Via San Sebastiano
| Via San Sebastiano | |
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regioni | |
| Province | |
| Dati | |
| Classificazione | Urbana |
| Inizio | Piazza Bellini |
| Fine | Piazza del Gesù Nuovo |

Via San Sebastiano è una strada del centro storico di Napoli, che collega Piazza Bellini a Piazza del Gesù Nuovo, costeggiando il Conservatorio di musica San Pietro a Majella. È tradizionalmente nota come «strada della musica» per la storica presenza di botteghe di liutai e negozi di strumenti musicali, legata alla vicinanza del Conservatorio.[1]
Storia
Il monastero di San Sebastiano
Prima dell'attuale conformazione urbanistica, l'area era occupata da un vasto monastero intitolato ai santi Sebastiano e Teodoro, da cui la strada trae il nome. Secondo una tradizione riportata da un'epigrafe conservata nella chiesa annessa, il monastero avrebbe avuto origine in epoca costantiniana. Il complesso, gestito dai frati cappuccini, si estendeva originariamente fino a via Costantinopoli e comprendeva un giardino pensile. Nel corso dei secoli il complesso fu progressivamente ridotto, e gli edifici che lo sostituirono resero la strada larga circa quattro metri.[2]
Le monache rimaste nel monastero lo abitarono fino al 1807, anno in cui furono espulse in seguito alle leggi soppressive degli ordini religiosi emanate durante il decennio francese.[3]
Il Regio Collegio di Musica
Nella prima metà dell'Ottocento l'edificio del monastero fu adibito a sede provvisoria del Regio Collegio di Musica, istituito con la fusione dei quattro conservatori musicali napoletani preesistenti. Il Collegio fu successivamente trasferito nell'attuale sede del Conservatorio di musica San Pietro a Majella, che si affaccia direttamente sulla strada.[3]
Le botteghe di liuteria e i negozi musicali
La presenza del Conservatorio favorì nel corso dell'Ottocento e del Novecento l'insediamento di botteghe artigianali di liuteria e negozi di strumenti musicali lungo tutta la via. Le principali famiglie di liutai napoletane — tra cui i Calace, i Iornini, i Sirleto e i Vacca — operarono nell'area, contribuendo allo sviluppo di una scuola liutaia napoletana caratterizzata dall'uso di vernice rossastra e dall'ispirazione ai modelli settecenteschi.[4]
Tra i musicisti che frequentarono la strada figurano Gaetano Donizetti, Francesco Cilea, Pino Daniele ed Enzo Avitabile.[5]
Fino agli anni Quaranta del Novecento la strada era collegata direttamente a Piazza Dante attraverso vico Carceri Sant'Agostino. Il collegamento fu interrotto in seguito alla rimozione delle macerie di un edificio crollato durante la seconda guerra mondiale.[2]
Trasformazioni recenti
A partire dagli anni Duemila la crescita del turismo di massa nel centro storico di Napoli ha comportato la progressiva sostituzione dei negozi di strumenti musicali con attività di ristorazione e somministrazione. Tra i negozi storici chiusi figura la storica ditta Loveri, attiva per decenni sulla via.[5] Alcune attività di vendita e riparazione di strumenti musicali sono tuttora presenti sulla via, tra cui il Centro Chitarre, attivo dal 1999.[6]
Note
- ↑ Via San Sebastiano e il suo monastero: origini della strada della musica, su storienapoli.it.
- 1 2 Via San Sebastiano e il suo monastero, su storienapoli.it.
- 1 2 Via San Sebastiano, su cosedinapoli.com.
- ↑ La magia dell'arte sulle corde, su dodicimagazine.com.
- 1 2 Chiude lo storico negozio di strumenti musicali in via San Sebastiano, su grandenapoli.it.
- ↑ Napoli: via San Sebastiano è la strada della musica, su informareonline.com.
Bibliografia
- Romualdo Marrone, Le strade di Napoli.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Via San Sebastiano, su palazzidinapoli.it.