Valle Bertuzzi
La Valle Bertuzzi (talvolta nota come comprensorio di Valle Bertuzzi, Val Cantone e Valle Nuova) è una vasta area umida salmastra situata nel territorio del Parco regionale del Delta del Po, in Emilia-Romagna. Ricade amministrativamente nei comuni di Comacchio e Codigoro, nella provincia di Ferrara.
Insieme ad altri bacini idrici e zone paludose limitrofe, costituisce il Sito di interesse comunitario e Zona di protezione speciale (ZSC/ZPS) denominato "Valle Bertuzzi, Valle Porticino-Cannevié" (codice Rete Natura 2000: IT4060004). La superficie complessiva tutelata si estende per circa 2.691 ettari.[1] Si tratta di uno degli ambienti lagunari meglio conservati e di maggior pregio paesaggistico e naturalistico dell'intera costa alto-adriatica.
Inquadramento geografico e geomorfologia
Il complesso vallivo si posiziona a ridosso della costa del Mare Adriatico, compreso tra l'abitato di Lido di Volano a nord e Porto Garibaldi a sud. Il bacino principale è arginato e suddiviso in tre specchi d'acqua principali, in parte comunicanti tra loro: la Val Cantone, la Valle Bertuzzi vera e propria (che funge da verbo-bacino) e la Valle Nuova.[1]
All'interno dello stesso sito di protezione ambientale rientrano anche specchi d'acqua minori e residui di antiche paludi posti a nord del fiume Po di Volano, tra cui il Taglio della Falce, le Valli Cannevié-Porticino e parte dell'invaso del Lago delle Nazioni. Il paesaggio è un mosaico intricato di specchi d'acqua a salinità variabile, argini, isolotti sabbiosi (dossi) e bassofondi limosi che emergono durante la bassa marea (le cosiddette barene e velme).
La formazione di questa immensa distesa d'acqua risale all'epoca medievale, causata dal progressivo sprofondamento (subsidenza) dei terreni situati ai margini del delta del Po di Volano, unito all'ingressione delle acque marine.[1]
Storia e conservazione
Storicamente, come le vicine Valli di Comacchio, Valle Bertuzzi è stata utilizzata fin dai tempi del Ducato di Ferrara (sotto gli Este) per lo sfruttamento delle risorse ittiche.
A partire dall'Ottocento e per buona parte del Novecento, le zone umide del ferrarese furono soggette a imponenti opere di bonifica idraulica per convertire le paludi in terreni agricoli. Valle Bertuzzi riuscì a scampare alle grandi bonifiche degli anni '60 del Novecento, mantenendo intatto il proprio assetto originario.[1] Oggi, l'equilibrio idrico e salino della valle è regolato artificialmente tramite un sistema di paratoie (chiaviche) che mettono in comunicazione l'acqua dolce dei canali interni con l'acqua salata del mare, garantendo la sopravvivenza dell'ecosistema estuarino.
Flora e habitat
L'area è caratterizzata da una scarsissima presenza umana e ospita numerosi habitat considerati prioritari dall'Unione europea.
La vegetazione dominante è di tipo alofilo, ossia composta da piante capaci di sopravvivere in terreni ricchi di sale. Sulle barene e lungo i margini arginali dominano i salicornieti (composti da specie del genere Salicornia) e praterie di giunco e limonio (Limonium, noto anche come lavanda di mare, che in tarda estate colora le barene di lilla). Nei settori dove l'acqua è più dolce o salmastra si estendono densi canneti a Phragmites australis. Dal punto di vista botanico, il sito spicca per la presenza di due specie vegetali rare e gravemente minacciate: la Plantago cornuti e la Bassia hirsuta.[1] Sui dossi più antichi e stabili, originatisi da antichi cordoni dunosi litoranei, si ergono formazioni boschive e macchia mediterranea, con esemplari relitti di leccio (Quercus ilex).[1]
Fauna
L'estrema variabilità di ambienti (acque libere, canneti, isolotti e boschi) fa di Valle Bertuzzi una delle aree a maggiore biodiversità in Italia, specialmente per l'avifauna.
Avifauna
La valle è un crocevia fondamentale per le rotte migratorie paleartiche e un sito di riproduzione d'eccellenza:
- Ardeidi: Sul dosso Bertuzzi è storicamente insediata una numerosa garzaia (colonia di nidificazione) di garzette. Nelle aree di canneto più fitte del Taglio della Falce si riproduce l'airone rosso, con una delle colonie più importanti a livello nazionale.
- Caradriformi e Laridi: Sulle barene e gli isolotti sabbiosi nidificano specie di rilevanza comunitaria come il gabbiano corallino (Valle Bertuzzi è considerata uno dei siti chiave per questa specie in Italia), il fraticello, l'avocetta e il cavaliere d'Italia.[1]
- Fenicotteri e Anatidi: Nelle acque basse e ricche di piccoli crostacei stazionano regolarmente cospicui stormi di fenicotteri rosa. In inverno, la valle offre rifugio a decine di migliaia di anatre selvatiche (fischioni, germani reali, alzavole).
- Rapaci: Tra le aree cannetate è frequente l'osservazione del falco di palude e, nei mesi invernali, dell'albanella reale.
Ittiofauna ed Erpetofauna
Le acque lagunari poco profonde e i fondali fangosi ospitano pesci adattati alle escursioni termiche e saline tipiche degli estuari. Oltre alle specie di grande interesse commerciale tradizionale (come l'anguilla, il cefalo e l'orata), i bacini sono l'habitat ideale per specie autoctone protette, tra cui il nono (Aphanius fasciatus), il ghiozzetto di laguna (Padogobius panizzai) e il raro ghiozzetto cenerino (Pomatoschistus canestrini). Tra i rettili, si segnala la presenza vitale della testuggine palustre europea (Emys orbicularis), indicatore di buona qualità ecologica degli ambienti di transizione.[1]
Economia, turismo e fruizione
Parte integrante di Valle Bertuzzi è gestita come proprietà privata e funge da azienda faunistico-venatoria e di itticoltura estensiva. Vi si pratica ancora la lavorazione del pesce e la pesca tradizionale basata sulle migrazioni stagionali (le "montate" e le "calate") attraverso il sistema dei lavorieri.
Sebbene l'accesso all'interno degli argini privati sia interdetto per tutelare l'equilibrio faunistico e le attività produttive, Valle Bertuzzi è considerata una meta di spicco per il birdwatching e il turismo naturalistico. L'intero specchio vallivo è infatti costeggiato dalla Strada Provinciale panoramica "Acciaioli", che offre numerosi belvedere rialzati dai quali è possibile osservare e fotografare la fauna e apprezzare i caratteristici tramonti che infiammano le acque della laguna.
Note
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Scheda ufficiale del sito Natura 2000 IT4060004 - Valle Bertuzzi, su ambiente.regione.emilia-romagna.it.
- Sito ufficiale del Parco del Delta del Po, su parcodeltapo.it.