Vito Damico
| Vito Damico | |
|---|---|
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| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 1968 – 1976 |
| Legislatura | V, VI |
| Gruppo parlamentare | Comunista |
| Circoscrizione | Piemonte |
| Collegio | Torino |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Comunista Italiano |
| Titolo di studio | Licenza media inferiore |
| Professione | operaio, sindacalista |
Vito Damico (Barletta, 28 ottobre 1925 – Torino, 28 luglio 1994[1]) è stato un politico e partigiano italiano.
Biografia
Ancora bambino si trasferisce con la famiglia a Torino, dove conosce la realtà dell'emigrazione, sperimentando le discriminazioni e le difficoltà che al tempo caratterizzavano le prime grandi ondate verso il miraggio economico del Nord. Sono gli anni in cui conosce l'amico fraterno e poi compagno di impegno politico Beppe Pensati. Allievo Fiat prima (nel 1940), e operaio (a Mirafiori dal 1941) del colosso automobilistico poi, trova nella fabbrica la propria seconda famiglia: la passione politica. Viene in contatto con gli ideali comunisti, ai quali è conquistato dalla passione di alcuni compagni di lavoro, attivi nella diffusione clandestina di materiale divulgativo e di libri. Si collega alla organizzazione comunista di fabbrica diretta da Leo Lanfranco. Con l'avvento della Guerra e la successiva occupazione nazista decide di "prendere la via dei monti", aderendo al FdG (Fronte della gioventù per l'indipendenza nazionale e per la libertà). Nel marzo 1943 partecipò all'organizzazione degli scioperi; nella primavera del 1944 entrò nella IV Brigata Garibaldi al Montoso (Cuneo); nel settembre dello stesso anno ebbe l'incarico di organizzare la Brigata Eugenio Curiel di Torino.
Dopo la liberazione, rientrato alla Mirafiori, divenne segretario della organizzazione comunista di fabbrica e poi segretario della Commissione interna. Membro della segreteria della Federazione del PCI di Torino, eletto nel Comitato centrale dall'8º al 15º congresso, al 16° è stato eletto nella Commissione centrale di controllo. Nel secondo dopoguerra fu attivo rappresentante sindacale della Fiom-Cgil, componente della commissione Interna Fiat, nonché segretario della sezione del Partito Comunista Italiano di Mirafiori. Successivamente fu segretario del Comitato sindacale di fabbrica fino a quando la sua intensa attività di dirigente operaio conobbe una svolta nel 1950, anno del suo licenziamento per rappresaglia politica. Già dal 1947 era tra i componenti del comitato federale torinese del PCI.
All'VIII Congresso nazionale del Partito venne eletto nella segreteria regionale piemontese, venendo a distanza di poco eletto nel Consiglio Comunale di Torino. Rimase in carica fino al 1968, anno in cui cominciò la sua esperienza parlamentare. Membro della Camera dei deputati per la V e poi per la VI legislatura della Repubblica, ricoprì poi incarichi consultivi presso la Cassa di risparmio di Torino. Ha fatto parte del Consiglio di amministrazione della RAI ed è stato presidente della Sipra. Concluse il proprio mandato alla Camera nel 1976.
Morì nell'estate 1994, all'età di 69 anni. Sua figlia, Laura, mantiene intatta la passione politica e l'attenzione del padre ai problemi del mondo operaio, attraverso la propria opera di avvocato delle vittime da infortuni e malattie sul posto di lavoro.
Note
- ↑ Necrologio, in La Stampa, 29 luglio 1994, p. 10.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Vito Damico, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
