Umangite

Umangite
Classificazione Strunz (ed. 10)2.BA.25[1]
Formula chimicaCu3Se2[2]
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinotetragonale[3]
Classe di simmetriascalenoedrale[4]
Parametri di cellaa = 6,4024(5) Å, c = 4,2786(4) Å, V = 175,38 ų, Z = 2[4]
Gruppo puntuale4 2m[4]
Gruppo spazialeP421m (nº 113)[3]
Proprietà fisiche
Densità misurata6,44 - 6,49[5] g/cm³
Densità calcolata6,590[5] g/cm³
Durezza (Mohs)3[3]
Fratturairregolare, semi concoide[5]
Colorerosso, rosso-nero bluastro o viola-blu iridescente[4]
Lucentezzametallica[3]
Opacitàopaca[4]
Striscionero[4]
Diffusionenon comune
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La umangite (simbolo IMA: Um[6]) è un minerale non molto comune del gruppo della berzelianite-umangite; appartiene alla famiglia dei "solfuri e solfosali" e possiede composizione chimica Cu3Se2.[2]

Etimologia e storia

L'umangite prende il nome dalla presunta località di scoperta, la Sierra de Umango (tra i monti Umango, Argentina), anche se in realtà il minerale proviene da una vicina catena montuosa chiamata Sierra de Cacho.[4]

Classificazione

La classica nona edizione della sistematica dei minerali di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009,[7] elenca l'umangite nella classe "2. Solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi; arseniuri, antimoniuri, bismuturi; solfoarseniuri, solfoantimonuri, solfobismuturi, ecc.)" e da lì nella sottoclasse "2.B Solfuri metallici, M: S > 1: 1 (principalmente 2: 1)"; questa viene ulteriormente suddivisa in base al tipo di metallo presente, in modo tale da trovare l'umangite nella sezione "2.BA Con Cu, Ag, Au" dove è l'unico membro del sistema nº 2.BA.15c.[7]

Tale classificazione resta quasi invariata nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", dove l'umangite occupa un posto nel sistema nº 2.BA.25 insieme all'athabascaite.[1]

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß l'umangite è nella classe dei "solfuri e solfosali (solfuri, seleniuri, tellururi, arseniuri, antimoniuri, bismuturi)" e nella sottoclasse dei "solfuri, seleniuri e tellururi con un rapporto metallo: S,Se,Te > 1:1"; qui si trova nella sezione dei "seleniuri con predominanza di rame" dove forma il sistema nº II/B.03 insieme a bellidoite, crookesite, sabatierite, berzelianite e athabascaite.[8]

Anche la classificazione dei minerali secondo Dana, usata principalmente nel mondo anglosassone, elenca l'umangite nella famiglia dei "solfuri e solfosali"; qui è nella classe dei "solfuri" e nella sottoclasse dei "solfuri – compresi seleniuri e tellururi – con la composizione AmBnXp, con (m+n):p=3:2" dove è l'unico membro del sistema nº 02.05.01.[9]

Abito cristallino

L'umangite cristallizza nel sistema tetragonale nel gruppo spaziale P421m (gruppo nº 113) con le costanti di reticolo a = 6,4024(5) Å e c = 4,2786(4) Å, oltre a possedere 2 unità di formula per cella unitaria.[4]

Origine e giacitura

L'umangite si forma con altri seleniuri nelle vene idrotermali, formati al di sotto dei 112 °C. La paragenesi è con berzelianite, calcite, calcomenite, calcopirite, clausthalite, cobaltite, eucairite, hessite, guanajuatite, klockmannite, malachite, naumannite, pirite e tiemannite.[5]

L'umangite non è un minerale molto comune ed è stato rinvenuto solo in poche decine di siti sparsi per il mondo.[10] Qui si ricordano solo le sue due località tipo: la miniera di Las Asperezas (28.91889°S 68.68389°W) nel dipartimento di General Lamadrid (Argentina)[11] e le cave di Trogtal (51.88227°N 10.26818°E) a Harz (in Bassa Sassonia, Germania).[12]

Forma in cui si presenta in natura

L'umangite forma piccoli grani disseminati che, presi singolarmente, presentano di solito contorni rettangolari.[5] Il minerale è opaco con lucentezza metallica; il colore può essere rosso, rosso-nero bluastro o viola-blu iridescente, mentre quello dello striscio è nero.[4]

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2026) Classification - With Cu, Ag, Au, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  2. 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: January 2026 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, gennaio 2026. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  3. 1 2 3 4 (DE) Umangit (Umangite), su mineralienatlas.de. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  4. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (EN) Umangite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  5. 1 2 3 4 5 (EN) Umangite (PDF), su handbookofmineralogy.org, Mineralogical Society of America. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  6. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 24 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 febbraio 2025).
  7. 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 24 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  8. ↑ (DE) Lapis-Systematik - II SULFIDE UND SULFOSALZE (Sulfide, Selenide, Telluride, Arsenide, Antimonide, Bismutide) - II/B Sulfide, Selenide und Telluride mit Verhältnis Metall : S,Se,Te > 1:1, su mineralienatlas.de. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  9. ↑ (EN) Dana Classification 8th edition - AmBnXp, with (m+n):p = 3:2, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  10. ↑ (EN) Localities for Umangite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  11. ↑ (EN) Las Asperezas mine, Sierra de Cacho, Villa Castelli, General Lamadrid Department, La Rioja Province, Argentina, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  12. ↑ (EN) Trogtal Quarries, Harz (Landkreis Goslar), Goslar District, Lower Saxony, Germany, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 gennaio 2026.

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • (EN) Umangite, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 24 gennaio 2026.
  • (EN) Umangite Mineral Data, su webmineral.com, David Barthelmy. URL consultato il 24 gennaio 2026.