Villa Camponeschi
| Villa Camponeschi frazione | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Comune | Posta |
| Territorio | |
| Coordinate | 42°30′02.45″N 13°05′45.85″E |
| Altitudine | 998[1] m s.l.m. |
| Abitanti | 33[1] (21-10-2001) |
| Altre informazioni | |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Cartografia | |
Villa Camponeschi è una frazione del comune italiano di Posta, situato in provincia di Rieti, nel Lazio[2].
Geografia fisica
La frazione si trova a monte della valle del Velino e delle omonime gole, lungo la strada provinciale 16, che lo collega a Borbona e a Posta, comune del quale fa parte[3].
Storia
Il villaggio originario risultava già abitato dall'epoca romana, come dimostrano i resti di costruzioni facenti parti di antiche terme rinvenute in località "Lu Lagu"[4]. Nel Medioevo un tale Camponesco, vissuto nel 1146, capostipite della famiglia nobile Camponeschi, derivata dai Conti dei Marsi, a loro volta discendenti diretti dell'imperatore Carlo Magno, come precisò lo storico Claudio Crispomonti, vi edificò il forte che da lui prese il nome, il castello Camponesco, la cui denominazione estese ai territori limitrofi, oltre che agli stessi abitanti, al quel tempo popolarmente denominati camponisci[5]. Nell'Ottocento l'archeologo Niccolò Persichetti documentò di alcune ulteriori testimonianze romane, ritrovate dai paesani, quali un pavimento di mosaico in pietra locale bianca e un cippo calcareo che costituiva il coperchio di un sepolcro e recava l'iscrizione latina "p·vrvinvs·q·f·t·n·qvi·mago", all'epoca utilizzato come sedile all'esterno della chiesa di San Rocco e successivamente andato perso[2]. Lo stesso archeologo nel 1893 riportava ancora che nel periodo in cui visse si accedeva al centro abitato «con gran disagio per aspri sentieri [...] attraversando orridi burroni»[2].
Note
- 1 2 Sistema statistico nazionale e Istituto nazionale di statistica (2005), p. 139.
- 1 2 3 Persichetti (1893), p. 172.
- ↑ Mosca (1998), p. 20; Persichetti (1893), p. 172.
- ↑ Mosca (1998), p. 20.
- ↑ Crispomonti (1629-1634), p. 137; Rivera C. (1930), in Enciclopedia Italiana; Rivera G. (1901), p. 18, nota n. 31.
Bibliografia
- Claudio Crispomonti, Historia dell'origine et fondazione della città dell'Aquila, ms., vol. 2, L'Aquila, 1629-1634, ISBN non esistente.
- Giulio Mosca, Posta nell'Alta Valle del Velino (Rieti). Raccolta di dati per una storia civile e religiosa (PDF), a cura di Roberto Mancini, 2ª ed., Rieti, Amministrazione provinciale di Rieti, 1998, SBN AQ10063383.
- Niccolò Persichetti, Viaggio archeologico sulla Via Salaria nel circondario di Cittaducale, Roma, Tipografia della Reale Accademia dei Lincei, 1893, ISBN non esistente.
- Cesare Rivera, Camponeschi, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
- Giuseppe Rivera, Catalogo delle scritture appartenenti alla Confraternita di Santa Maria della Pietà nell'Aquila, in Deputazione abruzzese di storia patria, Bollettino della Società di storia patria Anton Ludovico Antinori negli Abruzzi, punt. 1, L'Aquila, Tipografia Aternina di Santini Simeone Editore, 1901, ISBN non esistente.
- Sistema statistico nazionale e Istituto nazionale di statistica, Popolazione residente e abitazioni nelle province italiane: Rieti (PDF), in 14º Censimento generale della popolazione e delle abitazioni (21 ottobre 2001), vol. 57, Roma, ISTAT, 2005, ISBN 88-458-1451-3.
