Week-end di terrore

Week-end di terrore
Jason Voorhees (Richard Brooker) con indosso l'iconica maschera da hockey in una scena del film
Titolo originaleFriday the 13th Part III
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1982
Durata95 min
Rapporto2,35:1
Genereorrore
RegiaSteve Miner
SoggettoVictor Miller
SceneggiaturaMartin Kitrosser, Carol Watson
ProduttoreLisa Barsamian, Frank Mancuso Jr.
FotografiaGerald Feil
MontaggioGeorge Hively
Effetti specialiMartin Becker
MusicheHarry Manfredini, Michael Zager
ScenografiaRobb Wilson King
CostumiSandi Love
TruccoShanon Ely, Cheri Minns
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Logo ufficiale del film

Week-end di terrore (Friday the 13th Part III) è un film horror del 1982 diretto da Steve Miner.

Terzo titolo della saga cinematografica slasher di Venerdì 13, il film è noto nell'ambito del cinema horror, poiché per la prima volta Jason Voorhees indossa l’iconica maschera da hockey.

Il film fu realizzato in 3D ma questa versione è disponibile soltanto in Giappone. Questo è l'unico film dove non viene pronunciato il nome di Jason (escludendo i pezzi tratti dal secondo capitolo della saga).

L'edizione home video è stata distribuita con il titolo Venerdì 13 parte III - Week-end di terrore.

Trama

Ore dopo il film precedente, Jason Voorhees ripresosi dallo scontro avuto con Ginny Field e il suo ragazzo Paul, uccide Harold ed Edna, i proprietari di un negozio ai pressi del lago, rubando nuovi vestiti, per poi recarsi verso la fattoria locale di Higgin's Haven.

Il giorno dopo, la giovane Chris Higgins e il suo gruppo di amici, composto dal suo fidanzato Rick, l'incinta Debbie e il suo compagno Andy, il buffone Shelley, l'altezzosa Vera (che è anche l'appuntamento al buio di Shelley) e i due hippie Chuck e Chili, vanno a passare un week-end in tranquillità alla fattoria della ragazza. Quando Shelley e Vera si dirigono in un supermarket per fare compere entrano però in conflitto con un trio di motociclisti, Ali, Paco e Fox. I motociclisti, così, li inseguono fino alla fattoria con l'intenzione di vendicarsi rubando la benzina dal furgoncino dei ragazzi e usarla per dare fuoco al fienile. Tuttavia, uno ad uno, i tre teppisti muoiono per mano di Jason, che li uccide con un forcone.

Col calare della sera, Jason ne approfitta per uccidere Shelley, coprendosi il volto con la maschera da Hockey che quest'ultimo aveva utilizzato per uno scherzo a Vera, per poi uccidere anche quest'ultima con un colpo d'arpione all'occhio sinistro. Armato di machete, l'assassino entra nell'abitazione uccidendo prima Andy, tagliandolo a metà, e infine Debbie, infilzandola sull'amaca in cui era sdraiata facendo morire anche il bambino in grembo. Jason taglia poi la corrente della fattoria per avvicinare Chuck, che folgora a morte afferrandolo e lanciandolo contro il generatore elettrico, poi uccide Chili, trafiggendola con un attizzatoio da camino rovente.

Intanto, Chris e Rick, che si erano allontanati prima che iniziassero gli omicidi, si mettono a parlare di quando lei, due anni prima, venne attaccata da un uomo deforme, a cui però Chris riuscì a scappare anche se non ricorda come (come Alice Hardy) ed è tornata alla fattoria per superare questa sciocca paura. Quando i due ragazzi tornano alla fattoria, Jason uccide Rick schiacciandogli il cranio con le sue mani e poi inizia a inseguire Chris all'interno della casa, ma lei riesce a stordire brevemente il killer gettandogli addosso una libreria per poi nascondersi nell'armadio. Lì la ragazza trova il cadavere di Debbie e viene scoperta, riesce ad uscire di casa ma non riuscendo a partire col furgone a secco, si nasconde nel fienile. Chris riesce a impiccare Jason e crede che sia morto, sbagliandosi. Jason, per liberarsi, è costretto a togliersi temporaneamente la maschera mostrando la faccia a Chris, che lo riconosce come l'uomo che l'assalì qualche anno prima. La ragazza, a questo punto, approfittando di una distrazione causata da un redivivo Ali, che Jason procede a uccidere con una mannaia, si arma di accetta e, appena Jason si volta, la conficca nel cranio dell'assassino, che cade a terra inerme.

Nel finale, Chris troppo stanca, dorme in mezzo al lago su una canoa. Prima di svegliarsi, la ragazza fa un incubo dove viene quasi presa da Jason (senza maschera e ferito dal colpo precedente), che scompare, e poi viene presa dal cadavere di Pamela Voorhees che la porta sul fondo del lago con sé. Chris si sveglia e viene salvata da alcuni poliziotti, mentre Jason, apparentemente morto, è ancora a terra nel fienile.[1]

Versioni alternative

  • Un finale alternativo vedeva Jason decapitare Chris. Sembra, comunque, prima di scoprirsi un altro sogno, questa scena è però inclusa nella versione romanzata.
  • Un altro finale alternativo vedeva Ali sopravvivere: Chris apre la porta per trovare Jason, ma viene spaventata da Ali. Entrambi scappano. Poco dopo arrivano i paramedici ma non trovano il corpo di Jason.
  • Le seguenti scene furono tagliate perché considerate non necessarie:
    • La scena della morte di Andy mostrava la sua gamba destra e lo stomaco che venivano asportati.
    • La morte di Vera era più lunga, includeva più sangue e una sua reazione. Venne tolta perché considerata troppo realistica.
    • La morte di Edna fu tagliata perché conteneva troppo sangue.
    • L'impalamento di Chili fu tagliato. Nella prima versione veniva fatto vedere insieme ad uno spruzzo di sangue.
    • La morte di Debbie mostrava un getto di sangue attraverso la sua metà superiore.

Produzione

Sceneggiatura

Inizialmente, una delle prime stesure del copione vedeva il personaggio di Ginny Field (Amy Steel) del film precedente L'assassino ti siede accanto, in un ospedale psichiatrico. Traumatizzata dagli eventi trascorsi, alla fine scopriva che Jason Voorhees era sopravvissuto e la stava cercando nell'ospedale, uccidendo lo staff e altri pazienti nel frattempo. Un altro concept proposto si concentrava ancora su Ginny, che aveva iniziato a imparare l'autodifesa ed era tornata al college dopo essere sopravvissuta alla sua terribile esperienza nel film precedente. Dopo aver trovato il cadavere di Paul Holt (John Furey) nel suo dormitorio, lei e Ted Bowen (Stuart Charno) si preparano a rintracciare Voorhees e ad affrontarlo in uno scontro finale.[2] All'epoca, la Steel rifiutò il ruolo a causa del suo coinvolgimento in altri progetti, il che comportò modifiche significative alla sceneggiatura.[3] Steel ricordò: «Mi volevano davvero per Parte III. Non avevano una sceneggiatura, ma mi avrebbero solo mostrato una sorta di schema. Poi sono intervenuti i miei agenti, e non so se per una questione di soldi o di sceneggiatura, ma non l'ho fatto».[4]

Allo sceneggiatore Ron Kurz, che aveva scritto L'assassino ti siede accanto, fu chiesto di scrivere una revisione della sceneggiatura, ma anche lui rifiutò. Per scrivere la sceneggiatura furono invece assunti i coniugi sceneggiatori Martin Kitrosser e Carol Watson, che completarono la prima bozza. Kitrosser era stato il supervisore alla sceneggiatura dei primi due film.[5] La Paramount successivamente chiamò Petru Popescu per modificare il copione e renderlo "più sinistro e minaccioso". Sebbene la versione finale filmata della sceneggiatura contenesse contributi significativi da parte di Popescu, egli non venne accreditato.

Il copione di Week-end di terrore prevedeva che Jason indossasse una maschera da hockey a nasconderne il volto; questa maschera sarebbe diventata il marchio di fabbrica del personaggio, immediatamente riconoscibile nella cultura popolare negli anni a venire.[6][7]

Casting

Lo sceneggiatore Popescu dichiarò che il casting si basò sull'aspetto fisico piuttosto che sul talento[8] e ricordò che la sua visione dei personaggi era in netto contrasto con il cast scelto dal regista Steve Miner. Dana Kimmel fu scelta per il ruolo principale di Chris Higgins dopo che Miner era venuto a conoscenza del suo coinvolgimento in Sweet Sixteen, un altro film slasher in cui era apparsa con Bo Hopkins e Susan Strasberg. A Tracie Savage, che in precedenza aveva lavorato come attrice bambina, fu offerto il ruolo di Debbie Klein tramite il suo agente. Larry Zerner era stato scoperto dai direttori del casting mentre camminava lungo una strada e gli fu offerto il ruolo di Shelly. Per il ruolo di Jason Voorhees, Miner scritturò lo stuntman britannico Richard Brooker.

Riprese

La maschera da hockey indossata da Jason a partire dal terzo film della serie, divenne una caratteristica identificativa del personaggio

Il film fu girato presso il Valuzet Movie Ranch a Sangus in California, tra il marzo e il maggio del 1982.[9] Fu il primo capitolo della serie a non essere girato sulla East coast.[10] La casa, il fienile e il lago mostrati nel film sono stati tutti costruiti su misura. La casa rimase nel ranch fino a quando andò distrutta a causa di un incendio nel 2006. Ulteriori riprese per le scene del film ambientate nel negozio di alimentari furono girate in un piccolo negozio a Green Valley, California.

La decisione di fare indossare una maschera da hockey a Jason Voorhees fu presa durante un controllo delle luci sul set; il supervisore degli effetti 3D del film, Martin Sadoff, era un appassionato di hockey e fornì a Miner una maschera da portiere dei Detroit Red Wings. A Miner piacque molto la maschera, ma durante le riprese di prova si accorse che era troppo piccola. Utilizzando una tecnica chiamata VacuForm, il direttore degli effetti speciali del trucco Doug White ingrandì la maschera e creò un nuovo stampo con cui lavorare. Dopo che White ebbe terminato gli stampi, il direttore artistico Terry Ballard applicò nuovi triangoli rossi sulla maschera per conferirle un aspetto unico. Furono inoltre praticati dei fori nella maschera e i segni furono modificati, rendendola diversa dal modello originale di Sadoff. Furono create due maschere facciali per Richard Brooker da indossare sotto la maschera da hockey: una maschera era composta da circa 11 diversi apparecchi e richiedeva circa sei ore per essere applicata al viso di Brooker; questa maschera veniva utilizzata per le scene in cui la maschera da hockey veniva rimossa. Nelle scene in cui la maschera da hockey copre il viso, veniva creata una semplice maschera per la testa. Questa maschera monoblocco si infilava semplicemente sulla testa di Brooker, esponendo il viso ma non il resto della testa. Le maschere protesiche indossate da Booker si ispiravano alle protesi originali di Tom Savini utilizzate nella conclusione del primo film, in cui il giovane Jason fa la sua prima apparizione.[11]

Sviluppo 3-D

La Georgetown Productions, che aveva prodotto i due capitoli precedenti della serie Venerdì 13, fu inizialmente coinvolta nella pre-produzione di Week-end di terrore, concordando con il distributore Paramount Pictures di girare il film con telecamere in 3-D, rendendolo il primo film della Paramount prodotto in 3-D fin da Jivaro del 1954. La decisione di girare il film in 3-D fu suggerita da Martin Jay Sadoff, che aveva un rapporto di lavoro con il produttore del film, Frank Mancuso Jr.[12]

Per girare il film, la Paramount noleggiò due cineprese 3-Depix dalla società fotografica Marks Polarized Corporation. Contemporaneamente, il dirigente della Paramount Al Lo Presti stava studiando l'attuale tecnologia delle telecamere 3D con l'intenzione di sviluppare un obiettivo 3D di proprietà e utilizzo esclusivo della Paramount. La tecnologia utilizzata per girare il film in 3D è stata sviluppata con un costo di circa 15 milioni di dollari. Secondo Sadoff, il regista Miner e il produttore Mancuso "non se ne fregavano del 3D perché avevano tempi strettissimi. Dovevano realizzare il film e, a peggiorare le cose, la Paramount ci disse che non avrebbe distribuito il film se gli effetti 3D fossero sembrati stupidi. Fu una situazione molto stressante e tutto andò avanti fino alla fine delle riprese".[13]

Secondo il numero del settembre 1982 della rivista Forbes, Gale Weaver, proprietario della Sirius II Corp., visitò il set del film, a quanto pare a causa delle preoccupazioni del produttore Mancuso, secondo cui le lenti di proiezione difettose nei cinema avrebbero impedito al film di avere un'ampia distribuzione nelle sale. In un periodo di due settimane, Weaver sviluppò un prototipo di lente che sarebbe stato adattabile a "quasi tutti i proiettori cinematografici"; la Paramount assegnò successivamente alla Sirius II Corp. 1 milione di dollari per la produzione delle lenti, che sarebbero state utilizzate per la proiezione, ad esclusione delle lenti di proiezione Marks. La Marks Polarized Corporation presentò successivamente una causa da 25 milioni di dollari contro la Paramount, sostenendo che lo studio stava "monopolizzando la commercializzazione di materiali per le esposizioni 3D, oltre a fornire detrazioni ai cinema che sceglievano di noleggiare le lenti di proiezione direttamente dalla Paramount". La Paramount alla fine accettò di attribuire alla Marks Polarized Corporation sullo schermo la dichiarazione: "Filmato utilizzando il convertitore Marks 3-Depix®", ma alla società fu negata un'ingiunzione che avrebbe obbligato la Paramount a cambiare la sua attrezzatura.

Distribuzione

Il film è uscito nelle sale statunitensi venerdì 13 agosto 1982.

In Italia è stato distribuito in un secondo momento con il titolo Venerdì 13 parte III - Weekend di terrore, al fine di rendere più chiara l'appartenenza del film all'intera saga. Il film è uscito nel 2009 in home video distribuito dalla Paramount.

Colonna sonora

Nel 1983 fu pubblicato dalla Gramavision Records un disco in vinile con la colonna sonora. Il disco conteneva varie musiche provenienti dai primi tre film della serie.

Accoglienza

Incassi

Il film incassò in totale 36,2 milioni di dollari, a fronte di un budget di 4 milioni.

Critica

Come i capitoli precedenti, il film fu stroncato dalla critica. Sul sito aggregatore Rotten Tomatoes ottiene il 17% delle recensioni professionali positive, con un voto medio di 3.6 su 10 basato su 30 critiche.[14]

Pur criticando la trama per essere derivativa e ripetitiva, in una recensione contrastante per il The New York Times, la critica cinematografica Janet Maslin elogiò la recitazione di Kimmell, Savage, Jeffrey Rogers e Catherine Parks, definendola un notevole miglioramento rispetto ai film precedenti, e scrisse che l'uso del 3D da parte di Miner era innovativo e rappresentava lo sforzo più professionale rispetto ad altri film usciti all'epoca, affermando: "Come in tutti gli altri recenti film in 3D, di cui questo è senza dubbio il più professionale, c'è molto tempo dedicato a provare il trucco. I titoli incombono verso di te. Gli yo-yo girano. I popcorn rimbalzano. I serpenti sfrecciano verso la telecamera e colpiscono. Alla fine, la novità svanisce e ciò che rimane è lo spettacolo ormai familiare di bravi ragazzini stupidi che vengono tagliati, fatti a fette e perforati".[15] Ritenne anche che il film fosse superiore ai due film precedenti della serie.[15]

Scrivendo sul Los Angeles Times, Linda Gross dichiarò: "Ironicamente, Venerdì 13 Parte 3 è così terribile che Venerdì 13 Parte 1 e Venerdì 13 Parte 2 non sembrano così male."[16] Richard Schickel della rivista Time scrisse: "Forse tutti i sequel dovrebbero essere realizzati in 3D... È tutto così raccapricciante che l'orrore si trasforma in umorismo e il divertimento nasce dall'apprezzamento per l'abile raggiro di Steve Miner. Il modo in cui l'occhio di una delle vittime di Jason esce dal cranio e sembra volare sopra la testa del pubblico vale da solo l'acquisto di un biglietto e l'indossare degli occhialini buffi."[17] Gene Siskel elogiò gli effetti 3D "impressionanti" del film, in particolare nei titoli di testa, notando anche il suo approccio lento, poiché "il massacro pesante non arriva prima di un'ora dall'inizio del film", ma lo criticò per "indugiare sulle morti imminenti delle giovani donne, che sono perseguitate dalla telecamera, quindi ci troviamo nella rivoltante posizione di perseguitarle anche noi."[18]

La rivista Variety diede alla pellicola un consenso generale, affermando: "Venerdì 13 è stato terribile e ha incassato più di 17 milioni di dollari. Venerdì 13 - Parte 2 è stato altrettanto brutto e ha incassato più di 10 milioni di dollari. Venerdì 13 - Parte 3 è terribile anch'esso, tuttavia ci sono alcune fantastiche sequenze in 3D".[19] TV Guide assegnò al film 1 stella su 5, scrivendo che "sfrutta esattamente la stessa formula narrativa dei suoi predecessori, anche se il gore è un po' sminuito, con la squadra degli effetti speciali che si concentra sul ben fatto lavoro di profondità 3D, per una volta". Concluse stroncando il film: "È comunque spazzatura, e ha anche incassato una quantità ridicola di soldi".[20]

Ted Mahar di The Oregonian riteneva che gli effetti 3D del film fossero un espediente che ne comprometteva l'integrità, descrivendolo come "un prodotto industriale realizzato con macchinari secondo specifiche precise, secondo una formula derivata dall'osservazione e dall'esperienza, per un consumatore medio assolutamente affidabile".[21]

Note

  1. ↑ Originariamente Week-end di terrore doveva essere l'ultimo film della serie, per questo la pellicola si chiude in un tono conclusivo senza sequel hooks apparenti.
  2. ↑ (EN) Cody Hamman, Amy Steel describes the original pitch for Friday the 13th Part III, su JoBlo.com, 1º giugno 2020.
  3. ↑ (EN) 13 Things You May Not Know About Friday the 13th Part 3, su We Minored in Film, 14 febbraio 2014.
  4. ↑ Bracke, Peter (2006). Crystal Lake Memories: The Complete History of Friday The 13th (I ed.). Los Angeles, California: Titan Books, p. 80, ISBN 978-1-845-76343-5.
  5. ↑ Grove, David (2005). Making Friday the 13th: The Legend of Camp Blood. Londra, Inghilterra: FAB Press, p. 88, ISBN 1-903254-31-0.
  6. ↑ (EN) Friday the 13th Part 3: Script, su fridaythe13thfilms.com.
  7. ↑ (EN) 11 Looks of Terror!!! Jason's Mask Throughout The Years!!!, su Bloody Disgusting, 13 giugno 2014.
  8. ↑ (EN) Scott Meslow, Friday the 13th Part III: How an '80s horror franchise bet it all on 3-D — and won, su The Week, 13 marzo 2015.
  9. ↑ Grove, 2005, p. 94
  10. ↑ (EN) Jason Parker, Making the Franchise: Friday the 13th Part III, su Fridaythe13thFranchise.com, 31 luglio 2015.
  11. ↑ Grove, 2005, p. 103
  12. ↑ Grove, 2005, pp. 87–88
  13. ↑ Grove, 2005, p. 88
  14. ↑ (EN) Friday the 13th Part 3, su rottentomatoes.com.
  15. 1 2 Janet Maslin, 'FRIDAY THE 13TH PART III-IN 3-D'OPENS, su The New York Times, 13 agosto 1982.
  16. ↑ (EN) 'Friday the 13th Part 3' Even Worse, su Los Angeles Times, 16 agosto 1982.
  17. ↑ Schickel, Richard, Friday the 13th Part III, in Time, 30 agosto 1982, p. 89, ISSN 0040-781X.
  18. ↑ (EN) 'Friday—Part III': Usual gore spoils cheery 3-D star, su Newspapers.com.
  19. ↑ (EN) Review – Friday the 13th Part III, su Variety.
  20. ↑ (EN) TV Guide Staff, Friday the 13th Part III, su TV Guide. URL consultato il 23 dicembre 2017.
  21. ↑ (EN) Ted Mahar, '13th, III – 3-D'adds twists, su Newspapers.com, 26 agosto 1982.

Voci correlate

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