Volo Flash Airlines 604
| Volo Flash Airlines 604 | |
|---|---|
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| Tipo di evento | Incidente |
| Data | 3 gennaio 2004 |
| Tipo | Disorientamento spaziale; errore del pilota; addestramento inadeguato |
| Luogo | Mar Rosso, vicino a Sharm el-Sheikh |
| Stato | |
| Coordinate | 27°50′00″N 34°26′00″E |
| Tipo di aeromobile | Boeing 737-3Q8 |
| Nome dell'aeromobile | Noar |
| Operatore | Flash Airlines |
| Numero di registrazione | SU-ZCF |
| Partenza | Aeroporto internazionale di Sharm el-Sheikh, Egitto |
| Scalo intermedio | Aeroporto Internazionale del Cairo, Il Cairo, Egitto |
| Destinazione | Aeroporto di Parigi-Roissy, Parigi, Francia |
| Occupanti | 148 |
| Passeggeri | 135 |
| Equipaggio | 13 |
| Vittime | 148 |
| Sopravvissuti | 0 |
| Danni all'aeromobile | Distrutto |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati estratti da Aviation Safety Network | |
| voci di incidenti aerei presenti su Wikipedia | |
Il volo Flash Airlines 604 è stato un volo charter dall'aeroporto Internazionale di Sharm el-Sheikh, in Egitto all'aeroporto di Parigi Charles de Gaulle, in Francia, con scalo all'aeroporto Internazionale del Cairo, operato dalla compagnia charter privata egiziana Flash Airlines. Il 3 gennaio 2004, il Boeing 737-300 che operava la rotta precipitò nel Mar Rosso poco dopo il decollo da Sharm el-Sheikh, uccidendo tutti i 135 passeggeri, per la maggior parte turisti francesi, e tutti i tredici membri dell'equipaggio.[1] I risultati dell'indagine sull'incidente sono stati controversi, con gli investigatori dei diversi paesi coinvolti incapaci di concordare sulla causa dell'incidente.
Il volo 604 è stato il peggior disastro aereo in Egitto fino a quando, quasi 12 anni dopo, è stato superato dall'attentato al volo Metrojet 9268.[2] Rimane il peggior incidente che abbia coinvolto un Boeing 737 Classic.[3]
Contesto
Aereo
L'aeromobile coinvolto, costruito nell'ottobre 1992, era un Boeing 737-3Q8 di 11 anni, equipaggiato con due motori CFM International CFM56-3C1. Al momento dell'incidente, aveva accumulato circa 25 600 ore di volo e 18 000 cicli di decollo e atterraggio.[4]
Equipaggio
Il comandante del volo 604 era Khedr Abdullah, 53 anni, che aveva accumulato quasi 7 500 ore di volo, di cui 474 su Boeing 737. Il primo ufficiale era Amr al-Shaafei, 25 anni, che aveva meno di 800 ore di esperienza di volo, di cui 242 su Boeing 737. Nella cabina di pilotaggio era presente anche Ashraf Abdelhamid, 42 anni, che stava seguendo un addestramento come primo ufficiale e aveva esperienza di volo su jet aziendali.[5]
Passeggeri
I passeggeri a bordo del volo erano per la maggior parte turisti francesi provenienti dall'area metropolitana di Parigi. Un elenco provvisorio dei passeggeri, datato 5 gennaio 2004, indicava che dodici intere famiglie francesi erano salite a bordo del volo.[6] All'aeroporto Charles de Gaulle si presentarono solo i membri di diciassette famiglie per accogliere i passeggeri in arrivo; ciò fece intuire al personale aeroportuale che intere famiglie erano morte sul volo 604.[7]
L'incidente
Alle ore 04:42 EET (02:42 UTC) del 3 gennaio 2004 il volo Flash Airlines 604, operato con il Boeing 737-3Q8 immatricolato SU-ZCF, pilotato dal comandante Abdullah Khadr (uno dei piloti egiziani più esperti, con oltre 7 000 ore di volo accumulate e una pluridecorata carriera nell'Aeronautica militare egiziana) e dal copilota Amr Shaafei, decollò dalla pista 22R dell'aeroporto Internazionale di Sharm el-Sheikh in direzione di Parigi, previo scalo tecnico al Cairo.[8][9][10]
Durante la salita, il comandante cominciò a virare verso sinistra per intercettare la radiale 306 del VOR di Sharm el-Sheikh ed immettersi nell'aerovia diretta al Cairo, poi chiese al copilota Shaafei di inserire il pilota automatico.[10] Tuttavia, il comandante Khedr lanciò un’esclamazione incomprensibile e il pilota automatico si disattivò bruscamente (potrebbe trattarsi di un’azione intenzionale dei piloti oppure di un evento automatico). Poco dopo, il copilota avvertì il comandante che il velivolo, contrariamente a quanto avrebbe dovuto fare, stava virando verso destra con un bank angle (angolo di virata) eccessivo; Khadr, dopo essere lungamente rimasto impassibile alle sollecitazioni del suo sottoposto, gli rispose di riportare il velivolo in assetto.[11] Il secondo pilota obbedì e riportò l'aereo in assetto orizzontale; nel giro di pochi istanti tuttavia il Boeing riprese a rollare verso destra; al raggiungimento di un angolo di rollio pari a 50 gradi (ampiamente superiore alla soglia di sicurezza), il copilota esclamò più volte "overbank!" (ci incliniamo). L'inclinazione aumentò a 111 gradi e l'asse longitudinale si inclinò a sua volta verso il basso di 43 gradi: l'aereo iniziò così a perdere quota, calando presto a 3 470 piedi (1 060 m).
Nella cabina di pilotaggio era presente anche un allievo pilota, Ashraaf Amid, in corso di formazione per diventare primo ufficiale; costui a questo punto gridò più volte ai piloti di diminuire la potenza[11]; le manette vennero quindi spostate in posizione Idle (motori al minimo di spinta). A questo punto il comandante sembrò in grado di riprendere il controllo dell'aereo, ma subito si attivò l'allarme di velocità eccessiva. Incapace di riprendere quota, alle 04:45, l'aereo impattò con l'acqua alla velocità di 416 nodi (770 km/h), distruggendosi.[9] Tutti i passeggeri e i membri dell'equipaggio morirono nell'impatto.
In mancanza di notizie certe, inizialmente all'aeroporto parigino Charles de Gaulle il volo venne dato come ritardatario. Solamente due ore dopo l'orario di arrivo previsto, le autorità cominciarono ad informare dell'accaduto parenti ed amici delle vittime, i quali furono poi condotti in un hotel, dove fu consegnata loro la lista ufficiale dei passeggeri effettivamente a bordo dell'aereo.[10][12]
Le indagini
Le indagini furono compiute da personale del Ministero dell'aviazione civile egiziano (MCA) e da tecnici del National Transportation Safety Board (NTSB) e del Bureau d'enquêtes et d'analyses pour la sécurité de l'aviation civile (BEA).
Inizialmente si pensò che la causa del disastro potesse essere stato un atto terroristico, infatti nei giorni precedenti diverse compagnie aeree dovettero cancellare parecchi voli in seguito a segnalazioni di possibili attentati; inoltre il Primo ministro britannico dell'epoca, Tony Blair, stava trascorrendo un periodo di vacanza nella zona di Sharm el-Sheikh. In seguito, un gruppo di terroristi yemeniti dichiarò di aver distrutto l'aereo come segno di protesta contro una nuova legge in discussione in Francia che avrebbe vietato l'uso del velo nelle scuole.[13] Gli investigatori esclusero l'ipotesi dell'attentato analizzando il luogo in cui si erano depositati i detriti, infatti erano tutti disposti in una zona piuttosto ristretta, lasciando intendere che quando l'aereo impattò con la superficie del mare era ancora integro.[10]
Il recupero delle scatole nere era reso problematico dal fatto che il relitto era ubicato ad una profondità di oltre 1 000 metri, ma dopo due settimane di ricerche il dispositivo venne individuato da una nave di soccorso francese e recuperato da un sottomarino a comando remoto. I nastri delle registrazioni, analizzati congiuntamente al Cairo, non fornirono indicazioni sulla causa dell'incidente, mentre i registri di manutenzione del velivolo non poterono essere controllati in quanto l'unica copia esistente era a bordo del velivolo.[10]
La MCA pubblicò il rapporto finale dell'incidente il 25 marzo 2006. In esso non venne individuata una causa probabile ma ben quattro "possibili cause".[14]
L'NTSB e il BEA conclusero invece che il comandante accusò un disorientamento spaziale e che il copilota non volle entrare in contrasto con la maggiore esperienza del suo superiore suggerendogli come ovviare agli inconvenienti riscontrati, infatti l'analisi del Cockpit Voice Recorder mostrò che trascorsero ben 24 secondi prima che i piloti iniziassero le manovre correttive per riportare in assetto l'aereo; inoltre, sempre secondo l'NTSB e il BEA, i piloti non avevano ricevuto un addestramento adeguato.
L'NTSB emise un rapporto conclusivo delle indagini nel quale si può leggere:
Le autorità egiziane furono in disaccordo con questa valutazione, sostenendo che se il comandante Khadr, che aveva esperienza sia come pilota che come addestratore, avesse rilevato problemi alla strumentazione, avrebbe saputo come porvi rimedio e attribuirono la causa dell'incidente ad un guasto agli alettoni o ai flaps dell'ala destra.[10] Alcuni giornali suggerirono che il probabile guasto sarebbe dovuto all'insufficiente manutenzione dei velivoli della Flash Airlines, ipotesi ripresa anche dal capo del BEA durante una conferenza stampa.[16]
La rivista specializzata "Avionics magazine" suggerì che le differenze presenti nella strumentazione del MiG-21 (aereo pilotato per anni dal comandante Khadr) rispetto a quella del Boeing 737 potrebbero aver contribuito al disastro.[17]
Due mesi dopo l'incidente, Flash Airlines dichiarò fallimento.
Nella cultura di massa
L'incidente del volo 604 della Flash Airlines è stato analizzato nell'episodio Disastro nel Mar Rosso della quarta stagione del documentario Indagini ad alta quota trasmesso dal National Geographic Channel.
Note
- ↑ (EN) Harro Ranter, Loss of control Accident Boeing 737-3Q8 SU-ZCF, Saturday 3 January 2004, su aviation-safety.net. URL consultato il 20 aprile 2026.
- ↑ (EN) Harro Ranter, Unlawful Interference Airbus A321-231 EI-ETJ, Saturday 31 October 2015, su aviation-safety.net. URL consultato il 20 aprile 2026.
- ↑ (EN) Harro Ranter, Aviation Safety Network > > Boeing 737 Classic, su aviation-safety.net. URL consultato il 20 aprile 2026.
- ↑ (EN) Egyptian Ministry of Civil Aviation, Final report Flash Airlines 604 (PDF), su asn.flightsafety.org. URL consultato il 20 aprile 2026.
- ↑ (EN) CTV.ca | Crews find Egyptian plane crash 'black box', su www.ctv.ca. URL consultato il 20 aprile 2026 (archiviato dall'url originale il 26 dicembre 2004).
- ↑ (EN) Twelve entire families named among Red Sea crash victims as Swiss, su The Independent, 5 gennaio 2004. URL consultato il 20 aprile 2026.
- ↑ (EN) Paul Webster, Families of air crash victims fly to Egypt, in The Guardian, 4 gennaio 2004. URL consultato il 20 aprile 2026.
- ↑ (EN) Daily Star Egypt staff, Report blames technical failure for 2004 Flash Airlines crash, in Daily News Egypt, 27 marzo 2006. URL consultato il 14 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 28 febbraio 2009).
- 1 2 (EN) Egiptyan Ministry of Civil Aviation, Final report of the accident investigation (PDF), pp. 11-1 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2015).
- 1 2 3 4 5 6 Indagini ad alta quota: episodio 4x9, Disastro nel Mar Rosso [Vertigo].
- 1 2 (EN) Aviation Safety Network, ASN Aircraft accident Boeing 737-3Q8 SU-ZCF Sharm el Sheikh, su aviation-safety.net. URL consultato il 9 maggio 2011.
- ↑ (EN) Paul Webster, Families of air crash victims fly to Egypt, in The Observer, 4 gennaio 2004. URL consultato il 13 maggio 2011.
- ↑ Francia, nelle scuole pubbliche al bando il velo islamico, in Repubblica.it, 2004. URL consultato il 15 maggio 2011.
- ↑ (EN) Egiptyan Ministry of Civil Aviation, Final report of the accident investigation (PDF), p. 1171. URL consultato il 15 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2015).
- ↑ (EN) NTSB, U.S. Summary Comments on Draft Final Report of Aircraft Accident Flash Airlines flight 604, Boeing 737-300, SU-ZCF January 3, 2004, Red Sea near Sharm El-Sheikh, Egypt (PDF), p. 7. URL consultato il 15 maggio 2011.
- ↑ Massimo Nava, «Sapevamo che l'aereo caduto non era sicuro», in Corriere della Sera, 5 gennaio 2004, p. 9. URL consultato il 15 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).
- ↑ (EN) David Evans, Safety: Mode Confusion, Timidity Factors, in Avionics magazine, 1º luglio 2005. URL consultato il 15 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2012).
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- La scheda dell'incidente su Aviation-safety.net, su aviation-safety.net.
- Il rapporto ufficiale sull'incidente (PDF), su bea.aero. URL consultato il 20 maggio 2011 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2015).

