Tutti defunti... tranne i morti

Tutti defunti... tranne i morti
Una scena del film
Lingua originaleitaliana
Paese di produzioneItalia
Anno1977
Durata99 min
Generegrottesco, thriller, commedia, giallo
RegiaPupi Avati
SoggettoPupi Avati, Antonio Avati, Gianni Cavina, Maurizio Costanzo
SceneggiaturaPupi Avati, Antonio Avati, Gianni Cavina, Maurizio Costanzo
ProduttoreAntonio Avati, Gianni Minervini
Casa di produzioneA.M.A. FILM s.r.l.
FotografiaPasquale Rachini
MontaggioMaurizio Tedesco
Effetti specialiGiovanni Corridori
MusicheAmedeo Tommasi
ScenografiaLuciana Morosetti
CostumiTeresa Lai
TruccoGiovanni Amadei
Interpreti e personaggi

Tutti defunti... tranne i morti è un film del 1977 diretto da Pupi Avati.

Trama

«Saranno in dieci, legati al nostro nome. Uno ne rimarrà, non si sa come. E da quei nove morti composti al cimitero, avrà luce il tesoro e scoprirà il mistero.»

Emilia Romagna, Dante è un venditore ambulante di libri che viene incaricato di vendere delle copie di un libro ''Misteri, leggende e delitti dei castelli emiliani'' che vorrebbero vendere alle famiglie nobili citate nel libro.

Dante si reca quindi al castello dei marchesi Zanotti citati nel libro dove si parla di una misteriosa profezia riguardante la famiglia: la morte di nove membri della famiglia conduce alla scoperta di un tesoro nascosto.

La sera dell’arrivo di Dante, la famiglia Zanetti è riunita nella villa a seguito della morte del capofamiglia Ignazio, in vista del funerale che si terrà il giorno dopo.

Tra i componenti della famiglia c'è Ilaria, la figlia del marchese che accoglie Dante e lo invita a rimanere, affascinata da lui. Nel mentre nella tipografia dove Dante ha preso le copie del libro il proprietario viene ucciso da una misteriosa figura nera e le copie del libro bruciate.

Il giorno del funerale avviene un episodio ambiguo: invece del marchese Ignazio, nella bara viene ritrovato il corpo del domestico Giulio, ucciso e sepolto con un piolo conficcato nel petto. Nel frattempo, la vecchia cameriera Rosa risulta scomparsa.

Con il susseguirsi degli eventi, all’interno del castello si verificano una serie di strani omicidi: alcuni membri della famiglia Zanetti e parte della servitù cominciano a morire in circostanze bizzarre e violente mentre gli altri membri della famiglia tentano di capire cosa stia accadendo.

Viene quindi chiamato il detective Martini, incaricato di fare luce sui delitti, ma la sua indagine si rivela confusa e inefficace, e gli omicidi continuano, lasciando pochi superstiti.

Alla fine, rimangono in vita Dante, Ilaria, Ilde l'infermiera di famiglia e Martini. È allora che Ilaria scopre il libro e viene a conoscenza della profezia, essendo nove le vittime fino a quel momento nel giardino ora ci sono nove croci Ilaria e Martini capiscono che i nomi sulle croci compongono la parola ''Bigliardo'' dove molto probabilmente è nascosto il tesoro, arrivati alla sala dove è presente il bigliardo scoprono che qualcuno li ha preceduti ed è scappato con il tesoro, Dante arriva e racconta di essere stato aggredito dal marchese Ignazio che in realtà era ancora vivo.

Dante, Ilaria e Martini lo inseguono ma non riescono a prenderlo e quest'ultimo scappa su un treno dove compare anche Ilde l'infermiera di famiglia con cui ha una relazione.

Nel treno Ignazio fa notare a Ilde che poiché lui non era realmente morto il numero dei morti riportati nella profezia non corrispondono: sono state uccise solo otto persone legate alla famiglia, non nove. Per completare la profezia quindi Ilde uccide Ignazio e si appropria del tesoro.

Produzione

Sviluppo

Dopo il successo de La casa dalle finestre che ridono, il regista Pupi Avati divenne ansioso della sua reputazione come regista, in particolare per la definizione poco gradita di "Polanski della Pianura Padana".[1]

Per questo motivo realizzò il film Tutti defunti... tranne i morti, descritto dallo storico di cinema Roberto Curti come una combinazione di gotico tradizionale, Dieci piccoli indiani di Agatha Christie ed elementi satirici del giallo all'italiana.[1]

La sceneggiatura è accreditata a Pupi Avati, il fratello Antonio Avati, Gianni Cavina e Maurizio Costanzo. Il regista ha dichiarato che "la maggior parte delle idee erano mie" e che gli sceneggiatori "non seguivano un metodo reale: cercavamo di fare a gara su chi riusciva a raggiungere il terreno più assurdo."[2]

Cast

Durante il casting il ruolo di Buster, interpretato da Michele Mirabella, era originariamente previsto per Luigi Montefiori.[2] Il film è stato girato con un budget limitato e una piccola troupe.[2]

Riprese

Le riprese si sono svolte sulle colline nei dintorni di Bologna, Modena (il castello è quello di Massa Finalese) verso la fine del 1976.[2]

Distribuzione

Il film è stato distribuito nei cinema italiani dalla Euro International Films il 10 marzo 1977.[1]

Edizioni Home-Video

Nel 2005 è stato prodotto in DVD dalla Minerva Pictures distribuito dalla Columbia TriStar Home Entertainment nell'edizione Collector's Edition Raro Video & Nocturno, con contenuti extra: Documentario "Morti dal ridere", "biografia e filmografia del regista". Il formato video riportato sulla copertina è in 4:3 - 1,33:1, mentre il film è in 16:9 con bande nere intorno al video, l'audio è presente in Dolby Digital 1.0 - mono.

Nel 2015 viene riprodotto dalla Dynit e ridistribuito dalla Terminal Video ma senza alcun cambiamento riguardo alla copertina e al disco.

Accoglienza

Incassi

Ha incassato complessivamente 279.708.450 lire a livello nazionale.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 Curti, p. 187.
  2. 1 2 3 4 Curti, p. 189.

Bibliografia

  • Roberto Curti, Italian Gothic Horror Films, 1970-1979, McFarland, 2017, ISBN 1476629609.
  • Luca Servini, Pupi Avati. Il cinema dalle finestre che ridono, Piombino, Il Foglio Letterario, 2017, ISBN 978-8876066603.

Collegamenti esterni