Vittoria Archilei
Vittoria Concarini Archilei, detta La Romanina (Roma, 1560 ca. – Firenze, 1641 ca.), è stata una cantante italiana.
Nacque probabilmente a Roma, dove avviò la sua carriera di cantante. Nel 1578 sposò il cantante Antonio Archilei, che fu fin da giovane al servizio del cardinale Alessandro Sforza per poi passare, dal 1582, alle dipendenze del cardinale Ferdinando de' Medici. Dalla loro unione nacquero almeno cinque figli: Emilia, Maria, Clelia, Ferdinando e Ottavio.
Insieme al marito, nell'aprile 1584 si recò a Firenze per cantare nelle feste organizzate dalla corte medicea per il matrimonio di Eleonora de' Medici con Vincenzo Gonzaga, figlio del duca di Mantova.
Si stabilì definitivamente a Firenze verso il 1587, quando il cardinale Ferdinando de' Medici divenne granduca di Toscana; la cantante e il marito entrarono ufficialmente fra i dipendenti della corte nel 1588.
Nel 1589 cantò negli spettacoli organizzati a corte per le nozze del granduca Ferdinando I de' Medici con Cristina di Lorena. Memorabile la sua interpretazione negli intermedi della commedia La Pellegrina di Girolamo Bargagli, principale allestimento teatrale di quelle feste, rappresentata a Palazzo Pitti. In quell'occasione cantò da solista nel primo intermedio, interpretando la figura allegorica dell'Armonia nel madrigale Dalle più alte sfere, su testo di Giovanni de' Bardi e musica di Antonio Archilei, suonando un grande liuto, accompagnata da due chitarroni. Cantò, sempre da solista, nel quinto intermedio, su testo di Ottavio Rinuccini e musica di Cristofano Malvezzi, accompagnata da un'«arciviolata lira», suonata da Alessandro Striggio. Inoltre si esibì anche nel sesto ed ultimo intermedio O che nuovo miracolo, su testo di Laura Guidiccioni e musica di Emilio de' Cavalieri, con le cantanti Lucia Gagnolanti Caccini e Margherita Benevoli della Scala, giovane allieva di Antonio Archilei.

Nel 1590 cantò nella favola pastorale La disperazione di Fileno, su testo di Laura Guidiccioni e musica di Cavalieri, breve dramma per musica, prototipo del genere, la cui musica è perduta.
Fu elogiata da Jacopo Peri, che la definì «l'Euterpe dell'età nostra»; è molto probabile che la cantante romana abbia interpretato i ruoli principali dei due primi drammi per musica del compositore fiorentino: la Dafne, su libretto di Ottavio Rinuccini, rappresentata nel 1597 in casa di Jacopo Corsi, e l'Euridice messa in scena a Palazzo Pitti nell'ottobre 1600 per le nozze di le nozze di Maria de' Medici, figlia del granduca di Toscana Francesco I de' Medici, con Enrico IV di Francia.
Oltre che nel teatro, alla corte medicea Vittoria Archilei venne impiegata anche nella musica sacra per le cerimonie religiose alla presenza della granduca e dei suoi familiari, come, per esempio, a Pisa durante la settimana santa 1599, quando cantò con successo nelle Lamentationes Hieremiae prophetae di Cavalieri.
Mantenne sempre rapporti con Roma, dove soggiornò con il marito nel 1601-1602 ospite del cardinale Alessandro Peretti Montalto e di nuovo nel 1606. Ebbe stretti rapporti anche con il duca di Bracciano Virginio Orsini, nipote del granduca Ferdinando de' Medici, e la sua consorte Flavia Peretti Montalto, sorella del cardinale.
Nell'ottobre 1608 a Firenze si esibì negli intermedi della favola Il giudizio di Paride di Michelangelo Buonarroti il giovane rappresentata per le nozze di Cosimo II de' Medici e Maria Maddalena d'Austria.
Le notizie dell'attività di Vittoria Archilei alla corte granducale di Firenze giungono fino al 1620. Rimase comunque alle dipendendenze di questa corte fino al 1641, continuando a ricevere il salario di 10 ducati al mese, come risulta dai registri del personale di ruolo, ed è probabile che sia morta in quell'anno.
Non si riferiscono all'Archilei il sonetto «Andata al cielo di Vittoria n.n.» di Battista Guarini, e quello di Giovan Battista Marino «in morte di Vittoria cantatrice», apparso nella terza parte della sua raccolta La lira (Venezia, 1616).
Bibliografia
- A. Solerti, Le origini del melodramma. Testimonianze dei contemporanei, Torino, Bocca, 1903.
- A. Solerti, Musica, ballo e drammatica alla corte medicea dal 1600 al 1637, Firenze, Sansoni, 1905.
- W. Kirkendale, The Court Musicians in Florence during the Principate of the Medici, Firenze, Olschki, 1993, pp. 261-276.
- T. Carter, Finding a voice: Vittoria Archilei and the Florentine ‘New Music’, in Feminism and Renaissance studies, a cura di L. Hutson. Oxford, Oxford University Press, 1999, pp. 450-467.
- N. Treadwell, She descended on a cloud "from the highest spheres": Florentine monody "alla Romanina", «Cambridge Opera Journal», 16/1 (2004), pp. 1-22.
Collegamenti esterni
- Archilèi, Vittoria, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Archilèi, Vittòria, detta La Romanina, su sapere.it, De Agostini.
- Maria Borgato, CONCARINI, Vittoria, detta la Romanina, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 27, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1982.
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