Via Nicolardi
| Via Edoardo Nicolardi | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | Napoli |
| Circoscrizione | Municipalità 3 di Napoli |
| Quartiere | Colli Aminei (San Carlo all'Arena) |
| Codice postale | 80131 |
| Informazioni generali | |
| Tipo | strada urbana |
| Intitolazione | Edoardo Nicolardi |
| Collegamenti | |
| Inizio | viale Colli Aminei |
| Fine | vallone di San Rocco |
| Mappa | |
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Via Edoardo Nicolardi è una strada di Napoli, nella zona collinare dei Colli Aminei, che assieme all'omonimo viale costituisce uno dei due assi principali dell'area. Si stacca da viale Colli Aminei e scende verso il vallone di San Rocco, mentre dalle sue traverse si diramano i complessi residenziali sorti nella seconda metà del Novecento.[1]
Storia
La strada è intitolata a Edoardo Nicolardi, giornalista e poeta fra i più noti autori di testi per la canzone napoletana. All'inizio del Novecento la zona non era ancora edificata: al posto degli attuali palazzi si estendevano i campi coltivati della proprietà dei Serra, percorsi da viottoli in terra battuta e circondati dalla pineta secolare che copriva la collina. Proprio da quel paesaggio Nicolardi trasse ispirazione per i versi di Mmiez'o ggrano, poi musicati da Evemero Nardella.[1]
L'utilizzazione più antica di questi terreni fu però il prelievo del tufo. Per secoli, e con particolare intensità mano a mano che la città cresceva, dal vallone raggiungibile da via Vecchia San Rocco gli operai scavarono nel fianco della collina ampie caverne da cui ricavare materiale da costruzione: un'attività che ha lasciato sotto le strade oggi densamente abitate un reticolo di vuoti sotterranei.[2]
L'urbanizzazione arrivò tardi rispetto al resto di Napoli, non prima degli anni sessanta, e cancellò quasi per intero l'assetto agricolo precedente.[3]
Il sottosuolo
Il tracciato corre su un terreno cavo. Oltre alle cave di tufo, all'origine dei vuoti concorre il passaggio di un corso d'acqua sotterraneo, il Bellaria, che affiora presso il ponte di San Rocco e ha modellato la vallata; testimonianze delle escavazioni sono ancora leggibili nella zona del vallone Saliscendi, all'estremità della strada.[1][4]
La questione divenne evidente nel 1984, quando il terreno inghiottì un container collocato nell'area che ospitava gli sfollati del terremoto del 1980. I lavori di riempimento della cavità presero avvio soltanto nel 2009. Episodi di dissesto si sono comunque ripetuti: nel dicembre 2015 una voragine aperta all'incrocio con viale Colli Aminei rese necessario lo sgombero di un edificio.[1][5]
Luoghi d'interesse
Al confine con il vallone di San Rocco si apre il parco di Via Nicolardi, realizzato su prati che dopo il 1980 avevano accolto per qualche anno i senzatetto del terremoto. Progettato sulla scia del vicino parco del Poggio, fu costruito fra il 2004 e il 2007 e aperto al pubblico il 5 aprile 2008; vi si trovano un'area giochi, spazi di sosta e un percorso naturalistico.
Nel tratto finale, rimasto libero dall'edilizia, sopravvive il rudere di un fabbricato rurale di cui resta in piedi la sola facciata, unica traccia visibile della campagna descritta da Nicolardi. Accanto vi era una casetta appartenuta al Real Albergo dei Poveri, crollata da sé nel 2019 dopo un secolo di abbandono.[1]
Note
- 1 2 3 4 5 Chiara Sarracino, La storia di Via Nicolardi, una strada di campagna nata su una cavità di tufo, su storienapoli.it, Storie di Napoli, 28 giugno 2020. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ I Colli Aminei: da verdi colline a giungla di cemento, su storienapoli.it, Storie di Napoli, 10 marzo 2022. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ Colli Aminei: un angolo di verde a Napoli, la storia del quartiere, su napoli.fanpage.it, Fanpage. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ Vittorio Del Tufo, Dormono sulla collina i giganti di tufo nel paradiso perduto, su ilmattino.it, Il Mattino. URL consultato il 23 luglio 2026.
- ↑ Voragine ai Colli Aminei, sgomberato edificio, su gazzettadinapoli.it, Gazzetta di Napoli, dicembre 2015. URL consultato il 23 luglio 2026.