicato nel 1986 per Commodore 64 dalla Nu Wave, etichetta della CRL Group. Riproduce adattamenti delle musiche dell'album strumentale Tubular Bells (1973) accompagnati da spettacoli di linee o punti colorati in movimento, in parte controllabili dall'utente.
Era il prodotto di lancio dell'etichetta Nu Wave[4], che ebbe breve vita[5].
Modalità di gioco
Tubular Bells permette di riprodurre buona parte dell'album omonimo, per un totale di circa 24 minuti di musica[6], naturalmente in una versione adattata al Commodore 64, qualitativamente inferiore all'originale, nonostante le buone capacità sonore del computer per i suoi tempi[5]. Durante l'ascolto lo schermo mostra, su sfondo nero, uno spettacolo luminoso di scie di linee o punti variamente colorati, in movimento pseudocasuale a tempo di musica. Diversi tasti, illustrati nel manuale o su una schermata di spiegazioni visualizzabile prima dell'avvio, permettono di cambiare in tempo reale i parametri dell'animazione[1][2]. Di default il computer cambia da sé i parametri di tanto in tanto.
Le possibilità di "gioco" con l'animazione comprendono la variazione dei seguenti parametri:
- Simmetria dell'immagine, che può essere rispetto all'asse verticale, all'asse orizzontale, a nessuno o a entrambi.
- Lunghezza della "scia", ossia quanto tempo rimane a video ogni posizione assunta dalla linea o punto in movimento. Una maggiore scia determina una maggiore dimensione dell'area colorata.
- I tre colori della scia, che si possono impostare ciascuno separatamente, oppure lasciare tutti a variazioni casuali.
- Distanza tra le posizioni successive dell'oggetto in movimento, ossia densità delle linee o punti componenti la figura.
- Modalità "laser", ossia scelta di linea oppure punto in movimento. Il punto è più veloce e dovrebbe ricordare la traccia di un puntatore laser.
Inoltre si può mettere in pausa l'animazione (fermo immagine, ma la musica continua). Si può saltare alla canzone successiva dell'album.
Accoglienza
La stampa ritenne spesso Tubular Bells un programma originale e insolito[7][8][9][5], sebbene sugli home computer il concetto sia stato preceduto almeno da Psychedelia[10][8] e Colourspace[11] di Jeff Minter.
Le opinioni della critica furono molto contrastanti. Alcune riviste apprezzarono pienamente Tubular Bells senza riserve[7][11][6]. Altre lo valutarono positivamente, in quanto affascinante e ben fatto, ma sollevavano dubbi su quanto potesse durare l'interesse nel programma[8][9]. Altre ancora lo giudicarono decisamente male, in quanto idea noiosa o strampalata, e non consideravano buono nemmeno l'adattamento della musica[10][12].
Note
- 1 2 Super Commodore 64-128 25.
- 1 2 (EN) Instructions for light synthesiser (JPG) (manuale sulla custodia), su retrocollector.org (archiviato il 27 ottobre 2025).
- ↑ Direttori della Clever Music e spesso accreditati, es. da High Voltage SID Collection; tuttavia Zzap!64 15 lo attribuiva a Jay Derret e Steve Ganly.
- ↑ (EN) Nu Wave (JPG), in Zzap!64, n. 14, Ludlow, Newsfield, giugno 1986, p. 70, ISSN 0954-867X.
- 1 2 3 Rossi 1993.
- 1 2 RUN 9/86.
- 1 2 Micromanía 15.
- 1 2 3 Popular Computing Weekly 24.
- 1 2 Aktueller Software Markt 6.
- 1 2 Zzap! 4.
- 1 2 Hebdogiciel 141.
- ↑ Soft 5.
Bibliografia
- Tubular Bells (JPG), in Super Commodore 64-128, anno 6, n. 25, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, maggio 1989, pp. 41-42, OCLC 955393932. Il programma era allegato in licenza alla rivista; l'articolo contiene anche un manuale.
- Tubular Bells (JPG), in Zzap!, anno 1, n. 4, Milano, Edizioni Hobby, settembre 1986, p. 22, OCLC 955306919.
- Fabio Rossi, Tubular Bells, in Dizionario dei videogame, collana Domino, n. 19, Milano, Vallardi, novembre 1993, pp. 397-399, ISBN 88-11-90422-6.
- (ES) Tubular Bells (JPG), in Micromanía, primera época, anno 2, n. 15, Madrid, Hobby Press, settembre 1986, p. 15, ISSN 9955-8726.
- (EN) Tubular Bells (JPG), in Zzap!64, n. 15, Ludlow, Newsfield, luglio 1986, p. 91, ISSN 0954-867X.
- (EN) Tubular Bells (JPG), in Popular Computing Weekly, vol. 5, n. 24, Londra, Sunshine Publications, 12 giugno 1986, pp. 44-45, ISSN 0265-0509.
- (DE) Der "programmiete Oldfield" (JPG), in Aktueller Software Markt, n. 6, Eschwege, Tronic Verlag, luglio/agosto 1986, pp. 95, 71, ISSN 0933-1867.
- (DE) Tubular Bells (JPG), in RUN, CW-Publikationen, settembre 1986, p. 121.
- (FR) La cloche sonne (JPG), in Hebdogiciel, n. 141, 27 giugno 1986, p. 12.
- (DA) Tubular Bells (JPG), in Soft, n. 5, settembre/ottobre 1986, p. 39, ISSN 0109-9523.
Collegamenti esterni
- Roberto Nicoletti, Tubular Bells, su Ready64.org.
- (EN) Tubular Bells (confezione completa), su retrocollector.org.
