Villa Rinaldi

Villa Rinaldi
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
RegioneVeneto
LocalitàAsolo
Indirizzovia Palladio
Coordinate45°47′34.12″N 11°55′28.58″E
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXV secolo - XVII secolo
Stilebarocco
Realizzazione
CommittenteFrancesco Rinaldi

Villa Rinaldi, nota anche come Villa Barbini-Rinaldi, è una villa veneta nel comune di Asolo.

Situata a metà strada tra Asolo e la frazione Casella, fu eretta nel Cinquecento da Francesco Barbini e completata nel suo aspetto definitivo nel 1663 dal proprietario dell'epoca Francesco Rinaldi.[1]

Descrizione

La grande villa in stile barocco è situata all'interno di una grande tenuta al confine naturale tra le colline e la pianura.[2] L'edifico potrebbe essere stato progettato da uno dei seguaci del Palladio. Nel XVII secolo fu trasformata, alzandola di un piano, e allargata nelle ali con l'idea ambiziosa di farne una delle più grandi ville della terraferma.[1]

Le sale interne furono affrescate da pittori di scuola veneta tra cui il veneziano Andrea Celesti che tra il 1705 e il 1707 fu chiamato a realizzare i dipinti del salone e delle stanze centrali con scene di storia sacra e di mitologia classica, tra cui la stanza dell'Olimpo e la stanza delle Ore. Nel corso del Seicento altri due pittori, Liberi e Diziani, furono incaricati di affrescare le scale del corpo centrale e le logge delle gallerie di raccordo.[1]

Dopo la costruzione della villa padronale, furono realizzati due oratori, uno privato dedicato a San Gaetano da Thiene, l’altro pubblico dedicato a Sant'Eurosia di Jaca del 1760.[1]

Nei pressi di questa villa, durante la seconda guerra mondiale i nazisti uccisero alcuni partigiani della Resistenza italiana è stato posto un cippo in ricordo dell'evento.[3]

Note

  1. 1 2 3 4 Villa Barbini-Rinaldi, su Bassano.eu. URL consultato il 14 luglio 2026.
  2. ↑ Touring Club Italiano, p. 691
  3. ↑ (EN) Asolo ricorda Giovanni Domenico Moreschetti vittima della barbarie fascista nel novembre 1944, su www.oggitreviso.it. URL consultato il 10 febbraio 2023.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni