Video Toaster
| Video Toaster software | |
|---|---|
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| Genere | Montaggio video |
| Sviluppatore | NewTek |
| Data prima versione | 1990 |
| Sistema operativo | Amiga OS |
| Licenza | Proprietaria (licenza non libera) |
| Lingua | Inglese |
Video Toaster è una combinazione di hardware e software per la produzione e l'editing video NTSC, sviluppato dalla statunitense NewTek per i computer Amiga. La prima versione del Toaster fu prodotta alla fine del 1990 per l'Amiga 2000, in seguito uscì una nuova versione per l'Amiga 4000 con il nome di Video Toaster 4000. Il sistema riuscì a mettere alla portata degli utenti comuni la videoproduzione di livello professionale, che di solito richiedeva attrezzature molto costose. In combinazione con il software LightWave 3D venne utilizzato, soprattutto nella prima metà degli anni novanta, per diverse produzioni televisive statunitensi.
Nelle successive evoluzioni, di minore notorietà, il sistema uscì per Microsoft Windows e anche per video PAL, fino circa a fine anni 2000.
Storia
Si iniziò a parlare del Video Toaster (lett. "tostapane video", forse perché "cucina" insieme più sorgenti grafiche) già dal 1987.[1] Dopo molti annunci, finalmente si concretizzò nel 1990 a un prezzo di lancio di 1595 dollari, dopo una presentazione definitiva al World of Amiga, con dimostrazioni dal vivo e proiezioni di una videocassetta promozionale con i comici Penn & Teller.[2]
L'uscita del Toaster rappresentò una tappa importante, per la piattaforma Amiga, per il produttore NewTek e per tutto il settore della creazione di video su personal computer. Video Toaster mise a disposizione su Amiga il mixer video e il montaggio video professionali. Insieme al software di modellazione e animazione Lightwave 3D, che nacque come parte del pacchetto del Toaster, portò il mercato della videoproduzione su Amiga dal livello amatoriale a quello professionale.[3]
L'hardware del Toaster consiste in una scheda Zorro II che può pilotare fino a quattro ingressi e due uscite come mixer. Già dalla prima versione del 1990 era molto più economico di ogni altra soluzione, comprese quelle per PC.[3] Fu il primo sistema capace di produrre un segnale NTSC di qualità broadcast (al livello delle trasmissioni televisive professionali di allora) e in truecolor (16 milioni di colori) servendosi di un personal computer relativamente comune, in questo caso l'Amiga 2000.[3] Alla fine del 1990 Lightwave 3D fu aggiunto al pacchetto, mentre il software di gestione del Toaster fu frequentemente migliorato, arrivando a includere migliaia di effetti video. Video Toaster divenne così un successo e un punto di riferimento del settore.[3]
Secondo quanto dichiarò Tim Jenison, presidente della NewTek, l'idea alla base del Toaster fu appunto quella di rendere la produzione televisiva alla portata di piccole aziende e singoli. Scelsero l'Amiga come piattaforma perché all'epoca era l'unico personal computer orientato alle applicazioni video, e perché la Commodore era l'unica azienda seriamente orientata al mercato dei consumatori. Lo sviluppo della prima versione, proposta ancora senza la funzione di editing, richiese circa quattro anni.[4]
Nel 1991 la NewTek introdusse, a 3995 dollari, una versione come apparecchio autonomo detto Stand-Alone Video Toaster System, costituito di fatto da un Amiga 2000, senza i marchi Commodore e Amiga, con 5 MB di RAM, disco fisso da 52 MB e Video Toaster.[5] Pochi mesi dopo, il prezzo del Video Toaster da solo fu insolitamente aumentato, circa da 1500 a 2500 dollari. A quanto sembrava, lo scopo era aiutare le vendite dello Stand-Alone, dato che altrimenti i rivenditori terzi potevano assemblare e proporre Amiga 2000 con Video Toaster a prezzi inferiori.[6]
Il 18 aprile 1993, con l'uscita del modello Video Toaster 4000, fu annunciato un accordo Commodore-NewTek per favorirne la diffusione. Questa versione, completamente riprogettata nell'hardware e nel software, sfrutta le caratteristiche dell'Amiga 4000, ma è montabile anche su un 2000. Ha quattro ingressi, tre sorgenti digitali, 300 effetti video inclusi, generatore di videotesto a 24 bit. Era venduto a meno di 5000 dollari, incluso il computer.[7]
A metà 1993 si riteneva che ci fossero oltre 100 000 utenti di Video Toaster. Uscivano alcune riviste dedicate, la più notevole Video Toaster User, e molti piccoli produttori indipendenti pubblicavano accessori hardware e software per il sistema.[7] Il Video Toaster divenne importante per il mercato statunitense dell'Amiga e per il settore della videoproduzione. Nel 1993 si stimava che più della metà degli studi di videoproduzione ne possedessero uno.[8]
Per il mercato europeo sarebbe stata necessaria una variante con uscita video PAL, che pare che sia stata sperimentata, ma accantonata per difficoltà realizzative. È possibile fare uso di convertitori PAL/NTSC esterni, sia in ingresso sia in uscita, per raggiungere risultati semiprofessionali anche in PAL, ma la qualità complessiva del segnale risente delle conversioni e non raggiunge il livello broadcast professionale; viceversa il prezzo totale con i convertitori saliva troppo per l'utenza amatoriale (es. in Italia 12 milioni di lire IVA esclusa), per cui praticamente non c'era mercato.[8]
Ai 45° Primetime Emmy Awards il presidente della NewTek e i progettisti del Video Toaster vinsero il premio nella categoria sviluppo dell'ingegneria televisiva, per il suo tangibile contributo alla stessa.[9]
A inizio 1994 NewTek commercializzò la workstation dedicata Screamer, progettata per lavorare con Video Toaster e relativo software apposito. È costituita da una scheda hardware basata su quattro processori paralleli RISC 4400 a 64 bit e 150 MHz, in un case orizzontale. Poteva raggiungere tempi di rendering di appena qualche secondo, anche per scene complesse a 32 bit in alta risoluzione.[9]
Nel 1994 fu presentato a 3995 dollari un nuovo prodotto NewTek basato su Video Toaster, il Flyer, un sistema di montaggio video non lineare con uscita video in stardard D2, uscita audio di qualità CD e compressione lossless.[4] Introduceva la nuova codifica VTASC (Video Toaster Adaptive Statistical Coding), di proprietà della NewTek, con qualità regolabile, come minimo pari al Super VHS. Necessita di dischi fissi da almeno 1 GB, uno per la riproduzione e uno per il montaggio. Introduceva anche un'interfaccia drag and drop semplificata. NewTek sperava di creare uno standard con VTASC e progettava di liberare la licenza sul software e sull'hardware agli sviluppatori indipendenti.[4] Il Video Toaster Flyer, installato più frequentemente sugli Amiga 3000 o 4000, forma una vera e propria workstation video con più schede Zorro (Toaster, Flyer, ethernet...). Lo SCSI incorporato massimizza il throughput, soprattutto per riprodurre le animazioni generate con Lightwave 3D.[3] Il montaggio non lineare (digitale) consente di non ricorrere a videoregistratori esterni ed evita il difficile compito di giuntare segnali analogici. Unitamente al costo rimasto basso, ciò allargò ulteriormente l'accesso al settore video a innumerevoli piccole attività professionali.[3]
I sistemi Video Toaster furono utilizzati anche da attività consolidate, per grandi produzioni, come le serie televisive Babylon 5 e X-Files, e la pre-produzione di film di punta come Jurassic Park e Titanic.[3]
Dopo la liquidazione della Commodore nel 1994, la NewTek continuò comunque a puntare sui Toaster basati su Amiga, anche procurandosi gli Amiga dal mercato europeo, e nel corso dell'anno le vendite del Toaster erano ancora in salita.[10] Fu ugualmente l'inizio del declino, dal momento che l'Amiga classico ufficialmente si fermò al modello 4000, mentre i PC compatibili si potenziavano e si misero al passo anche per la produzione di video professionali.[3]
Nel 1999[11] NewTek iniziò una nuova linea meno nota di Video Toaster, poi chiamati solo VT, per i sistemi PC Windows a partire da Windows NT, basati su schede hardware PCI. La linea di prodotti è continuata nel corso degli anni 2000 e comprende cinque versioni: Video Toaster o VTNT, Video Toaster 2, VT[3], VT[4] e VT[5].[12][13]
In ambito retrocomputing il Video Toaster originale per Amiga rimane un sistema difficile da recuperare ed eventualmente da utilizzare.[3]
Caratteristiche
Il Video Toaster, nella sua versione originale qui di seguito descritta, consiste in una scheda hardware da inserire nell'Amiga 2000 e in una serie di software integrati. La scheda genera una propria uscita video ad alta risoluzione in oltre 16 milioni di colori, di qualità professionale, diversa da quella normale del computer Amiga, la cui risoluzione video non rispetta gli standard televisivi.[14] Viceversa, attraverso il Toaster non si può visualizzare direttamente la grafica Amiga, ma in un paio di secondi si possono trasferire le immagini generate dal computer in uno dei due framebuffer del Toaster,[15] che hanno capacità RAM di 2 MB.[16]
Naturalmente i risultati più interessanti si ottengono quando si generano le immagini in alta risoluzione a 24 bit, non native dell'Amiga. Si possono creare con un digitalizzatore di video, come il DigiView della stessa NewTek, con uno scanner, come lo Sharp JX-100 dell'epoca, o con software di grafica 3D, come Turbo Silver o Sculpt 4D.[15] Inizialmente era solo in progetto di includere con il Toaster un programma di grafica 3D della NewTek,[15] poi vennero inclusi due software grafici avanzati: Toaster Paint per la grafica pittorica, stile Deluxe Paint, e LightWave 3D per la modellazione e animazione 3D, stile Caligari potenziato.[16] Inoltre, avendo gli opportuni software, si possono trasferire immagini di alta qualità da Macintosh o da framebuffer per IBM compatibili, come la scheda Targa.[15]
I framebuffer fanno anche da memoria per la cattura di fotogrammi. Questi si possono poi salvare o convertire nel formato IFF che è quello standard della grafica Amiga.[15]
Altra funzione dei buffer è come generatori di titolazione. I framebuffer stessi non sono display interattivi, per cui è necessario comporre prima i titoli sullo schermo normale del computer. Quando infine vengono trasferiti nei buffer, si convertono all'alta risoluzione arrotondando le curve con pixel da 35 nanosecondi.[15] Nel pacchetto sono inclusi 20 tipi di carattere e si può convertire qualsiasi carattere standard dell'Amiga per usarlo nel Toaster. Alle scritte si possono dare effetti grafici, come rilievo, ombre piene, semitrasparenti o sfumate, sfondi con gradienti di colore, scorrimento fluido orizzontale o verticale. La memoria può contenere fino a 100 pagine di testo alla volta e se ne possono salvare su disco a volontà.[15]
Il pezzo forte del Toaster sono però i numerosi effetti digitali che l'utente può applicare: trasformazioni geometriche su immagini fisse o su sequenze video, in evoluzione alla velocità di 60 fotogrammi al secondo.[15] È disponibile la maggior parte degli effetti che erano comuni nelle apparecchiature video digitali più costose, più altri originali. La scena può essere ad esempio compressa, ruotata, stirata, zoomata, avvolta su una sfera ideale, moltiplicata a mosaico. Si possono creare "treni", ossia tante copie dell'immagine in piccolo che si sovrappongono lungo un percorso, eventualmente definendo anche il movimento per ciascuna di esse.[15] Gli effetti di base sono in tutto 128, combinabili tra loro.[16] Essendo completamente generati via software, è agevole espanderli, ad esempio comprando dischetti con effetti aggiuntivi.[15]
Un'altra funzione fondamentale è quella di mixer video. La scheda del Toaster ha sei connettori BNC e permette di selezionare fino a sette sorgenti: quattro ingressi video, i due framebuffer e un generatore di sfondi cromatici. Il missaggio è applicabile sia in tempo reale, ad esempio collegandosi a più telecamere da vivo, sia in post-produzione.[15] Il mixer dispone di un'ampia scelta di transizioni, come cambi istantanei, dissolvenza anche incrociata, scorrimenti semplici o a spinta. La velocità di transizione è controllabile automaticamente o manualmente, spostando un cursore con il mouse.[15] Anche qui è presente un generatore di effetti speciali tramite elaborazione del colore, come solarizzazione (inversione dei colori), posterizzazione (riduzione del numero di toni cromatici presenti) e filtraggio fotografico.[15] Il keyer di luminanza (sostituzione selettiva di parte della scena, in base a una soglia di luminosità dei pixel) permette sia di sovrapporre al video un'immagine dal framebuffer, come già facevano i genlock per Amiga, sia di sovrapporre due sorgenti generiche, ad esempio un conduttore cha parla davanti a una grafica.[15]
Era notevole la capacità del Toaster di combinare sia effetti mixer sia effetti digitali contemporaneamente. Tale caratteristica di solito era offerta soltanto da apparecchiature del valore di almeno 100 000 dollari.[17]
Il Toaster non ha un pannello di controllo fisico, al di là dei normali mouse e tastiera dell'Amiga. L'utente interagisce tramite puntatore e icone. Questo approccio software teneva bassi i costi e garantiva flessibilità per gli aggiornamenti futuri, dato che bastava riprogrammare l'interfaccia.[18] Il programma principale del Video Toaster è il Master Control, una sorta di banco di regia contenente principalmente le barre di selezione I/O Preview, Program e Overlay, la "leva a T" del missaggio tra le barre, le icone degli effetti video e i comandi della loro temporizzazione.[18]
Il Toaster aveva anche le sue limitazioni. Per essere al pari delle apparecchiature video professionali, gli ingressi video devono rispettare determinati requisiti di temporizzazione e sincronia.[17] Non si prevedevano problemi con telecamere e lettori di dischi ottici, ma per leggere dai videoregistratori si rendeva necessario un time base corrector esterno. Questi costavano più dello stesso Toaster, sebbene fosse probabile la prossima introduzione di nuovi modelli sotto i 500 dollari e di videoregistratori con la correzione inclusa (ce n'erano già nella fascia industriale).[17] Inoltre, affinché il mixer possa commutare tra più telecamere, queste devono dare segnali video sincronizzati, ossia avere prestazioni di livello genlock.[17]
Il Toaster era prodotto per segnali video NTSC (in uso in particolare in Nordamerica) e non si sapeva se ci sarebbe stata anche una versione PAL (in particolare per l'Europa).[16] Non fu realizzata neanche negli aggiornamenti successivi; è possibile servirsi di convertitori PAL/NTSC esterni, necessari sia in ingresso sia in uscita, costosi e peggiorativi della qualità.[8]
Per l'Amiga ospitante, la NewTek consigliava almeno 3 MB di RAM e un disco fisso.[17]
Nel complesso, probabilmente all'utente amatoriale con un videoregistratore economico il Toaster poteva essere utile come digitalizzatore video e framebuffer. Al piccolo videoproduttore, incaricato di filmare eventi, poteva servire come mixer e generatore di effetti. Agli studi di registrazione più attrezzati potevano servire gli effetti in fase di post-produzione. Per i grossi produttori il Toaster poteva essere un modo economico per attrezzare i loro registratori secondari o di scorta.[17]
Non mancavano molti altri prodotti per il video digitale, ma il Toaster appariva come il primo a sfruttare in modo rilevante la programmabilità del digitale, era infatti un sistema flessibile ed espandibile.[17]
Note
- ↑ Uno strano tostapane (JPG), in Commodore Gazette, anno 2, n. 7, Milano, IHT, ottobre/dicembre 1987, p. 43, OCLC 955306596.
- ↑ Il mondo dell'Amiga (JPG), in Commodore Gazette, anno 5, n. 3, Milano, IHT, maggio/luglio 1990, p. 65, OCLC 955306596.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Retro Computer speciale n. 3, p. 91.
- 1 2 3 Le novità Amiga del NAB '94 (JPG), in Commodore Gazette, anno 9, n. 8, Milano, IHT, novembre 1994, pp. 22-25, OCLC 955306596.
- ↑ Video Toaster Stand-Alone (JPG), in Commodore Gazette, anno 6, n. 3, Milano, IHT, giugno/agosto 1991, p. 44, OCLC 955306596.
- ↑ La NewTek ci ripensa (JPG), in Commodore Gazette, anno 7, n. 1, Milano, IHT, gennaio/marzo 1992, p. 18, OCLC 955306596.
- 1 2 L'accordo Commodore/NewTek: il Toaster 4000 (JPG), in Commodore Gazette, anno 8, n. 5, Milano, IHT, luglio/agosto 1993, p. 53, OCLC 955306596.
- 1 2 3 Video Toaster in PAL? (JPG), in Commodore Gazette, anno 8, n. 9, Milano, IHT, dicembre 1993, pp. 27-28, OCLC 955306596.
- 1 2 Videotoaster da Oscar, Lightrave 1.5.1, Lightwave 3D sulle reti Fininvest... (JPG), in Commodore Gazette, anno 9, n. 2, Milano, IHT, marzo 1994, p. 57, OCLC 955306596.
- ↑ Video Expo/Image World di New York (JPG), in Commodore Gazette, anno 9, n. 8, Milano, IHT, novembre 1994, p. 18, OCLC 955306596.
- ↑ Forse 1997, secondo (EN) LightWave History, su docs.lightwave3d.com.
- ↑ (EN) Toasting Video: Windows Style, su gekk.info.
- ↑ (EN) NewTek VT (copie archiviate), su archive.org.
- ↑ Amiga Magazine 21, p. 58.
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 Amiga Magazine 21, p. 59.
- 1 2 3 4 Amiga Byte 27.
- 1 2 3 4 5 6 7 Amiga Magazine 21, p. 60.
- 1 2 MCmicrocomputer 111.
Bibliografia
- NewTek Videotoaster - Amiga al cinema, in Retro Computer, speciale n. 3, Cernusco sul Naviglio, Sprea, luglio/agosto 2025, pp. 90-91, ISSN 3034-8676.
- NewTek Video Toaster (JPG), in Amiga Magazine, anno 4, n. 21, Milano, Gruppo Editoriale Jackson, marzo 1991, pp. 58-60, OCLC 955381984.
- Video Toaster (JPG), in Amiga Byte, n. 27, Milano, Arcadia/Elettronica 2000, dicembre 1990, p. 33, OCLC 955729050.
- Sistemi di effetti video su base PC: un esempio (JPG), in MCmicrocomputer, n. 111, Roma, Technimedia, ottobre 1991, pp. 328-330, ISSN 1123-2714.
- (EN) Video Toaster - The revolutionary all-in-one broadcast studio (depliant originale), NewTek, 1991.
- (EN) Video Toaster 4000 (manuale originale), NewTek, 1995.
Collegamenti esterni
- (EN) Sito ufficiale (cliccare sul menù a sinistra), su newtek.com (archiviato dall'url originale il 19 gennaio 1997).
(EN) Revolution (video dimostrativo promozionale), NewTek, 1992.
