Vincenzo Capobianchi

Vincenzo Capobianchi (Roma, 19 gennaio 1836 – Roma, 8 settembre 1928[1]) è stato un pittore, antiquario e numismatico italiano. Come pittore era noto per dipingere scene realistiche di stile neo-pompeiano.

Nacque a Roma il 19 gennaio 1936 figlio di Tommaso e di Luigia Lorini. Suo padre era un noto antiquario di Via del Babuino e da lui venne instradato assieme al fratello Carlo alla passione per l'arte. Sposò Emilia Gomez da cui ebbe l'unica figlia Luigia moglie di Marcantonio Caracciolo del Leone[2]. La famiglia era ascritta da più tempo alla nobiltà di Anagni.

Fu amico di Marià Fortuny i Marsal con il quale condivideva la passione per l'antiquariato e assieme a lui fondò un gruppo di pittori attorno cui si radunarono ben presto Attilio Simonetti, Tomàs Moragas Torras e Hoaquin Agrasot che poi si scioglierà a seguito della morte del Fortuny.

Nel 1896 divenne socio della società romana di storia patria.

Ha anche scritto diversi testi sulla monetazioni italiane.

Tra i suoi quadri ci sono: Il vestito giallo (The Yellow Dress - 1875), Ragazzi romani si esercitano con l'arco (Roman children practice indoor archery - 1881),[3] e Venditore di antichità.[4]

È morto a 92 anni all'ospedale San Giovanni Calibita.[1]

Testi

Note

  1. 1 2 Vincenzo Capobianchi, su Portale Antenati, Ministero della cultura. URL consultato il 23 aprile 2026.
  2. ↑ Enciclopedia storico-nobiliare italiana; Volume 1. Marchese Vittorio Spreti (1928); page 502.
  3. ↑ Opere nelle collezioni britanniche, su bbc.co.uk (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015)..
  4. ↑ MIBAC: Opere nelle collezioni italiane, su beniculturali.it (archiviato dall'url originale il 23 settembre 2015)..

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