Via Casanova

Via Casanova
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
CittàNapoli
CircoscrizioneMunicipalità IV
QuartiereSan Lorenzo
Codice postale80139, 80143
Informazioni generali
Tipostrada urbana
Costruzione1840
Collegamenti
InizioPiazza San Francesco a Capuana
FineVia Arenaccia, corso Novara
IntersezioniVia Cesare Rosaroll, piazza Giovanni Leone
Luoghi d'interesse
  • Ponte di Casanova
Mappa
Map

Via Casanova è una strada di Napoli, nel quartiere di San Lorenzo, zona Arenaccia. Ha inizio dalla piazzetta di San Francesco a Capuana, all'incrocio con via Cesare Rosaroll, costeggia piazza Giovanni Leone e termina all'incrocio con via Arenaccia e corso Novara.[1]

Toponimia

Il nome deriva dalle cosiddette "case nove", gli edifici costruiti nell'area durante i lavori del Risanamento di Napoli a fine Ottocento, e non ha alcuna relazione con Giacomo Casanova.[2]

Storia

Il Sebeto e l'area dell'Arenaccia

La strada attraversa quella che un tempo era la zona dell'Arenaccia, un'ampia distesa sabbiosa nella parte orientale della città verso Poggioreale e la Doganella, dove nel Cinquecento si tenevano tornei e giostre. Le piogge che scendevano dai Camaldoli, dal Vomero, da Capodimonte e da Capodichino, note come "lave", trasformavano periodicamente l'area in un pantano. Le fonti storiche sul corso del fiume Sebeto concordano nell'indicare che le sue acque attraversassero proprio questa zona prima di sfociare nel porto, presso il Castello del Carmine.[2]

Il progetto murattiano e il ponte

Nel 1812, sotto il regno di Gioacchino Murat, fu avviato un progetto di collegamento tra via Foria e il Campo di Marte di Capodichino, l'attuale area aeroportuale, destinato alle esercitazioni militari; il progetto prevedeva un ponte per superare il corso d'acqua. I lavori furono avviati solo nel 1840 e il ponte, noto come ponte di Casanova, fu inaugurato sotto Ferdinando II delle Due Sicilie. Nello stesso periodo furono elaborati anche progetti, poi in parte realizzati, per il risanamento delle allora periferiche aree orientali della città, comprese tra l'odierno corso Garibaldi e il corso San Giovanni a Teduccio, destinate a un nuovo quartiere residenziale operaio in vista dell'espansione del porto e dell'insediamento di industrie siderurgiche presso le prime stazioni ferroviarie: in quei disegni compariva già il tracciato del futuro corso Garibaldi.[2]

Dal Risanamento alle "case nove"

Gli eventi politici del 1859-1860 e la fine del Regno delle Due Sicilie interruppero l'attuazione dei progetti. Dopo l'Unità d'Italia il piano restò fermo per oltre trent'anni, fino a quando l'epidemia di colera del 1884 non impose l'approvazione della legge per il Risanamento di Napoli. L'intervento comportò l'abbattimento di interi quartieri popolari del centro storico e lo spostamento di migliaia di abitanti, in parte trasferiti nei nuovi edifici residenziali costruiti in quest'area, le "case nove" che diedero il nome alla strada e al ponte. Con l'innalzamento del piano stradale il ponte perse la propria funzione originaria, diventando un semplice toponimo urbano, come già accaduto al vicino ponte della Maddalena; oggi non ne resta traccia visibile.[2]

Oggi, via Casanova è nota soprattutto come sede di un mercato all'ingrosso e al dettaglio di abbigliamento, che ne caratterizza l'attività commerciale.

Note

  1. ↑ Piazza San Francesco a Capuana Napoli, su storiacity.it, Storiacity. URL consultato il 30 luglio 2026.
  2. 1 2 3 4 Il ponte di Casanova, su sites.google.com, Napoli Antica. URL consultato il 30 luglio 2026.

Voci correlate