Vincenzo Troncone
Vincenzo Troncone (Napoli, 1887 – 1973) è stato un fotografo, regista e produttore cinematografico italiano, pioniere della cinematografia e del fotogiornalismo napoletano[1].
Biografia
Gli esordi nel cinema muto
Appartenente a una famiglia della borghesia napoletana, Vincenzo Troncone avviò la propria attività professionale nei primi anni del Novecento coadiuvando il fratello Roberto, pioniere della cinematografia e gestore di un cinématographe Lumière[2]. Nel 1906 prese parte attiva alla fondazione della ditta societaria "Fratelli Troncone & C." insieme ai fratelli Roberto e Guglielmo, con lo scopo di avviare un'attività di produzione cinematografica stabile a Napoli[2][3].
In seguito, a partire dal 1912, l'esperienza familiare confluì nella "Partenope Film", casa cinematografica all'interno della quale Vincenzo operò stabilmente a fianco dei fratelli, raccogliendo un cospicuo patrimonio di documenti tecnici e fotografie di scena[1]. Il suo ruolo di testimone e produttore di quella prima stagione d'oro del cinema muto napoletano è stato oggetto di studi storiografici e interviste d'archivio raccolte all'interno di saggi specialistici sulle origini del cinema partenopeo[4].
L'attività fotogiornalistica e industriale
Con il declino definitivo delle produzioni cinematografiche mute a Napoli, Vincenzo e il fratello Guglielmo cessarono l'attività cinematografica per aprire lo studio fotografico professionale "Foto Troncone"[1]. Lo studio si distinse rapidamente nella documentazione e nella cronaca del territorio campano.
Mentre la struttura si occupava della cronaca quotidiana e degli eventi politici nazionali, Vincenzo Troncone specializzò la propria attività nella fotografia documentaria industriale, in particolare collaborando con i Cantieri navali di Castellammare di Stabia[1]. Tra le sue produzioni fotografiche più note figurano la documentazione dettagliata di eventi della marineria italiana come il varo della nave scuola Amerigo Vespucci e le storiche nomine istituzionali del secondo dopoguerra[1].
La documentazione della guerra e della Resistenza
Durante gli anni della seconda guerra mondiale, Vincenzo Troncone operò attivamente sul campo documentando la realtà bellica del capoluogo campano. Il suo nome figura tra i fotografi e resistenti che presero parte attiva agli eventi legati alle Quattro giornate di Napoli e alle attività partigiane nel settembre del 1943[5]. La produzione dello studio fotografico, ereditata successivamente dal nipote Vittorio, è rimasta attiva a Napoli fino al 1996, costituendo uno dei più rilevanti patrimoni visivi della storia cittadina del Novecento[1].
Note
- 1 2 3 4 5 6 Archivio Roberto Troncone, su Censimento Nazionale dei Fondi Fotografici, Ministero della Cultura. URL consultato il 4 giugno 2026.
- 1 2 Fratelli Troncone, La produzione cinematografica nel sistema economico industriale italiano tra il 1908 e il 1914, su academia.edu. URL consultato il 4 giugno 2026.
- ↑ Fratelli Troncone, Napoli Terra d'Amore, Springer Nature, 2014, p. 17-18.
- ↑ Nuove letture per M. Serao, N. 185, su Critica Letteraria, 2019. URL consultato il 4 giugno 2026.
- ↑ Napoli settembre 1943, La Valle del Tempo, 2023, p. 12-14.
Bibliografia
- Paolo Foglia, Ernesto Mazzetti, Nicola Tranfaglia, Napoli ciak. Le origini del cinema a Napoli, Napoli, Colonnese, 1995.
- Napoli settembre 1943, Napoli, La Valle del Tempo, 2023.
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Archivio Roberto Troncone, su Censimento Nazionale dei Fondi Fotografici, Ministero della Cultura.