Vertemate con Minoprio

Vertemate con Minoprio
comune
Vertemate con Minoprio – Stemma
Vertemate con Minoprio – Bandiera
Vertemate con Minoprio – Veduta
Vertemate con Minoprio – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Lombardia
Provincia Como
Amministrazione
SindacoRiccardo Pellizzari (lista civica Per il bene comune) dal 9-6-2024
Territorio
Coordinate45°44′N 9°04′E
Altitudine340 m s.l.m.
Superficie5,75 km²
Abitanti4 206[1] (31-5-2026)
Densità731,48 ab./km²
FrazioniMinoprio
Comuni confinantiCadorago, Cantù, Cermenate, Cucciago, Fino Mornasco
Altre informazioni
Cod. postale22070
Prefisso031
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT013242
Cod. catastaleL792
TargaCO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 555 GG[3]
Nome abitantiminopriesi, vertematesi
Giorno festivo17 gennaio (Vertemate), 15 agosto (Minoprio)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vertemate con Minoprio
Vertemate con Minoprio
Vertemate con Minoprio – Mappa
Vertemate con Minoprio – Mappa
Posizione del comune di Vertemate con Minoprio nella provincia di Como
Sito istituzionale

Vertemate con Minoprio (Vertemaa[4] e Minòpri[5] in dialetto comasco[N 1], AFI: /verteˈmaː/ e /miˈnɔpri/) è un comune italiano di 4 206 abitanti[1] della provincia di Como in Lombardia.

Geografia fisica

Vertemate con Minoprio sorge a nord-ovest di Milano, nella Brughiera Briantea, per buona parte nella Bassa Comasca. Dista 14 chilometri da Como, capoluogo di provincia.

Le strade comunali coprono 23 km, quelle provinciali 3,5 km: il territorio è attraversato dall'ex Strada statale 35 dei Giovi Genova-Milano-Chiasso.

Pur non avendo una propria stazione, il comune di Vertemate con Minoprio è attraversato per un breve tratto dalla ferrovia Milano-Chiasso; la fermata più vicina è quella di Cantù Asnago. Non lontane sono altresì le stazioni di Cadorago e Fino Mornasco, gestite da Ferrovie Nord Milano.

L'altitudine media è di circa 330 metri sul livello del mare: le oscillazioni altimetriche variano tra il piano delle morene glaciali, i paleoalvei di antiche lingue derivate dai ghiacciai principali, le ondulazioni dovute ai cumuli di detriti rocciosi, strati di loss di origine eolica e le prime colline della cintura alpina che hanno come cornice le Prealpi e le Alpi. Il comune è vicino al Lago di Como e ad altri piccoli laghi (Montorfano, Pusiano, Segrino, Alserio). Il territorio comunale risulta nel complesso molto ricco d'acqua, con alcune aree quasi paludose; il corpo idrico di maggior interesse è il fiume Seveso, che segue la linea di confine tra i comuni di Fino Mornasco e Cucciago scorrendo in una valle un tempo ricca di mulini e in gran parte boschiva. Oltre al Seveso sono presenti altri piccoli corsi d'acqua e laghetti, tra cui la roggia di Desio, il ruscello Rì, il laghetto della Fondazione Minoprio, il laghetto della fornace e molti altri brevi corsi d'acqua. Vi è poi una sorgente perenne d'acqua potabile nei pressi dell'abbazia di San Giovanni.

La terra è fertile, tendenzialmente acida. Anticamente la campagna era ricca di gelsi, impiegati nell'allevamento di bachi da seta ai fini della relativa industria manifatturiera propria del Comasco. Col tempo l'agricoltura si è in parte trasformata in florovivaismo, mentre la bachicoltura e la sericoltura hanno lasciato il posto a tessiture.

Origini del nome

Il nome antico di Vertemate (ancorché riferibile a "luogo elevato al vertice" del suo territorio) sarebbe Bardomagum, interpretato dallo storico Olivieri come "città o borgo dei Bardi", cantori di origine celto-gallica; per lo stesso Olivieri, Vertemate deriverebbe dalla voce gallica vertamo; per Minoprio l'etimologia contempla una possibile provenienza dalla parola gallica moenawr, che sta a significare una estensione fondiaria di un paese con un'ampia contrada agricola. Negli statuti di Como del 1335 Minoprio appare con il nome Minovrio;[6] alcune interpretazioni riconducono così l'origine del nome alla presenza, in età romana, di un luogo sacro dedicato a Minerva, in analogia con altri toponimi norditaliani quali Minerbio o Manerbio.

Storia

Il ritrovamento di reperti archeologici e sepolcri ha dimostrato che il territorio di Vertemate con Minoprio è abitato fin dall'età del Bronzo. In epoca successiva si presume che tra i primi abitanti del comasco e in particolare di Vertemate fossero presenti popoli celtici, come gli Orobi o gli Insubri ai quali venne anche attribuita la fondazione della città di Como. Ai Celti succedettero gli Etruschi, i Galli, i Romani, i Longobardi con i quali si raggiunse un elevato livello economico e artistico.

La storia di Vertemate con Minoprio è caratterizzata da episodi particolari e sporadici collegati agli avvenimenti storici di Milano e Como.

La trasformazione delle città del comasco in Comuni coincise con la guerra decennale tra Como e Milano iniziatasi a partire dal 1118. Vertemate con Minoprio fu coinvolta essendo dipendente da Como e situata in posizione strategica tra Como e Milano. Nel 1125 i milanesi posero l'assedio alla città di Como. I comaschi dopo aver conseguito una vittoria navale sugli avversari rientrarono in città e la liberarono dai milanesi che si diedero alla fuga. In questa occasione c'è un episodio che riguarda Vertemate: si narra che i guanzatesi uccisero il nobile comasco Beltramo Bocca e che i comaschi per vendetta uccisero a loro volta Alberto, figlio di uno spadaccino guanzatese e fecero prigioniero Manfredo, uno dei loro capi. Rientrando verso Como i vertematesi ostacolarono la marcia dei comaschi e li tennero in scacco per lungo tempo. Ottenuti rinforzi di truppe i comaschi cinsero d'assedio il castello di Vertemate dove si erano rifugiati gli assalitori difendendosi strenuamente fino a che furono costretti ad arrendersi. La cittadina venne saccheggiata e per buona parte distrutta. Finita la guerra e caduta Como tutto il territorio lariano e anche Vertemate venne a dipendere da Milano, che impose pesanti tributi. Successivamente ci fu la dominazione del Barbarossa a Como e nel Ducato di Milano quella delle Signorie dei Visconti e degli Sforza.

Gli annessi agli Statuti di Como del 1335 citano il comune de Vertemate e il comune de Minovrio all'interno della pieve di Fino,[7][8] nella quale rimasero inseriti fino alla fine del XVIII secolo.[9][10]

Durante il Ducato di Milano, nel 1500 tutto il territorio lombardo e quindi anche quello lariano subì la dominazione francese (per breve tempo) e poi spagnola e austriaca. Ai tempi del ducato, Vertemate fu concesso in feudo alla famiglia Carcano, alla quale il comune non risultò più infeudato nel 1751 (pur essendo in quell'anno ancora soggetto a un pagamento quindecennale per la redenzione).[7] Nello stesso anno, anche il comune di Minoprio risultava libero dall'infeudazione (seppur anch'esso soggetto al già citato quindecennale).[8]

Sempre nel 1751, il territorio vertematese comprendeva anche i cassinaggi di Pioda, Monticello, Movaglia e “Abbazia di San Giovanni Battista". Nello stesso anno il comune Vertemate si estese alle due località di Rionca (attestata anche come Rioncha, Galliazzo o Ronca) e di Binone[7], le quali già nel 1652 costituivano due comuni autonomi (rispettivamente: Molino di Galeazzo e Molino di Binon).[11][12]

La parentesi napoleonica comportò una serie di rapidi cambiamenti. Dalla fine del 1798 al 1801 Binone e Rionca fecero temporaneamente parte del comune di Carimate, per ritornare definitivamente sotto Vertemate nel 1805.[11] Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia datato 1807 sancì invece l'annessione di Minoprio da parte di Vertemate,[13] decisione cancellata dagli austro-ungarici con la Restaurazione.[14]

Durante il Regno Lombardo-Veneto, il comune di Vertemate è attestato con la denominazione "Vertemate con Rionca e Bunone".[15] Nello stesso periodo, le ultime due località si ritrovano anche con la dicitura di Ronca e di Banone.[15]

Durante il Risorgimento, il ritorno degli austriaci suscitò un anelito di libertà nella famiglia Raimondi di Minoprio e in don Vincenzo Guaita di Vertemate accomunati dal desiderio e dalla volontà di formare un'Italia unita, libera e indipendente.

Nel 1928 una parte del territorio comunale di Minoprio fu aggregata a quello di Cantù.[16] L'anno successivo i due comuni di Vertemate e di Minoprio vennero incorporati in un unico comune (R.D. 28 marzo 1929, n. 698).[17][18]

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 21 marzo 1997.[19][20]

«Di azzurro, alla chiesa di San Giovanni Battista in Vertemate, munita di basso campanile, unito alla parte absidale, d’argento, murata di nero, la facciata rivolta verso sinistra, chiusa dello stesso, munita di tre finestre, una finestra grande sopra la porta, due piccole laterali, di nero, essa chiesa fondata sulla campagna di verde. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo troncato di verde e di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Abbazia di San Giovanni

Nel territorio comunale sorge l'abbazia di San Giovanni[21] Battista, fondata nel 1084[22][23][24] da un monaco benedettino milanese di nome Gerardo durante il suo ritorno da Cluny.[23][25] Sorse in stile romanico,[21] in un luogo ameno che ospitava i ruderi di una fortezza[26] che sovrastava una zona paludosa e solitaria della Valle del Seveso in prossimità della strada che collegava Milano con Como. Il suo circondario apparteneva all'antico territorio longobardo del Seprio (Castelseprio o Torba)

L'abbazia si articolava in un complesso di edifici monastici in cui venivano forniti vari servizi che accompagnavano la vita religiosa, la meditazione e la preghiera: il refettorio, la stalla, il granaio, la cucina, il forno, la farmacia-erboristeria e liquoreria, un orto botanico di piante officinali e medicinali, una sorgente di acqua fresca, una chiesa, una biblioteca, un chiostro e le celle per i monaci. Tutto il complesso era provvisto di mura e di una torre per l'avvistamento di pericoli. Era considerato un luogo molto sicuro, sia come rifugio per persone comuni, sia per l'accoglienza di personaggi importanti come papa Urbano II o Sant'Ugo, abate di Cluny. Nel 1095 vi fu la consacrazione dell'abbazia da parte del vescovo di Imola Odone[26]. Nel 1288[23] si trovò coinvolta nella lotta tra Milano e Como e i comaschi ne distrussero le mura, il chiostro e in parte la torre. I primi interventi di restauro furono effettuati solo duecento anni dopo, nel 1480[26], ma soltanto alla fine del Quattrocento, con papa Sisto IV l'abbazia fu ripristinata appieno. Verso il 1800 la chiesa, passata di proprietà ai marchesi Cusani di Desio, venne adibita a cascinale agricolo con ricovero per cavalli e attrezzi agricoli. Nel 1960 un avvocato milanese, il dott. Piero Ricotti, incaricò il prof. Clemente Bernasconi di dirigere e seguire i lavori di restauro con ingenti opere di ristrutturazione che a partire dal 1970 riportarono l'abbazia al suo aspetto originale.

All'interno della chiesa di San Giovanni si conservano resti di affreschi del XIV secolo[26][25].

Chiesa dei Santi Pietro e Paolo

La chiesa dei Santi Pietro e Paolo, eretta nel XIX secolo,[27] è la sede dell'omonima parrocchia di Vertemate, che in origine era ospitata in un'altra chiesa poco distante (oggi adibita a edificio privato).

Della vecchia chiesa parrocchiale, risalente ai secoli XIV-XV ma attestata come cappella nella pieve di Fino già alla fine del XIII,[28] sopravvivono parte della facciata e il campanile.[29]

Altro

  • Chiesa di Santa Maria Assunta, a Minoprio (1883-1894)[30][26]

Architetture civili

Castello di Vertemate

Il castello, sorge in posizione preminente sulla sommità di un dosso a dominio della campagna circostante. In età feudale era il centro intorno al quale si svolgeva la vita comunitaria (artigianato, arti, mestieri, commercio, traffici) e all'occorrenza rappresentava una sicura protezione e un baluardo contro i nemici e le calamità. Al suo interno vi sono ampie sale istoriate, tra cui spiccano la sala della caccia e l'affresco della battaglia del 1125, quando i Comaschi lo cinsero d'assedio e, alla fine, lo distrussero una prima volta[26]. All'interno si possono facilmente distinguere le mura perimetrali di due delle quattro torri laterali.

Altri affreschi si trovano ove fino al 1946 era ubicata la cappella di famiglia, a destra dell'ingresso. In parte restaurati nel 2011, essi sono stati attribuiti ai fratelli Recchi, allievi del Morazzone che ha decorato la Basilica della SS. Annunciata (Santuario del SS. Crocifisso) di Como. La torre centrale, isolata nel cortile, si erge per 35 metri; presenta grandi feritoie in alto, merlature guelfe e un pinnacolo centrale da cui si gode un'ampia visuale su tutto il territorio comunale e sui monti all'orizzonte: nelle giornate terse si distinguono il Monte Rosa, il Campo dei Fiori, il Generoso, il Bisbino, il Bollettone, le Grigne e il Resegone. È accessibile mediante una scaletta a chiocciola interna, che porta altresì ai granai del maniero, scorta alimentare per tutta la popolazione.

Del primitivo castello - originariamente dotato di quattro torri[26] - rimane poco: con il passare degli anni, a causa della sua posizione di confine, dovette subire a più riprese saccheggi, devastazioni e incendi, specialmente durante le guerre tra comaschi e milanesi, nelle quali furono implicati e coinvolti i proprietari che si succedettero, tra cui la famiglia più famosa fu quella dei Della Porta. Tra di essi, tale Bressano della Porta, verso la metà del XIII secolo, consegnò il castello a suoi parenti milanesi, causando una ritorsione comasca: la fortezza fu danneggiata, Bressano riuscì a fuggire, ma la moglie e i figli furono fatti prigionieri. Dopo tre anni, Bressano ricorse all'arbitraggio di Martino Torriani, che insieme con i decurioni milanesi decisero di effettuare una transazione, con la quale Vertemate e il suo castello ritornarono a Como. Da Bressano si originò poi la famiglia dei Da Vertemate.

Nella seconda metà del Quattrocento il castello passò ai nobili Carcano, che ne fecero una dimora gentilizia, costruendo un giardino all'italiana con siepi di bosso (mortella), aiuole geometriche e statue disposte su terrapieni e parapetti. Dai Carcano il castello passò agli Olginati di Como e nel 1938 lo ebbero in lascito, dall'ultimo Olginati, le suore Canossiane di Como, che vendettero parte dei poderi e rimaneggiarono l'edificio, snaturando la sua natura militare e di dimora signorile per renderlo idoneo a un pensionato per anziani e a una scuola materna privata.[31]

Villa Raimondi

Scorcio del parco di Villa Raimondi, sede della Fondazione Minoprio

Le prime notizie riguardanti la costruzione della Villa Raimondi di Minoprio risalgono alla seconda metà del Settecento, quando la sua edificazione fu affidata dalla famiglia Odescalchi[31] a Simone Cantoni.[32] Gli interventi sono attestati nel 1793.[33] Come buona parte delle dimore degli Odescalchi, anche la villa di Minoprio passò successivamente alla famiglia Raimondi,[31] ricca e potente casata di Como, che destinò la proprietà a residenza di campagna e di caccia. Oltre a questa villa i Raimondi avevano ville a Fino Mornasco, Gironico, Beregazzo, Mosino e Urago. La più famosa fu Villa Olmo (così chiamata per un possente e maestoso olmo posto davanti alla fontana), ereditata dai Raimondi dai Coniugi Odescalchi con cui si erano imparentati.

Notizie più remote riferiscono di un Raimondi giunto a Minoprio con i Franchi di Carlo Magno; in seguito, nel periodo di massimo splendore, si fa riferimento a Giorgio Raimondi[34], che a Minoprio, nel periodo della caccia, aveva a disposizione servitori e cuochi per organizzare pranzi e cene e dare ospitalità a comitive numerose di cacciatori e agli accompagnatori al loro seguito. Il marchese Giorgio Raimondi fu un munifico sostenitore delle iniziative patriottiche e finanziò imprese risorgimentali, che lo portarono ad accumulare debiti.

Nel 1849, mentre Carlo Alberto riprendeva la guerra contro l'Austria, Giorgio Raimondi con Pietro Nessi costituiva a Como un Governo provvisorio. Il 20 aprile 1849, sfuggendo all'ordine di arresto spiccato dalle autorità austriache, Raimondi si rifugiò in Svizzera, in Canton Ticino. Sua moglie Livia Giannone gli diede un erede maschio (Giorgio Raffaele) e tre figlie: Giulietta, Livia e Anna Maria; una quarta, Giuseppina Raimondi, venne riconosciuta dal marchese come figlia naturale. Quest'ultima, nata il 17 marzo 1841, divenne famosa per la sua partecipazione attiva al Risorgimento e per un flirt con Giuseppe Garibaldi sfociato in un fugace matrimonio.

Dotata di una facciata coronata da un timpano,[31] Villa Raimondi dispone di un parco di 6 ettari, parte integrante della scuola di ortoflorofrutticoltura Fondazione Minoprio, che ha sede presso la villa stessa. La porzione di villa rivolta verso il parco è un corpo di fabbrica porticato, con impianto a "L", preceduto da un altro edificio più basso, anch'esso dotato di portici[31].

Società

Evoluzione demografica

Demografia pre-unitaria

  • 1751: 477 abitanti a Vertemate[7] e 290 a Minoprio[8]
  • 1771: 495 abitanti a Vertemate[9] e 278 a Minoprio[10]
  • 1799: 600 abitanti a Vertemate[13] e 530 a Minoprio[35]
  • 1805: 645 abitanti a Vertemate[13] e 342 a Minoprio[35]
  • 1809: 901 abitanti a Vertemate con Minoprio (di cui 333 a Minoprio)[13][35]
  • 1853: 928 abitanti a Vertemate e 557 a Minoprio[14][15]

Demografia unitaria

Abitanti censiti[36]

Amministrazione

Note

Esplicative

  1. ↑ Per il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria.

Bibliografiche

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 696, ISBN 88-11-30500-4.
  5. ↑ Dante Olivieri, Dizionario di toponomastica lombarda, Casa Editrice Ceschina, 1961, p. 346. URL consultato il 17 dicembre 2022.
  6. ↑ Villa Guardia: la nostra storia nella storia ; p.48.
  7. 1 2 3 4 Comune di Vertemate, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  8. 1 2 3 Comune di Minoprio, sec. XIV - 1757 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  9. 1 2 Comune di Vertemate, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  10. 1 2 Comune di Minoprio, 1757 - 1797 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  11. 1 2 Comune di Bunone, sec. XVII - sec. XVIII – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  12. ↑ Comune di Rionca, sec. XVII - sec. XVIII – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  13. 1 2 3 4 Comune di Vertemate, 1798 - 1815 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  14. 1 2 Comune di Minoprio, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  15. 1 2 3 Comune di Vertemate, 1816 - 1859 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  16. ↑ Comune di Minoprio, 1859 - 1929 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  17. ↑ Comune di Vertemate, 1859 - 1929 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  18. ↑ Comune di Vertemate con Minoprio, 1929 - [1971] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  19. ↑ Vertemate con Minoprio, decreto 1997-03-21 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 15 agosto 2022.
  20. ↑ Vertemate con Minoprio, su Stemmi dei Comuni della Provincia di Como. URL consultato il 15 agosto 2022.
  21. 1 2 Abbazia di S. Giovanni - complesso, Via Abbazia - Vertemate con Minoprio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  22. ↑ AA.VV., Una chiesa tra lago e montagne, p. 25.
  23. 1 2 3 Belloni et al., p. 111.
  24. ↑ TCI, Guida d'Italia [...], p. 288.
  25. 1 2 Fabiani, S. Nicolò di Piona
  26. 1 2 3 4 5 6 7 Borghese, p. 451.
  27. ↑ Chiesa dei SS. Pietro e Paolo - complesso, Via Roma, 12 - Vertemate con Minoprio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  28. ↑ Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, sec. XVI - [1989] – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  29. ↑ Chiesa dei SS. Pietro e Paolo (resti), Via Roma - Vertemate con Minoprio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  30. ↑ Chiesa di S. Maria Assunta - complesso, Piazza Chiesa - Vertemate con Minoprio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  31. 1 2 3 4 5 Langè, p. 368.
  32. ↑ Belloni et al., p. 249.
  33. ↑ Villa Raimondi, Viale Raimondi, 54 - Vertemate con Minoprio (CO) – Architetture – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  34. ↑ Mancini, p. 54
  35. 1 2 3 Comune di Minoprio, 1798 - 1809 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 23 maggio 2020.
  36. ↑ Dati tratti da:


Bibliografia

  • Santino Langè, Ville delle province di Como, Sondrio e Varese, a cura di Pier Fausto Bagatti Valsecchi, Vol. Lombardia 2, Milano, Edizioni SISAR, 1968.
  • Enzo Fabiani, Enzo Pifferi e Maria Teresa Balboni, Abbazie di Lombardia, Como, Editrice E.P.I., 1980.
  • Luigi Mario Belloni, Renato Besana e Oleg Zastrow, Castelli basiliche e ville - Tesori architettonici lariani nel tempo, a cura di Alberto Longatti, Como - Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1991.
  • Annalisa Borghese, Vertemate con Minoprio, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 451.
  • AA.VV., Una chiesa tra lago e montagne - A Giovanni Paolo II, Como-Lecco, La Provincia S.p.A. Editoriale, 1996.
  • Touring Club Italiano (a cura di), Guida d'Italia - Lombardia (esclusa Milano), Milano, Touring Editore, 1999, ISBN 88-365-1325-5.
  • Giorgio Castiglioni e Ivo Mancini, Colverde da tre comuni a una sola storia, Olgiate Comasco, Edizioni Salin, 2024.

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