Via Traiana in Calabria

Via Traiana in Calabria
Informazioni generali
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La via Traiana in Calabria (nota anche come via Appia Traiana) fu una strada romana di epoca imperiale che collegava Paestum (Poseidonia) a Reggio Calabria (Rhegion).

Costruita per volontà dell'imperatore Traiano, la strada costituì una valida alternativa alla via Appia Antica rimanendo in uso fino a tutto il medioevo e, limitatamente al tratto appenninico, anche in epoca moderna.[1][2][3]

La strada viene costruita dall’imperatore Traiano (53-117, Traiano proveniva da una colonia romana denominata Italica, fondata nel 206 a.C. da legionari romani e alleati italici) in Calabria.[4][5] La strada Traiana del 103, costruita per scopi militari, politici e commerciali,[6] viene ricordata nell'Itinerarium Antonini.[7][8][9][10] Queste informazioni sono state dedotte analizzando le fonti antiche, in particolare quanto riferito da Domenico Romanelli:

«Questo medesimo braccio della via Traiana leggesi nell'itinerario di Antonino, come un ramo della via Appia. Ab Equotutico per Roscianum Regio.»
«Altra via abbiam osservata per tutta la costa del Gionio, che si disse Trajana, perchè Trajano la prostese da Reggio sino a Taranto, ed altrove. Di questa via abbiam riportato un nobilissimo marmo, che ne segna il cammino, l'itinerario di Antonino, e fimalmente la tavola del Peutingero, che ne presentano tutte le mansioni. Ora non ci resta altro per indicar tutte le vie, che attraversavano la Brezia, che di parlare della via marittima, che via Brezia appelleremo. Essa incominciava da Pesto in Lucania, e correndo pel paese del Lucani entrava nella Brezia per la riva del mare a Cerilli, e terminava a Reggio (pag.309 “Antica Topografia Istrorica del Regno di Napoli’’).»
«Il sito della stazione è stato da noi fissato ad Amendolara col Cluverio, che dista miglia 15 da Policoro corrispondenti alle miglia XIX antiche, e per altre miglia 16 da Turio alla riva del fiume Sibari, che corrispondono alle 20 antiche, da cui la stazione prese il nome. Da Turio la stada arrivava a Roscianum, oggi Rossano, per miglia antiche XII da ridursi a XVIII, perchè ora ne passano circa 14. Di quà volgeva a Paternum ora detta Cirò, per miglia 27, che corrispondono alle 22 odierne. Da Paternum attraversava il fiume Neto espresso nell'itinerario colla parola Meto a miglia 52, o come si legge in altri codici, 22. Questa distanza si deve rettificare in XII, perchè oggi da Cirò al fiume Neto ne passano dieci. La via si dirigeva all'altro fiume detto Tacina da leggersi Targines, a miglia antiche 24 , che corrispondono alle 20 odierne. Passava poi a Scilacio, o Squillaci, per miglia XXII, o piuttosto XXIII, che corrispondono alle 19 attuali , e poi per altre miglia XXII a Stilo, o Cocinto, oggi 18 miglia. Fin quà abbiam potuto ritrovare tutte le stazioni dell'itinerario, perchè segnate col nome o delle città, o de fiumi, ma non è possibile di ritrovar le altre co nomi di Succeiana, di Subcisivo, Altanum, Hipporum, e Decastadium, che distava da Reggio 20 miglia. La stessa via Aquilia, continuata da Trajano, trovasi descritta nella tavola del Peutingero (pag.304-305 “Antica Topografia Istrorica del Regno di Napoli’’).»

Informazione ripresa poi da Luigi Grimaldi in “Studi Archeologici sulla Calabria ultra seconda’’ (Napoli 1815-1845):

«[…]La seconda lapide dottamente illustrata dall'erudito reggina Morisani, riguarda la strada fatta nel 103 sotto l'imperro di Traiano, per cui chiamassi: Via Traiano — Concorsero alla spesa di essa i Saleatini, i Brezi, i Napetini, gl'Ipponiali, i Mamertini, i Reggini, gli Scilliacei, i Caulioniti, i Lametici, i Terinei, i Tempsani, i Locresi e que'di Thurii, popoli tutti che sono nominati nella lapide (918). Sebbene in questa non sono indicati i luoghi che la strada percorrea, dee credersi che siano quelli dell'Itinerario di Antonino nel seguente modo nominati. Heraclaea ad Vicesimum, che vuolsi corrispondere ad Ammendolara nella citra Calabria m. . .24, Ad Thurios . 20, Ad Roscianum 12, Ad Paternum 28, Ad Neaetum 32, Ad Tacinam 21, Ad Scyllacium 22, Ad Cacinthum 22, Ad Succianum 20, Ad Subcisium 24, Ad Altanum 20, Ad Uipporum 24, Ad Dicastadiam 12, Ad Regium 20»

Nel 1595 il cartografo Abramo Ortelio, pubblicò una mappa storica del regno dei Morgeti, inserendo Medma, Taurianum,[11] Altanum, Hipponum, Mètauros, Postropja.[12][13]

Medioevo

Già al tempo dei Longobardi parte del tracciato era ricompreso nella via Sacra Langobardorum, che toccava numerosi centri religiosi longobardi ed era percorsa soprattutto dai pellegrini diretti al santuario di san Michele Arcangelo, sul Gargano. Anche in epoca normanna la strada fece parte del sistema delle grandi vie di pellegrinaggio, e in particolare della via Francigena, attestata già nel privilegium baiulorum imperialium del 1024 a Troia (l'antica Aecae sulla via Traiana); durante le crociate tale direttrice fu infatti percorsa da eserciti e fedeli in viaggio verso la Terra santa.

I cavalieri Templari e Gerosolimitani edificarono lungo il suo percorso alberghi e ospizi per i viandanti e ne assicuravano la sicurezza del cammino, mentre i granconti di Ariano controllavano il tratto appenninico[14] compreso tra Paduli (sul fiume Calore) e la corte di Ripalonga (a oriente del Buccolo, lungo il torrente Sannoro[15]). Fu in quella fase storica che all'altezza del valico di San Vito venne eretta l'omonima chiesa, mentre sull'attigua altura del Castiglione fu innalzato il castello di Crepacuore; tale fortezza avrebbe poi avuto un ruolo cruciale nell'assedio all'insediamento musulmano di Lucera condotto nel 1269 da re Carlo I d'Angiò.[16]

Un tragitto corrispondente al percorso della via Traiana a ritroso fu dettagliatamente descritto nel 1191 dal re di Francia Filippo Augusto, in marcia da Otranto a Roma. Egli cita infatti tutte le località attraversate, precisando inoltre che il passaggio dall'Apulia (già ducato di Puglia) alla Terra Laboris (Terra di Lavoro, ex principato di Capua) avveniva all'altezza di Sanctus Luctredus (ossia Sant'Eleuterio, l'antica Aequum Tuticum)[17]; non è però del tutto chiaro se il sovrano intendesse riferirsi agli effettivi confini feudali (nell'ambito del regno di Sicilia) o piuttosto ai due versanti geografici (adriatico e tirrenico) della penisola italiana.


Note

  1. ↑ Domenico Romanelli nel libro “Antica Topografia Istrorica del Regno di Napoli’’ (Napoli 1815-1845), informazioni riportate dal libro di Vincenzo Guerrisi, "RE ITALO e il Regno dei Morgeti".
  2. ↑ Luigi Grimaldi in “Studi Archeologici sulla Calabria ultra seconda’’ (Napoli 1815-1845), informazioni riportate nel libro di Vincenzo Guerrisi, "RE ITALO e il Regno dei Morgeti".
  3. ↑ L’antica strada la Via Traiana in Calabria, su tuttostoria770638580.wordpress.com.
  4. ↑ Domenico Romanelli “Antica Topografia Istrorica del Regno di Napoli’’ (PDF), su anticabibliotecacoriglianorossano.it.
  5. ↑ Luigi Grimaldi “Studi Archeologici sulla Calabria ultra seconda’’, su archive.org.
  6. ↑ SAN GIORGIO MORGETO (RC): CONVEGNO “DAL PASSATO AL FUTURO” - RTV, su reggiotv.it.
  7. ↑ (LA) Petrus Wesseling, Vetera Romanorum itineraria, sive Antonini Augusti itinerarium, cum integris Jos. Simleri, Hieron Suritae, et And. Schotti notis. Itinerarium hierosolymitanum; et Hieroclis grammatici synecdemus. Curante Petro Wesslingo qui et suas addidit adnotationes, apud J. Wetstenium et G. Smith, 1735, p. 115. URL consultato il 10 giugno 2022.
  8. ↑ Itinerarium Antonini Augusti - digilibLT - Digital Library of late antique Latin texts, su digiliblt.uniupo.it. URL consultato il 10 giugno 2022.
  9. ↑ A Polistena un convegno sul Regno dei Morgeti e i Cavalieri Templari CN24, su cn24tv.it.
  10. ↑ CONVEGNO MAGGIO 2024 – STORIA SUI CAVALIERI DI ALTANUM DA SANT’EUSEBIO PAPA AGLI ALTAVILLA, su tuttostoria770638580.wordpress.com.
  11. ↑ L’ANTICA CITTA’ DI TAYPYANOYM-TAURIANUM, su tuttostoria770638580.wordpress.com.
  12. ↑ I nomi delle seguenti città: Miletus, Vibo Valentia, Sedecula, Lampetes, Hipponum, Medema, Emporum Medeme, Vibnis navale, Herculis portus, Metaurus Stati, Altanum, Oreftis Portus, Taurianum, Scylla, Scylleum, Postropja, Mallie, Decastidium, Columna Regia, Criba, Mamertium, Turres, Subsicium. In Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti, libro documento.
  13. ↑ Riscoperta una mappa del 1595 d.C. sul popolo dei Morgetes-Brutii, su LA VERA STORIA, 8 aprile 2019. URL consultato il 10 giugno 2022.
  14. ↑ Nicola Flammia, Storia della città di Ariano, Ariano di Puglia, Tipografia Marino, 1893, pp. 114-119.
  15. ↑ Via Traiana, su Comune di Orsara di Puglia. URL consultato il 17 gennaio 2018 (archiviato dall'url originale il 18 gennaio 2018).
  16. ↑ Archeoclub d'Italia (sede di Casalbore), Progetto itinerari turistici Campania interna - La Valle del Miscano, a cura di Vincenzo Rubino, Regione Campania (Centro di Servizi Culturali - Ariano Irpino), vol. 2, Avellino, 1995, pp. 259-260.
  17. ↑ Centro Studi Romei, La via Francigena del Sud: L'Appia Traiana nel Medioevo, a cura di Renato Stopani, Le Lettere, 1992, pp. 5-8, ISBN 9788871660998

Bibliografia

  • Domenico Romanelli nel libro “Antica Topografia Istrorica del Regno di Napoli’’ (Napoli 1815-1845)
  • Luigi Grimaldi in “Studi Archeologici sulla Calabria ultra seconda’’ (Napoli 1815-1845)
  • Vincenzo Guerrisi, Monografia da Altanum a Polistena territorio degli Itali-Morgeti libro documento, 2021, ISBN 9788824953078
  • Vincenzo Guerrisi, "RE ITALO e il Regno dei Morgeti" ISBN 9791257270490

Voci correlate