Via Monte di Dio

Via Monte di Dio
Altri nomiMonte di Dio
Nomi precedentiVia Lucullana
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
CittàNapoli
CircoscrizioneMunicipalità 1 di Napoli
QuartiereSan Ferdinando
Codice postale80132
Informazioni generali
Tipostrada urbana
IntitolazioneChiesa e monastero di Monte di Dio
CostruzioneXVI secolo
Collegamenti
InizioPiazza Santa Maria degli Angeli
FineLargo Generale Parisi
IntersezioniVia Nicotera, viale Calascione, supportico Astuti
Luoghi d'interesse
TrasportiChiaia (linea 6)
Mappa
Map

Via Monte di Dio è una strada di Napoli, nel quartiere San Ferdinando. Percorre in quota il versante settentrionale della collina di Pizzofalcone, dalla quale prende il nome alternativo di Monte di Dio, collegando piazza Santa Maria degli Angeli con la sommità del monte Echia, dove sorge il Gran Quartiere di Pizzofalcone, oggi caserma Nino Bixio. Corre parallela a via Egiziaca a Pizzofalcone, della quale costituiva la controparte residenziale, mentre l'altra era l'asse commerciale e di transito verso la caserma.[1]

Toponimia

Il nome deriva dal monastero domenicano e dalla chiesa di Monte di Dio, che si trovavano all'estremità superiore della strada e che sono stati demoliti tra la fine del XVIII secolo e il primo decennio dell'Ottocento, quando l'area fu inglobata nel presidio militare. Il complesso religioso era nato dalla donazione, da parte di Ferrante Loffredo, marchese di Trevico, di alcuni ambienti adiacenti al suo palazzo, cui si aggiunse un collegio omonimo, soppresso durante il decennio francese.[1][2]

In precedenza la strada era detta via Lucullana, dal ricordo della villa di Licinio Lucullo che occupava la collina. La pianta Carafa del 1775 la registra come "via del Monte di Dio, già via Lucullana", mentre la pianta Schiavoni del 1880 riporta il solo nome attuale.[1]

Storia

Il tracciato è più antico della sua denominazione. Compare, ancora privo di nome, nella veduta di Antonio Lafreri del 1566, dove risulta già fiancheggiato da una palazzata continua.[1]

Dalla seconda metà del Cinquecento e nei due secoli successivi la strada, che congiungeva la chiesa di Monte di Dio con la basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone, si riempì di palazzi appartenenti a nobili spagnoli, diplomatici, ufficiali di alto grado e funzionari di corte. La scelta era dettata dalla vicinanza al palazzo vicereale e poi reale e al presidio militare, oltre che dal panorama, dal clima ventilato e dalla possibilità di disporre di giardini. Tutti gli edifici avevano infatti un ampio giardino retrostante, caratteristica che li accomuna alle grandi residenze cinquecentesche napoletane. A partire dall'Ottocento, e in qualche caso già prima, quegli spazi furono progressivamente occupati da nuove costruzioni.[1]

Alla strada appartengono anche il viale Calascione e il supportico Astuti, brevi diramazioni che ne fanno parte dal punto di vista urbanistico.[1]

Nel 1870 fu edificato, su un preesistente giardino di agrumi, il teatro poi inaugurato nel 1872 come Politeama Giacosa. Distrutto da un incendio nel 1957, fu ricostruito nel 1961 e continua a essere in attività come Teatro Politeama.[3]

I bombardamenti della seconda guerra mondiale distrussero il seicentesco palazzo Serra di Gerace.[4] Tra il 1959 e il 1966 fu invece costruito, in largo Generale Parisi, il Palazzo Pacanowski, sede napoletana della SIP progettato da Davide Pacanowski, oggi sede dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope".

Nel luglio 2024 è entrata in servizio, con ingresso superiore in piazza Santa Maria degli Angeli, la stazione Chiaia della linea 6 della metropolitana di Napoli, che collega la collina con via Chiaia.

Edifici

Lungo la strada si susseguono numerosi palazzi tardo-cinquecenteschi, seicenteschi e settecenteschi di grande valore storico e architettonico, come: il Barracco (al civico n.75), il Capracotta (al civico n.74), il Carafa di Noja (ai civici nn.66-61), il Caracciolo di Sant'Eramo (al civico n.54; con affreschi di Fedele Fischetti), il Caracciolo di Roccaromana (al civico n.49) e il Montalto di Fragnito (ai civici nn.46-44) sul lato occidentale, e il Sanfelice di Bagnoli (al civico n.4), il Gironda di Canneto (al civico n.9) e il Serra di Cassano (al civico n.14) su quello orientale. Quest'ultimo lo si ricorda soprattutto perché dal 1799 utilizza come ingresso quello di via Monte di Dio, dopo la chiusura in segno di lutto del portale su via Egiziaca, e perché ospita l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Alla sommità della strada si trovano il Gran Quartiere di Pizzofalcone e, in largo Generale Parisi, la Scuola militare "Nunziatella" con la chiesa della Nunziatella; all'estremità opposta la basilica di Santa Maria degli Angeli a Pizzofalcone.

Nella cultura di massa

Alla zona è dedicato Montedidio, romanzo del 1999 di Erri De Luca, che ne assume il toponimo come titolo.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Via Monte di Dio, su palazzidinapoli.it, Palazzi di Napoli. URL consultato il 30 luglio 2026.
  2. ↑ Via Monte di Dio, su dettinapoletani.it, Detti napoletani. URL consultato il 30 luglio 2026.
  3. ↑ Storia del Politeama, su teatropoliteama.it, Teatro Politeama. URL consultato il 30 luglio 2026.
  4. ↑ Donatella Mazzoleni e Ugo Carughi, Palazzi di Napoli, Venezia, Arsenale, 2007, ISBN 978-88-7743-269-8.

Bibliografia

  • Italo Ferraro, Napoli. Atlante della città storica. Pizzofalcone e le Mortelle, Napoli, Oikos.
  • Renato De Fusco, Rileggere Napoli nobilissima, Napoli, Liguori.

Voci correlate