Villa Huber
| Villa Huber | |
|---|---|
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| Altri nomi | Huber Köşkü |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Località | Istanbul |
| Coordinate | 41°08′05.39″N 29°03′41.91″E |
| Informazioni generali | |
| Condizioni | In uso |
| Stile | modernista |
| Uso | residenza ufficiale |
| Realizzazione | |
| Architetto | Raimondo D'Aronco |
| Proprietario | Turchia |
| Committente | August Huber |
Villa Huber (in turco Huber Köşkü) è un edificio situato sul lato europeo del Bosforo, a sud della baia di Tarabya e sulla strada Yeniköy-Tarabya, nella provincia di Istanbul, in Turchia. Alle sue spalle si trova un boschetto di circa 64 000 m², il quale copre l'intero pendio che scende verso il Bosforo. Villa Huber è in realtà una dimora composta, oltre che dall'edificio principale, da una grande scuderia e da una rimessa per le carrozze, dagli alloggi della servitù, da due piccoli chalet e da una serra. Dal 1985 è stata adibita a residenza presidenziale della Repubblica di Turchia.
Storia
La Villa fu acquistata nel 1890 da August Huber[1] e dalla sua famiglia: August era uno dei fratelli Huber, impegnati nell'intermediazione e nel commercio di armi e rappresentanti a Istanbul delle fabbriche miste di polvere da sparo Mauser Fişek e Colonia e in seguito della società Krupp. Il motivo che lo spinse ad acquistarla fu la sua vicinanza all'edificio dell'ambasciata tedesca.[2] L'edificio fu ampliato nel 1906 dall'architetto italiano Raimondo D'Aronco.[3][4] Egli ridisegnò anche il giardino della villa che fu anche utilizzata come residenza estiva dal sultano ottomano Abdul Hamid II.[3] Il palazzo fu costruito su un terreno acquistato dai precedenti proprietari, le famiglie di origine armena Tıngıroğlu e Düzoğlu. Gli Huber lasciarono Istanbul dopo la sconfitta nella Prima Guerra Mondiale e probabilmente prima dell'occupazione di Costantinopoli. Alla morte di Huber, l'ex ministro delle Finanze Necmeddin Molla si recò ad Augusta, dove viveva la famiglia, e acquistò la villa. L'edificio fu poi venduto nel 1922 alla principessa egiziana Kadria Ḥusayn, figlia di Ḥusayn Kāmil, che governò l'Egitto fra il 1914 e il 1917.[1][2] Al suo ritorno al Cairo nel 1930, la principessa lo lasciò al Liceo francese Notre Dame de Sion[1] per un compenso simbolico. Nel 1973, l'edificio fu rilevato da un'impresa di costruzioni privata.[1] Tuttavia, la vendita avvenne senza l'approvazione del Consiglio Supremo dei Monumenti, il che portò al suo esproprio nel 1985.[2] In seguito il complesso è stato restaurato e arredato e ha iniziato a essere utilizzato come residenza presidenziale.[4]
Architettura
Sebbene l'architetto e l'anno di costruzione non siano noti con precisione, è tuttavia probabile che il köşk sia stato costruito dall'architetto italiano Raimondo D'Aronco e ampliato dallo stesso in tempi diversi.
La proprietà si estende su una superficie di 340 000 metri quadrati,[2] che comprende un'area boschiva di 64 000 metri quadrati.[4] L'edificio si trova in un'area boschiva a sud della baia di Tarabya.[1] Dopo aver acquistato il terreno del boschetto a Tarabya, August Huber lo piantumò personalmente. Attualmente, esso è uno dei rari boschetti del Bosforo sopravvissuti fino ad oggi. Esso è adiacente al cottage dell'ambasciata tedesca. I due boschetti formano un'unità. Il complesso è costituito da un edificio principale circondato da strutture più piccole, tra cui un fienile, una serra e due piccole cascate.[4] L'edificio principale ha un ampio corridoio ed è composto da quattro corpi.[4] Tre corpi sono stati progettati da Raimondo D'Aronco come edifici a tre piani e sono stati collegati al corpo più antico con un ponte.[5]
La villa Huber è uno degli edifici Art Nouveau di Istanbul.[6][7]
Note
- 1 2 3 4 5 (TR) Nesrin Karaca, Bir Prenses: Kadriye Hüseyin ve Bir Ressam Vittoria Pisani, in Turkish Studies, vol. 7, n. 1, 2012, pp. 1967–1968, DOI:10.7827/TurkishStudies.3011.
- 1 2 3 4 (TR) 113 yıllık Huber Köşkünün tarihçesi, in Sarıyer Ses, 7 novembre 2020. URL consultato il 25 dicembre 2022 (archiviato dall'url originale il 25 dicembre 2022).
- 1 2 Diana Barillari, Novecento sul Bosforo D'Aronco e Villa Italia, in Eleonora Mantese (a cura di), Istanbul theatrum mundi: Unità di ricerca e didattica: Abitare la città, Roma, Aracne editrice, 2014, p. 47, ISBN 9788854868342.
- 1 2 3 4 5 (TR) Huber Köşkü Nerede Ve Nasıl Gidilir, in Hürriyet, 30 marzo 2021. URL consultato il 25 dicembre 2022.
- ↑ (EN) Huber Mansion, su bosphorustour.com, Bosphorus Tour. URL consultato il 25 dicembre 2022.
- ↑ (EN) Gizem Türkaslan, Current Conservation State of Some Art Nouveau Houses and Apartment Buildings in Istanbul, su proquest.com, dicembre 2017, p. 2, ISBN 9798426876750.
- ↑ (EN) Selma Kayhan Tunalı e Sinem Güneş, Following the design: A read on Charles Rennie Mackintosh's Art Nouveau, in Deniz Demirarslan e Selma Kayhan Tunalı (a cura di), Housing Architecture and Design From the Past to the Future, Livre de Lyon, 2021, p. 193, ISBN 978-2-38236-141-2.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su tccb.gov.tr.
