Vladimir Sedov

Vladimir Sedov
NazionalitàKazakistan (bandiera) Kazakistan
Altezza173 cm
Sollevamento pesi
Categoria-94 kg
Statistiche aggiornate al 15 settembre 2025

Vladimir Sedov (Üştöbe, 2 marzo 1988 – Dostyk, 26 giugno 2023) è stato un sollevatore kazako.

Biografia

Sedov venne squalificato per due anni per la positività a dei controlli antidoping già nel 2006 a 18 anni. Tornato alle competizioni il 18 maggio 2008 prese parte ai Giochi olimpici di Pechino 2008 gareggiando nella categoria fino a 85 kg piazzandosi al quarto posto battuto per soli tre chilogrammi dall'armeno Tigran Vardan Martirosyan sollevando 180 kg nello snatch e 200 kg nel clean and jerk.

L'anno seguente si laureò campione del mondo della categoria fino ai 94 kg ai campionati di Goyang, in Corea del Sud, con un totale di 402 kg, battendo l'azero Nizami Paşayev di quindici chilogrammi, nello stesso anno vinse anche il titolo continentale a Taldyqorǵan, in Kazakistan.

Dopo il secondo posto continentale nel 2011, si classificò secondo ai campionati mondiali Breslavia 2013 e secondo a quelli di Almaty 2014.

Nel 2016, a Tashkent, vinse i suoi secondi Campionati asiatici con 175 kg nello snatch e 211 kg nel clean and jerk per un totale di 386 kg, ma il 17 novembre dello stesso anno, il Comitato Olimpico Internazionale fece analizzare nuovamente i suoi campioni di sangue prelevati ai Giochi olimpici del 2008, che risultarono positivi allo stanozololo. Risultando recidivo, vennero annullati sia i suoi risultati di quei Giochi, sia tutti quelli successivi, pena confermata anche dopo i ricorsi del sollevatore kazako. La sospensione gli impedì di diventare allenatore.

Vita privata

Il 7 luglio 2013 sposò la sollevatrice Svetlana Podobedova. La coppia divorziò nel 2015.

Sedov è morto suicida nel 2023 a 35 anni.[1][2]

Note

  1. ↑ (ES) Se suicida un segundo halterófilo kazajo: Sedov, suspendido por dopaje, su MARCA, 28 giugno 2023. URL consultato il 24 aprile 2024.
  2. ↑ (EN) Police investigating death of weightlifter Vladimir Sedov, su kaztag.kz. URL consultato il 24 aprile 2024.

Collegamenti esterni