Walid Khalidi

Walid Khalidi nel 2014

Walīd Khālidī (in arabo وليد خالدي‎?; Gerusalemme, 16 luglio 1925 – Cambridge, 8 marzo 2026) è stato uno storico palestinese specializzato nell'esodo palestinese del 1948. Co-fondatore dell'Istituto per gli Studi sulla Palestina (IPS), fondato a Beirut nel dicembre 1963 come centro indipendente di ricerca nel merito della Palestina e sul conflitto arabo-israeliano, Khalidi ne fu il segretario generale fino al 2016. Il primo incarico accademico di Khalidi fu ad Oxford, una posizione da cui si dimise nel 1956 in segno di protesta verso l'invasione britannica di Suez. È stato Professore di Political Studies all'Università Americana di Beirut fino al 1982 e successivamente ricercatore associato al Harvard Center for International Affairs.[1]

Descritto dall'IPS come «lo storico della causa palestinese»[2] e primo a portare alla luce il Piano Dalet.[2] La sua opera di storico è stata influente nella ricerca accademica, nello sviluppo istituzionale e nella diplomazia. Il suo lavoro accademico, secondo Rashid Khalidi, ha svolto un ruolo chiave nel plasmare sia le reazioni palestinesi sia in senso più ampio a tutta la comunità araba alla perdita della Palestina e nell'indicare i modi ai palestinesi per garantirsi di rimanere presenti nel contesto geopolitico mediorientale.[3]

Vita e carriera

Khalidi nacque a Gerusalemme il 16 luglio 1925.[4] Suo padre, Ahmad Samih Khalidi, era preside dell'Arab College of Jerusalem[5] da una famiglia che aveva le proprie radici nella Palestina pre-crociata. La sua matrigna, Anbara Salam Khalidi fu una attivista femminista, traduttrice e scrittrice libanese la cui opera contribuì all'emancipazione delle donne arabe e il suo primo insegnante privato fu G. B. Farrell.[6]

Khalidi ricevette la sua prima istruzione a Ramallah prima di frequentare la St George's School di Gerusalemme.[2] Si laureò successivamente all'Università di Londra nel 1945 per poi studiare all'Università di Oxford, conseguendo un master of letters. nel 1951 insegnò alla facoltà di Studi Orientali di Oxford fino alle sue dimissioni in segno di protesta per la all'aggressione trilaterale britannica, francese e israeliana all'Egitto nel 1956, per trasferirsi all'Università Americana di Beirut.[7] Negli anni cinquanta scrisse due saggi su Abd al-Ghani al-Nabulsi, un dotto sufi siriano la cui produzione letteraria era nel merito della tolleranza che praticò in vita nei confronti degli ebrei e dei cristiani con cui entrò in contatto.[8]

Sotto la sua guida, l'Istituto per gli Studi sulla Palestina, fondato nel 1963, produsse una lunga serie di monografie in inglese e in arabo e diverse importanti traduzioni di testi ebraici in arabo: La storia della Haganah, i diari di David Ben-Gurion e di Shertok. Produsse anche lavori pionieristici sulla caduta di Haifa e di Deir Yassin. Le sue opere più note sono Before Their Diaspora, un saggio fotografico sulla società palestinese prima del 1948, e All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated by Israel in 1948, raccolta enciclopedica di storie di villaggi palestinesi da lui curata. Nel 1982 divenne ricercatore associato senior presso l'Istituto di studi sul Medio Oriente di Harvard.[6] In generale, i suoi interessi intellettuali spaziarono dalla storia moderna europea alle relazioni internazionali dal punto di vista strategico e militare.[8] Nel 1983 Khalidi fu consigliere della delegazione irachena alle Nazioni Unite.[2]

Khalidi fu critico del coinvolgimento palestinese nella guerra civile libanese: in una discussione con Yasser Arafat disse al leader palestinese che l'OLP «non aveva nessuna ragione» di prendere parte al conflitto.[9][10]

Morte

Khalidi morì a Cambridge, nel Massachusetts, l'8 marzo 2026, all'età di 100 anni.[11][2]

Posizione sulla questione palestinese

La posizione dichiarata di Khalidi sulla questione palestinese era a favore di una soluzione dei due Stati.[12][13] Khalidi scrisse su Foreign Affairs nel 1988: «Uno stato palestinese nei territori occupati entro le frontiere del 1967 in pacifica coesistenza accanto a Israele è l'unico candidato concettuale a un compromesso storico di questo conflitto secolare. Senza di esso il conflitto rimarrà aperto.»[14]

Khalidi fu rappresentante palestinese nella delegazione palestinese-giordaniana ai colloqui di pace mediorientali della Conferenza di Madrid, prima degli Accordi di Oslo.[2] Non ricoprì alcuna carica nell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) né in alcuno dei suoi organi.[15]

Recensioni critiche

Moshe Brawer, professore di geografia all'Università di Tel Aviv, scrisse che l'opera enciclopedica di Khalidi All that Remains soffre di «ricerca sul campo inadeguata». Brawer criticò l'eccessivo affidamento di Khalidi su una versione modificata delle Statistiche dei villaggi, che Khalidi stesso riconobbe fornire solo stime approssimative, senza fare uso di altre fonti o le fotografie aeree della RAF, che avrebbero fornito stime più accurate.[16]

Ann M. Lesch della Villanova University scrisse che «Come documentazione accademica, All That Remains diventerà la fonte definitiva per la ricerca sullo spostamento palestinese del 1948.»[17]

Opere

In lingua araba

  • al-Sahyūniyya fī miʾat ʿām: min al-buka ʿalà al-atlal ilà al-haymana ʿalà al-Mashriq al-ʿArabī, 1897-1997, Dar al-Nahār, 1998; ISBN 2842890663
  • Khamsūn ʿāman ʿalà taqsīm Filasṭīn, 1947-1997, Dar al-Nahār, 1998; ISBN 284289071X
  • Per non dimenticare mai: i villaggi della Palestina distrutti da Israele nel 1948 e i nomi dei loro martiri (arabo tradotto in francese da Housni Zeinah), Institute for Palestine Studies, 2001, ISBN 9953-9001-2-4

In lingua inglese

  • Plan dalet: The Zionist Master Plan for the conquest of Palestine, ASIN B0007KDVQ8, 1961
  • Thinking the unthinkable: A sovereign Palestinian state, Council on Foreign Relations, 1978
  • Regiopolitics: Toward a U.S. policy on the Palestine problem, Council on Foreign Relations, ASIN B0006XSD6O, 1981
  • Conflict and violence in Lebanon: Confrontation in the Middle East, Center for International Affairs, Harvard University, ISBN 0876740387, 1983
  • At a Critical Juncture: The United States and the Palestinian People, Center for Contemporary Arab, ISBN 9990421382, 1989
  • The Gulf Crisis: Origins and Consequences, Boynton/Cook Publishers, ISBN 0887282180, 1991
  • The Middle East Post War Environment, Washington, Institute for Palestine Studies, ISBN 0887282334, 1991
  • Palestine Reborn, I B Tauris & Co Ltd, ISBN 1850435596, 1993
  • Haifa: Transformation of a Palestinian Arab Society 1918-1939, 1995
  • Islam, the West, and Jerusalem, Center for Muslim-Christian Understanding, ISBN 1-929218-08-7, 1996
  • The Ownership of the U.S. Embassy Site in Jerusalem, ISBN 0887282776, 2002
  • The Prospects of Peace in the Middle East, ISBN 2842894111, 2002
  • From Haven to Conquest: Readings in Zionism and the Palestine Problem Until 1948 (Anthology Series, No 2)Institut des études palestiniennes, ISBN 0887281559, 1987
  • Islam the West and Jerusalem: A Symposium, Center for Contemporary Arab, 1998
  • A Broken Trust: Sir Herbert Samuel, Zionism and the Palestinians, Library of Modern Middle East Studies, I. B. Tauris, 2001
  • Préface de History of the Arabs, Revised: 10th Edition de Philip Hitti, Palgrave Macmillan; 10th Rev edition, ISBN 0333631420, 2002
  • Before Their Diaspora: A Photographic History of the Palestinians, 1876-1948, Washington, Institute for Palestine Studies, ISBN 0-88728-1443, 2004
  • All That Remains: The Palestinian Villages Occupied and Depopulated by Israel in 1948, Washington, Institute for Palestine Studies, ISBN 0887283063, 2006

Note

  1. ↑ Hirsch & Housen-Couriel, 1995, p. 98.
  2. 1 2 3 4 5 6 Nils Adler, Walid Khalidi, historian of the Palestinian cause, dies aged 100, in Al Jazeera, 9 marzo 2026. URL consultato il 9 marzo 2026.
  3. ↑ Rashid Khalidi, 'Walid Khalidi,' in Philip Mattar, Encyclopedia of the Palestinians, Facts on File, ed. riveduta 2005 pp. 280–284.
  4. ↑ An Impossible Friendship: Group Portrait, Jerusalem Before and After 1948, su jstor.org.
  5. ↑ Walid al-Khalidi, Architect of Modern Palestinian Historiography, Dies at 100, su Palestine Chronicle, 9 marzo 2026. URL consultato il 9 marzo 2026.
  6. 1 2 Rashid Khalidi, 'Walid Khalidi,' in Philip Mattar (a cura di), Encyclopedia of the Palestinians, Infobase Publishing, 2005 pp. 280–284.
  7. ↑ Renowned Palestinian historian Walid Khalidi dies aged 100, su Middle East Eye, 9 marzo 2026. URL consultato il 9 marzo 2026.
  8. 1 2 Camille Mansour e Leila Fawaz (a cura di), Transformed Landscapes: Essays on Palestine and the Middle East in Honor of Walid Khalidi, American University in Cairo Press, 2009 pp. ix–xiii.
  9. ↑ Efraim Karsh, No Love Lost, in The Myth of Palestinian Centrality, 2014, pp. 27–29.
  10. ↑ Palestinian historian and academic Walid al-Khalidi dies aged 100, su The New Arab, 8 marzo 2026. URL consultato il 9 marzo 2026.
  11. ↑ The Passing of Walid Khalidi, Co-Founder and Honorary President of the Institute for Palestine Studies (1925–2026), su Institute for Palestine Studies. URL consultato l'8 marzo 2026.
  12. ↑ Walid Khalidi, Thinking the Unthinkable: A Sovereign Palestinian State, in Foreign Affairs, vol. 56, n. 4, luglio 1978, pp. 695–713, DOI:10.2307/20039986, JSTOR 20039986.
  13. ↑ Moshe Hirsch, Housen-Couriel, Deborah; Lapidoth, Ruth, 44, in Whither Jerusalem?: proposals and positions concerning the future of Jerusalem, L'Aia, Nijhoff, 1995, p. 98, ISBN 978-90-411-0077-1.
  14. ↑ Khalidi, Walid. "Toward Peace in the Holy Land", Foreign Affairs, primavera 1988.
  15. ↑ Hansard Records, 13 aprile 1983, vol. 40, c407W.
  16. ↑ Moshe Brawer, All that remains?, in Israel Affairs, vol. 1, n. 2, 1994, pp. 334–345, DOI:10.1080/13537129408719331.
  17. ↑ Ann Lesch, All That Remains, in British Journal of Middle Eastern Studies, vol. 20, n. 1, 1993, pp. 111–113, DOI:10.1080/13530199308705573.

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