Uragano Labor Day
| Uragano Labor Day | |
|---|---|
| Uragano categoria 5 (SSHS) | |
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| Formazione | 29 agosto 1935 |
| Dissipazione | 10 settembre 1935 |
| Venti più veloci | |
| Pressione minima | 892 mbar (hPa; 26,35 inHg) |
| Vittime | 485[1] |
| Danni | $100 milioni (USD 1935) |
| Aree colpite | Bahamas, Florida, costa est degli Stati Uniti |
L'uragano Labor Day[2], è stato uno dei cicloni tropicali di maggiore intensità ad aver interessato il bacino atlantico. Per diversi decenni è stato l'uragano per il quale erano stati registrati la minore pressione atmosferica ed i venti sostenuti sul minuto più forti, ed è stato il più intenso al momento dell'approdo. Terzo ciclone tropicale e secondo uragano della stagione 1935, si formò il 29 agosto e si dissipò il 10 settembre successivo. Investì le Florida Keys il 2 settembre, approdando su Long Key e causando notevoli danni, accompagnato da un'imponente onda di tempesta.
Raggiunse al picco di intensità una pressione atmosferica minima di 892 mbar e con venti sostenuti sul minuto di 296 km/h, venendo classificato nella categoria 5 sulla scala Saffir-Simpson. Causò 485 morti e circa 100 milioni di dollari di danni. Assieme agli uragani Camille del 1969, Andrew del 1992 e Michael del 2018, è uno dei quattro uragani di categoria 5 ad aver colpito gli Stati Uniti d'America contigui.
Storia meteorologica

Il 29 agosto 1935 si era formata un'area di bassa pressione a nord-est delle isole Turks[3]. Il 31 agosto una depressione tropicale si formò nei pressi di Long Island, nelle Bahamas sudorientali, intensificandosi rapidamente[4]. Raggiunse l'intensità di un uragano nei pressi dell'estremità meridionale dell'isola di Andros il 1º settembre[4]. La tempesta si è poi intensificata molto velocemente, dirigendosi verso le Florida Keys. Toccò terra nella tarda serata del 2 settembre vicino a Long Key alla massima intensità, con una pressione atmosferica di 892 mbar e venti sostenuti su un minuto a 296 km/h[4]. Dopo aver lasciato le Keys, la tempesta si indebolì continuando verso nordovest lungo la costa occidentale della Florida, approdando per la seconda volta a Cedar Key con un'intensità assimilabile alla categoria 2 sulla scala Saffir-Simpson[3]. La tempesta accelerò e si indebolì rapidamente mentre attraversava gli stati del Medio Atlantico, scendendo alla categoria 1 sulla Georgia e causando forti piogge, con il massimo di 422 mm raggiunto ad Easton, nel Maryland[3]. In prossimità di Capo Henry, lungo le coste della Virginia, la tempesta raggiunse l'oceano Atlantico. Continuò il suo percorso nell'Atlantico settentrionale, dove si fuse con un ciclone extratropicale il 10 settembre, per poi dissolversi[4].

Per alcuni decenni, è stato, tra quelli registrati, il ciclone tropicale più intenso che sia approdato nel continente nordamericano, con la pressione al livello del mare più bassa sino ad allora registrata ufficialmente sulla terraferma, ossia una pressione di 892 mbar, con intensità dei venti di circa 296 km/h[5]. Il record di minima pressione passò prima all'uragano Gilbert nel 1988 con 888 mbar e poi all'uragano Wilma nel 2005 con 882 mbar[5]; venne eguagliato dall'uragano Melissa nel 2025[6].
Impatto
Nelle Bahamas, che la tempesta attraversò mentre si evolveva in un uragano di categoria 1, il governo coloniale riportò danni minori alle proprietà, e nessun ferito o decesso[7]. Alcuni danni vennero segnalati nell'estremità meridionale dell'isola di Andros[8]. Sulla costa settentrionale di Cuba la tempesta produsse mari agitati e lo straripamento dei corsi d'acqua interni nelle province di Camagüey e Santa Clara[9].
Nel corso di questo uragano, si registrò il primo caso di un aereo utilizzato con lo scopo specifico di localizzare l'uragano e raccogliere informazioni[10]. Venne usato un Curtiss Hawk II del Corpo di Aviazione dell'esercito cubano, pilotato dal capitano Leonard Povey[10]. Il 2 settembre 1935 il biplano si avvicinò all'uragano, ma senza attraversarlo perché aveva la cabina di pilotaggio aperta[10]. Queste osservazioni vennero subito comunicate all'Hurricane Warning Center di Jacksonville, che emanò un bollettino di allerta per le Florida Keys[10].

Nella notte tra il 2 ed il 3 settembre 1935 le Florida Keys vennero investite dalla tempesta al massimo della sua intensità, con una pressione atmosferica di 892 mbar e venti con picchi di 200 miglia all'ora (320 km/h)[3]. La tempesta venne accompagnata da onde di marea di circa 6 m superiori alla norma; l'occhio della tempesta passò tra Long Key e Lower Matecumbe Key attorno alle 22 del 2 settembre, portando ad un periodo di calma di circa 55 minuti[3]. La maggior parte degli edifici nel raggio di circa 64 km tra Key Largo e Marathon andò distrutta, mentre un'intensa onda di tempesta avanzò da sud, allagando tutto ciò che incontrava[11]. Nel corso della tempesta tre navi si arenarono nelle Keys, senza che ci fossero vittime: la nave da carico danese Leise Maersk nei pressi di Upper Matecumbe Key, la petroliera statunitense Pueblo sul Molasses Reef vicino all'isola di Key Largo, ed il piroscafo passeggeri Dixie sul French Reef, anch'esso vicino a Key Largo[4]. La linea ferroviaria della Florida East Coast Railway (FEC) venne completamente distrutta nei tratti di collegamento tra le isole Keys, mentre venne pesantemente danneggiata nel percorso sulle isole[12].

A Key West l'uragano portò raffiche di vento e venti sostenuti fino a 72 km/h, causando pochi danni[13]. Analogamente, danni ridotti vennero segnalati sulle isole Big Pine Key e No Name Key[14]. A Marathon una grande casa per la pesca andò distrutta, mentre molte abitazioni subirono danni al tetto ed agli infissi[14]. Nel comune di Marathon un pescatore perse la vita ed altre persone vennero uccise dalle onde di tempesta[14]. Nelle isole Keys superiori, l'impatto dell'uragano fu distruttivo, soprattutto attorno al centro abitato di Islamorada[1]. A Long Key e sull'isola di Craig Key molti edifici andarono distrutti dal passaggio dell'uragano o dal successivo passaggio dell'onda di tempesta[1]. Nelle Keys superiori erano presenti tre campi di veterani di guerra statunitensi, impegnati nella costruzione dell'Overseas Highway. Il treno di soccorso della FEC inviato per la loro evacuazione, composto da undici vagoni, venne investito da una potente onda di tempesta nei pressi di Upper Matecumbe Key, vicino ad Islamorada; tutti i vagoni vennero spazzati via dai binari, mentre la locomotiva ed il tender rimasero sui binari[4]. Dei 695 veterani presenti nei tre campi, circa 256 morirono[1].
In aree della Florida sud-orientale, tra le quali Miami e West Palm Beach, vennero registrate principalmente le cadute di alberi, cartelli e linee elettriche, lasciando alcune zone prive di elettricità[15][16]. Tuttavia, venti intensi, che arrivarono a 130 km/h ad Homestead, causarono ingenti danni ai raccolti nella parte meridionale della contea di Dade[17]. Le perdite ai raccolti nelle vicinanze di Homestead vennero stimate tra i 400000 ed i 600000 dollari[18]. Nella contea di Collier alcuni accampamenti dei Seminole subirono danni a causa dei forti venti e delle inondazioni, mentre varie strade vennero rese impraticabili dalle inondazioni[19]. L'uragano, inoltre, causò la distruzione di oltre metà del molo per la pesca di Naples[19].

Nonostante raffiche di vento che hanno raggiunto i 105 km/h, il 3 settembre a Tampa si tennero le elezioni comunali; alcuni edifici, ospitanti i seggi elettorali, vennero danneggiati dal vento o rimasero senza corrente elettrica[20]. Lungo la costa occidentale della Florida, l'uragano colpì Cedar Key in modo particolarmente grave, considerando anche che approdò per una seconda volta nelle sue vicinanze. Molte abitazioni subirono danni sui tetti, alcuni dei quali vennero spazzati via, mentre i venti forti abbatterono molti alberi e linee elettriche; il ciclone danneggiò gravemente anche moli e pescherecci, causando anche tre morti in città[3]. Il governatore della Florida David Sholtz indicò che i danni alle proprietà ammontavano a diversi milioni di dollari e, a seguito di un sopralluogo nelle aree colpite, riportò che la cittadina di Horseshoe Beach nella contea di Dixie era stata quasi completamente distrutta[21]. Nella contea di Taylor circa l'80% del legname commerciale andò perso e circa 300 famiglie rimasero senza casa[21].
La tempesta portò oltre 130 mm di pioggia in alcune parti della Georgia, mentre attraversava lo stato tra il 4 ed il 5 settembre. Le forti piogge nelle contee georgiane meridionali causarono il deterioramento del cotone, mentre i venti rovinarono i raccolti e causarono lievi danni alle proprietà[22]. Nella Carolina del Sud i danni alle proprietà si concentrarono lungo le regioni costiere ed ammontarono a 15000 dollari; i danni si verificarono principalmente nelle vicinanze di Beaufort, Georgetown e Walterboro[23]. Anche i danni alle colture nella Carolina del Sud furono considerevoli, con forti venti che colpirono principalmente i raccolti di cotone, mais e canna da zucchero; gli alberi abbattuti dal vento causarono diversi feriti[23]. Nella Carolina del Nord diverse case a New Bern subirono incendi dopo che la tempesta fece cadere numerosi cavi e pali della luce, causando anche due morti. In Virginia i danni ai raccolti, soprattutto di mais, causati dalle piogge eccessive, ammontarono a 1,65 milioni di dollari[3]. Nel pomeriggio del 6 settembre venne osservato anche un tornado che attraversò le aree occidentali e nordoccidentali della città di Norfolk, causando danni per 22000 dollari[3].
Sebbene i venti fossero diminuiti sulla terraferma dopo che la tempesta raggiunse l'oceano Atlantico, piogge eccessive insistettero sugli stati del Medio Atlantico, causando danni sostanziali ai raccolti della regione[24]. Le precipitazioni totali tra il 4 ed il 6 settembre raggiunsero picchi tra i 380 ed i 410 mm; la più alta quantità di precipitazioni misurata fu di 422 mm ad Easton, nel Maryland[24]. L'ammontare dei danni negli stati del Maryland e del Delaware, soprattutto nelle rispettive contee meridionali, fu di 2 milioni di dollari, dei quali circa la metà solo nella contea di Caroline, nel Maryland[24]. Nel New Jersey meridionale le alte maree e le forti piogge portarono ad allagamenti, soprattutto nella contea di Cape May, ed al danneggiamento di diverse imbarcazioni[25].
Conseguenze e soccorsi

Col miglioramento delle condizioni atmosferiche, iniziarono le operazioni di soccorso. Il 4 settembre 1935 iniziò il soccorso e l'evacuazione dei sopravvissuti alle Florida Keys, ai quali presero parte la Croce Rossa Americana, la Guardia Nazionale della Florida, la Works Progress Administration, il Civilian Conservation Corps, la Guardia Costiera ed altre agenzie ed associazioni civili e militari. Si unirono ai soccorsi anche civili, tra i quali Ernest Hemingway, che in quel periodo viveva a Key West; dopo aver visto la devastazione nei campi di lavoro e l'alto numero di veterani morti, Hemingway scrisse un saggio, Who Murdered the Vets?, nel quale accusò il governo statunitense di non essersi interessato adeguatamente ai veterani di guerra[11]. In parallelo, vennero avviate delle indagini per investigare su eventuali negligenze nella mancata evacuazione dei campi ed anche nel trattamento riservato ai veterani[26].

Oltre al soccorso ai sopravvissuti, venne avviato il recupero e l'identificazione dei morti. I corpi erano sparsi per le Keys e le condizioni ambientali e meteorologiche accelerarono il processo di decomposizione, spingendo i funzionari sanitari a richiedere la loro immediata sepoltura o la cremazione. L'8 settembre 1935 si tenne una cerimonia ufficiale per seppellire poco più di un centinaio di salme, la maggior parte delle quali erano di veterani, presso il cimitero Woodlawn Park di Miami[27]. Tra le 485 vittime stimate, 257 erano veterani, gli altri 228 erano civili; circa 300 vennero cremati alle Keys, 124 vennero sepolti al cimitero Woodlawn Park, gli altri sepolti altrove[28].
Il 14 novembre 1937 ad Islamorada venne inaugurato ufficialmente il Florida Keys Memorial, un monumento per commemorare le vittime dell'uragano che colpì le Keys durante il Labor Day del 1935[28]. Il 16 marzo 1995 il monumento venne incluso nel National Register of Historic Places degli Stati Uniti[29].
Note
- 1 2 3 4 (EN) The day a killer hurricane wiped out parts of the Florida Keys, and what happened next, su miamiherald.com, Miami Herald, 31 agosto 2020. URL consultato il 18 novembre 2025.
- ↑ Il nome di riferisce al Labor Day, una festività nazionale federale degli Stati Uniti d'America che si celebra il primo lunedì di settembre, poiché l'uragano toccò terra al picco di intensità in quel giorno. In quegli anni non era ancora attivo un sistema di assegnazione dei nomi alle tempeste tropicali.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Chris Landsea, Documentation of Atlantic Tropical Cyclones Changes in HURDAT, su aoml.noaa.gov, National Hurricane Center, aprile 2014. URL consultato il 16 novembre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 W.F. McDonald, The hurricane of August 31 to September 6, 1935 (PDF), su docs.lib.noaa.gov, Monthly Weather Review, settembre 1935, p. 269. URL consultato il 16 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 18 aprile 2015).
- 1 2 (EN) Mindy Johnston, List of the Strongest Atlantic Hurricanes, su britannica.com, 5 novembre 2025. URL consultato il 16 novembre 2025.
- ↑ Uragano Melissa ai Caraibi, danni e morti dalla Giamaica ad Haiti, su tg24.sky.it, 29 ottobre 2025. URL consultato il 16 novembre 2025.
- ↑ (EN) Havana, Vera Cruz, And Florida Make Ready for Storms, su newspapers.com, Corpus Christi Caller-Times, 2 settembre 1935, p. 1. URL consultato il 17 novembre 2025.
- ↑ (EN) W.J. Barnett, Florida Section (PDF), vol. 39, n. 9, Climatological Data, settembre 1935. URL consultato il 17 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 12 aprile 2025).
- ↑ (EN) Storm Veers From Cuba, su newspapers.com, The Philadelphia Inquirer, 2 settembre 1935, p. 3. URL consultato il 17 novembre 2025.
- 1 2 3 4 (EN) 80th Anniversary of the Labor Day Hurricane and first hurricane reconnaissance, su aoml.noaa.gov, 2 settembre 2015. URL consultato il 16 novembre 2025.
- 1 2 (EN) Uragano Labor Day, in Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
- ↑ (EN) Alice Hopkins, The Development of The Overseas Highway (PDF), su digitalcollections.fiu.edu. URL consultato il 17 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2021).
- ↑ (EN) Key West Escapes Damage in Storm, su newspapers.com, Press-Telegram, 3 settembre 1935, p. 10. URL consultato il 17 novembre 2025.
- 1 2 3 (EN) Jerry Wilkinson, An Overall Hurricane Damage Report, su keyshistory.org, 16 settembre 1935. URL consultato il 17 novembre 2025.
- ↑ (EN) Miamians repairing minor storm damage, su newspapers.com, Miami Herald, 4 settembre 1935, p. 10. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ (EN) Little damage done by disturbance here, su newspapers.com, The Palm Beach Post, 4 settembre 1935, p. 1. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ (EN) Heavy Damage to Citrus Crops in Florida, su newspapers.com, Press-Telegram, 3 settembre 1935, p. 1. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ (EN) Hurricane Causes Heavy Crop Losses In South Florida, su newspapers.com, The Tampa Tribune, 4 settembre 1935, p. 2. URL consultato il 19 novembre 2025.
- 1 2 (EN) Storm Badly Damages Fishing Pier At Naples", su newspapers.com, Miami Herald, 4 settembre 1935, p. 10. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ (EN) Storm Passes North In Gulf After Lashing Tampa Section, su newspapers.com, The Tampa Tribune, 4 settembre 1935, p. 1. URL consultato il 19 novembre 2025.
- 1 2 (EN) Damage In Storm Reaches Millions, su newspapers.com, The Valdosta Daily Times, 10 settembre 1935, p. 8. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ (EN) W.J. Barnett, Georgia Section (PDF), vol. 39, n. 9, Climatological Data, settembre 1935. URL consultato il 19 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2021).
- 1 2 (EN) W.J. Barnett, South Carolina Section (PDF), vol. 39, n. 9, Climatological Data, settembre 1935. URL consultato il 19 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2022).
- 1 2 3 (EN) W.J. Barnett, Maryland and Delaware Section (PDF), vol. 39, n. 9, Climatological Data, settembre 1935. URL consultato il 19 novembre 2025 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2022).
- ↑ (EN) Storm here, su newspapers.com, The Jersey Journal, 6 settembre 1935, p. 12. URL consultato il 19 novembre 2025.
- ↑ (EN) Defends Failure to Move Veterans; Hopkins Says Action Was Not Warranted, su nytimes.com, The New York Times, 5 settembre 1935, p. 9. URL consultato il 20 novembre 2025.
- ↑ (EN) Veterans Who Died on Florida Keys Go to Their Final Resting Flag-Draped Coffins, su newspapers.com, The Miami News, 9 settembre 1935, p. 8. URL consultato il 20 novembre 2025.
- 1 2 (EN) Jerry Wilkinson, The Florida Keys memorial, su keyshistory.org. URL consultato il 20 novembre 2025.
- ↑ (EN) Lista degli ingressi nel National Register of Historic Places (PDF), su nps.gov. URL consultato il 20 novembre 2025.
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Collegamenti esterni
- (EN) Labor Day hurricane of 1935, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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