Voisin Triplane

Voisin Triplane
Descrizione
Tipoaereo da bombardamento
Equipaggio4
ProgettistaGabriel Voisin
CostruttoreFrancia (bandiera) Aéroplanes Voisin
Data primo volo1915
Esemplari1
Dimensioni e pesi
Lunghezza23,8 m
Apertura alare38 m
Altezza5,42 m
Superficie alare200 m²
Peso a vuoto4500 kg
Peso max al decollo6500 kg
Propulsione
Motorequattro Salmson
Potenza270 CV (160 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max140 km/h a 2.000 m
Velocità di crociera120 km/h
Autonomia420 km
Tangenza2.000 m

i dati sono estratti da Voisin Triplan[1]

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Il VoisinTriplane fu un aereo da bombardamento quadrimotore triplano sviluppato in Francia dalla nella seconda metà degli anni dieci del XX secolo e rimasto allo stadio di prototipo.[2]

Storia del progetto

Nel 1915 il governo francese ordinò ai produttori di aerei di sviluppare e costruire propri bombardieri pesanti, analoghi a quelli sviluppati dai tedeschi, in grado di attaccare il centro industriale di Essen.[2] In quello stesso anno Gabriel Voisin e il suo ufficio tecnico costruirono, in sole cinque settimane, un grande triplano, propulso da quattro motori Salmson da 270 CV intallati in tandem.[1] Il Voisin Triplane fu il primo quadrimotore costruito in Francia.[2] I collaudi dell'aereo iniziarono nel 1915 con Joseph Frantz come pilota collaudatore.[2] Il velivolo aveva un'apertura alare 38 m, una lunghezza 23,80 m, un'altezza 5,42 m e una superficie alare di 200 mq.[3] Il peso a vuoto era di 4.500 kg, mentre quello a pieno carico di 6.500 kg.[1] La velocità massima arrivava a 140 km/h a 2.000 m, la salita a 2.000 m avveniva in 20 min, mentre l'autonomia era 420 km (3 ore).[2] La fusoliera aveva una cabina di pilotaggio parzialmente chiusa per i piloti.[3] Un'enorme trave rettangolare si estendeva da appena dietro la cabina di pilotaggio attraverso la parte anteriore delle ali centrale e superiore.[2] Questa struttura conteneva i radiatori per tutti e quattro i motori. Una seconda trave triangolare collegava l'ala superiore al timone.[2] Il carrello di atterraggio era costituito da tre ruote in tandem sotto l'ala inferiore.[2] Un'enorme ruota anteriore era semi-incassata nel muso per impedire all'aereo di ribaltarsi durante l'atterraggio.[2] Le tre ali erano supportate da una complessa serie di montanti.[2] Gli alettoni erano posizionati sulle ali centrali e superiori ed erano controllati da due ruote concentriche all'interno della cabina.[2] La ruota esterna controllava gli alettoni sull'ala superiore; la ruota interna controllava gli alettoni sull'ala centrale.[2] Questi ultimi venivano utilizzati solo per compensare il volo asimmetrico dovuto a un guasto del motore.[2] L'esteso rinforzo in fili e montanti contribuiva alla sua bassa velocità.[2] Erano previste due postazioni difensive per le mitragliatrici, una sul muso e la seconda dietro il bordo d'uscita delle ali, che sparavano verso il basso attraverso un'apertura nella fusoliera.[4][5]

Il bombardiere, denominato "J.Benoist -L.Mijduant" fu presentato alle autorità militari il 15 agosto 1915.[1] Durante i collaudi, il velivolo raggiunse una velocità massima di 140 km/h, mentre la sua autonomia pratica fu di soli 420 chilometri, il che non consentiva in alcun modo bombardamenti dietro le linee tedesche.[1] Anche gli altri due bombardieri presentati alla competizione non impressionarono i militari e la richiesta per un bombardiere pesante fu annullata.[2] Il Voisin Triplane venne smontato e i suoi pezzi di ricambio rimasero per in giacenza per quasi un anno, quando le ali vennero utilizzate sul successivo modello Voisin E.28 Triplane del 1916.[2]

Note

Bibliografia

  • (EN) James J. Davilla e Arthur M. Soltan,, French aircraft of the First World War, Flying Machines Press, 2002.
  • Luigi Mancini (a cura di), Grande Enciclopedia Aeronautica, Milano, Edizioni Aeronautica, 1936.
  • (EN) Leonard E. Opdycke, French Aeroplanes Before the Great War, Atglen, Pennsylvania, Schiffer Military History, 1999.
  • (EN) Peter M. Bowers e Ernest R. McDowall, Triplanes: A Pictorial History of the World's Triplanes and Multiplanes, St. Paul, Minnesota, Motorbooks International Press, 2002.

Voci correlate

  • Goupy Triplane

Altri progetti

Collegamenti esterni