Via del Celso
| Via del Celso | |
|---|---|
![]() | |
| Nomi precedenti | Strada del Cancelliere |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Città | |
| Quartiere | Unità di primo livello |
| Collegamenti | |
| Luoghi d'interesse | |
| Mappa | |
| |
Via del Celso, in passato nota come Strada del Cancelliere, è una strada della città di Palermo. Situata nel centro storico cittadino, all'interno del mandamento di Monte di Pietà o Seralcadi, la strada inizia da Via Maqueda e giunge fino all'area della Guilla.
Storia
Tra le strade più antiche del centro storico, l'asse conserva lungo il suo tracciato dei resti di mura puniche. In epoca islamica la via era chiamata “Sucac el-Kes” e successivamente "Ruga Kes".[1]
Fino a pochi anni fa la ricostruzione dell’origine del toponimo “Celso” rappresentava un enigma. Si era ipotizzato che il nome fosse il risultato di una deformazione linguistica del termine arabo "shera" (terrazza).[1] Questa spiegazione sembrava plausibile anche alla luce del fatto che, fino al XVI secolo, la strada era conosciuta come Strada del Cancelliere o Shera Cancellorum, derivante dall’abitazione di Matteo d’Aiello, gran cancelliere del Regno di Sicilia al tempo del sovrano Tancredi di Sicilia.
Più di recente è stato possibile stabilire che il toponimo deriverebbe da una memoria religiosa legata all’edificio sacro che precedette l’attuale moschea di Palermo. Proprio nel luogo oggi occupato dalla comunità islamica sorgeva in origine la Chiesa di San Paolino dei Giardinieri, costruita nel 1571.[1]
Secondo la tradizione agiografica, infatti, la conversione di Paolino di Nola sarebbe stata favorita dalla prematura morte del figlio Celso. Questa scoperta ha permesso di ricomporre il quadro simbolico del toponimo, chiarendo come il nome “Celso” abbia progressivamente sostituito la precedente denominazione di Shera Cancellorum.[1]
La strada è nota per la presenza di diversi palazzi nobiliari di grande antichità, nonché per essere costeggiata dall'imponente Chiesa di Santa Ninfa dei Crociferi, sita in Via Maqueda. Tra gli edifici storici di Via del Celso si trovano Palazzo Galletti di Santa Marina, risalente al XIV secolo e oggi adibito ad albergo, Palazzo Gualbes e Palazzo Vanni di San Vincenzo. Di particolare rilevanza a livello archeologico è, inoltre, Palazzo Lanza Trabia, nel cui perimetro sono stati rinvenuti importanti resti murari di origine punica, poi stratificati nelle epoche successive.[2]
Non più esistenti sono i palazzi San Giacinto, San Gregorio, Fraccia, nonché il Monastero di San Basilio e la Chiesa di San Cristoforo.
La strada termina nell'area di Piazza Sant'Agata alla Guilla, nei pressi dell'omonima chiesa.
Luoghi d'interesse
Note
- 1 2 3 4 Il gran cancelliere, Celso e la moschea, su leviedeitesori.com. URL consultato il 15 aprile 2026.
- ↑ Archeologia urbana: gli scavi di Palazzo Lanza-Trabia a Palermo, su salvarepalermo.it. URL consultato il 15 aprile 2026.
Bibliografia
- Carmelo Piola, Dizionario delle strade di Palermo, Palermo, 1875
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Via del Celso
