Vergusio Landi

Vergusio dei Landi
MorteBologna, novembre 1329
Luogo di sepolturaBologna, Convento dei Frati Minori
Dati militari
Paese servito
UnitàCavalleria
Anni di servizio1314-1329
GradoCapitano generale
Battaglie
Signore di Rivalta
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Vergusio Landi (... – Bologna, novembre 1329) è stato un condottiero italiano, signore di Rivalta.

Stemma Landi
Castello di Rivalta visto dalla Trebbia

Biografia

Noto come Obizzo Landi o Opizzone dei Landi, era figlio di Ruffino (?-1316) signore di Rivalta[1] della famiglia piacentina dei Landi, di parte ghibellina.[2] Iniziò la carriera delle armi nel 1314 militando per Galeazzo I Visconti contro la famiglia rivale degli Scotti. Vergusio sposò a Piacenza una donna di nome Bianchina, famosa per la sua bellezza.[3]

Nel 1321 partecipò all'assedio di Crema affiancando Ponzino Ponzoni e soccorse Marco I Visconti contro la famiglia milanese dei Della Torre. Galeazzo, convinto della inefficacia delle sue azioni militari, sostituì Vergusio con il parente Manfredo Landi, che si ritirò nel suo castello di Rivalta, lasciando in Piacenza la moglie. La storia dice che Galeazzo Visconti si invaghì di lei e la sedusse a tal punto da suscitare le ire del marito, che abbandonò il Visconti e passò dalla parte dei guelfi. Galeazzo assediò per alcune settimane il castello e il Landi nel luglio del 1322 fu costretto ad abbandonarlo per rifugiarsi ad Asti, presso il legato pontificio e condottiero Bertrando del Poggetto. Persuaso il cardinale ad aiutarlo per rientrare in Piacenza, Vergusio mosse alla volta di Piacenza con 200 cavalli e 400 fanti. Penetrò nella città conquistandola e costringendo alla fuga i principali esponenti della fazione viscontea. Piacenza passò, così, sotto il controllo papale. Nel maggio del 1323 Bertrando del Poggetto ottenne la signoria sulla città[4], che divenne uno dei centri principali della lotta antiviscontea. Partecipò nel 1323 con l'esercito pontificio alla battaglia di Gorgonzola contro i Visconti, che risultarono perdenti.

Nl 1324 si scontrò nuovamente con i Visconti nella battaglia di Vaprio d'Adda, nella quale i pontifici furono sconfitti.

Nel 1326 scese in armi a Modena contro Passerino Bonacolsi, signore della città, che venne definitivamente cacciato l'anno dopo. Nel 1327 fu al soldo della Repubblica di Firenze contro Castruccio Castracani, signore di Lucca. Le ultime azioni militari di Vergusio sono del 1328, ancora una volta contro Castruccio, intenzionato ad assediare Pistoia.

Vergusio fece testamento a Bologna il 3 novembre 1329 e morì nello stesso mese. Fu sepolto nel Convento dei Frati Minori.[5]

Discendenza

Vergusio ebbe un figlio, Bertrando, fatto assassinare nel 1364 da Francesco Scotti, pronipote di Alberto Scotti.[6]

Note

Collegamenti esterni