Villa Frassati
| Villa Frassati | |
|---|---|
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| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | Piemonte |
| Località | Torino |
| Indirizzo | Corso Galileo Ferraris 70 angolo corso Trento, quartiere Crocetta |
| Coordinate | 45°03′32.56″N 7°39′57″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | attivo |
| Costruzione | 1914 |
| Stile | Eclettico Neobarocco |
| Altezza |
|
| Realizzazione | |
| Architetto | Giuseppe Momo |
| Costruttore | cav. Giulio Belmondo |
| Proprietario | Credito Emiliano |
La Villa Frassati, gia Villa o Palazzina Belmondo, è una villa storica di Torino in stile eclettico-neobarocco costruita nel 1914 nel quartiere Crocetta su disegno dell'architetto Giuseppe Momo per volere del cavaliere Giulio Belmondo.
Vincolata dalla soprintendenza alle Belle Arti, è nota per essere stata la dimora della famiglia Frassati.
Storia

L'edificio fu commissionato nel 1914 all'architetto Giuseppe Momo (in seguito nominato "architetto della reverenda fabbrica di San Pietro") dal cavalier Giulio Belmondo, per cui prese inizialmente il nome di Palazzina o Villa Belmondo.[1]
Fu successivamente acquistata da Alfredo Frassati, editore, giornalista e politico italiano, direttore del quotidiano La Stampa dal 1900 al 1926, senatore del Regno d'Italia e poi della Repubblica Italiana. La moglie, Adelaide Ametis, pittrice molto apprezzata, espose le sue opere anche alla Biennale di Venezia. Nell'edificio vissero i figli Pier Giorgio, patrono delle Confraternite e dei Giovani di Azione Cattolica, beatificato da papa Giovanni Paolo II nel 1990 e canonizzato da Leone XIV il 7 settembre 2025, e la figlia Luciana Frassati, poetessa e scrittrice, in seguito madre del giornalista ed europarlamentare Jas Gawronski.
Dopo la morte di Pier Giorgio, sopraggiunta nella villa a causa di una poliomelite fulminante, fu posta una lapide in suo ricordo all'ingresso del palazzo.
Dopo aver cambiato diversi proprietari la villa fu trasformata in una palazzina condominiale con giardino annesso, mantenendo i due saloni di forma ellittica che corrispondono al corpo centrale dell'edificio; l'ingresso a lato che prima era per la servitù ora è l’ingresso effettivo della residenza.[2]
Dal 2023 è la sede torinese di una nota banca nazionale.[3]
Descrizione
Sita all'incrocio tra i corsi Einaudi, Ferraris e Trento, è sviluppata su 1.400 metri quadrati suddivisi su tre piani.
La facciata nelle concavità e convessità si ispira a quella di Guarini per Palazzo Carignano, di cui è una rivisitazione in piccolo, anche nel coronamento superiore per il fastigio che ricorda quello realizzato da Carlo Ceppi con la scritta commemorativa per la nascita di Vittorio Emanuele II sempre sullo stesso palazzo.[4]
Lo scalone, di grande impatto, nelle forme morbide preannuncia già l'effetto ottenuto da Momo nel progetto per i Musei Vaticani.[5]
Note
- ↑ https://www.museotorino.it/view/preview/d14be42ef2f04fc9a61b5463146d6f19/1
- ↑ https://www.facebook.com/Torinounacittatuttadascoprire/posts/palazzina-belmondo-nota-anche-come-villa-frassati-in-stile-eclettico-neobarocco-/433187888679110/
- ↑ https://www.teleborsa.it/News/2023/06/27/credem-punta-su-torino-inaugurata-la-nuova-sede-dell-istituto-all-interno-di-villa-frassati-57.html
- ↑ https://www.museotorino.it/view/s/df59e5ad50a94fbbbd30421adddd5453
- ↑ https://www.quotidianopiemontese.it/2023/06/27/credem-ha-aperto-una-nuova-sede-nella-splendida-villa-frassati-a-torino/#goog_rewarded
