Willi Agatz
| Willi Agatz | |
|---|---|
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| Membro del Bundestag | |
| Durata mandato | 7 settembre 1949 – 7 settembre 1953 |
| Circoscrizione | Renania Settentrionale-Vestfalia |
| Membro del Landtag della Renania Settentrionale-Vestfalia | |
| Durata mandato | 26 settembre 1946 – 6 settembre 1949 |
| Membro del Reichstag della Repubblica di Weimar | |
| Durata mandato | 13 ottobre 1930 – 28 febbraio 1933 |
| Circoscrizione | Vestfalia |
| Dati generali | |
| Partito politico | Partito Socialdemocratico di Germania (1920–1922) Partito Comunista di Germania (1922–1953) Partito Socialista Unificato di Germania (1953–1957) |
| Professione | Sindacalista, minatore |
Wilhelm Agatz, detto Willi (Essen, 10 giugno 1904 – Berlino est, 29 agosto 1957), è stato un sindacalista e politico tedesco, esponente del Partito Comunista di Germania (KPD).
Fu membro del Reichstag della Repubblica di Weimar prima della seconda guerra mondiale e del Bundestag nel dopoguerra.[1][2]
Biografia
Nacque nel distrettto di Heisingen, a Essen, figlio del minatore socialdemocratico Ludgar Agatz e dell'operaia Maria Blondrath. Frequentò la scuola elementare a Essen e svolse un apprendistato come minatore presso le miniere Carl Funke e, successivamente, Ludwig, a Bergerhausen. Nel 1920 contribuì alla fondazione di un gruppo locale dell'organizzazione giovanile del Partito Socialdemocratico di Germania. Dopo aver completato l'apprendistato, si iscrisse all'Unione dei minatori di Germania (VdBD) e fu eletto nel consiglio di fabbrica della miniera Ludwig.[3]
Carriera politica
Nel 1922 Agatz aderì alla Lega della Gioventù Comunista di Germania e, due anni più tardi, entrò nel Partito Comunista.[2] Nel 1927 sposò Käte Bergmann e si stabilì a Recklinghausen. Nel 1930 venne espulso dal VdBD per le sue posizioni politiche di orientamento comunista.[3] Lo stesso anno fu eletto al Reichstag in rappresentanza del distretto meridionale della Vestfalia. A 26 anni divenne il terzo membro più giovane dell'organismo, dietro il nazista Rudolf Schmeer e il collega comunista Artur Becker.[1]

Entrò a far parte della dirigenza nazionale del sindacato Revolutionäre Gewerkschafts Opposition (RGO) nel 1931 e dal maggio 1932 all'aprile 1933 ricoprì il ruolo di presidente dell'Associazione unificata dei minatori tedeschi (EvBD), succedendo ad Albert Funk.[3] Dopo l'ascesa al potere del regime nazista perse il seggio al Reichstag ma proseguì l'attività politica in clandestinità. Nel settembre 1933 si trasferì nel quartiere berlinese di Schöneberg e assunse la guida nazionale dell'RGO, in seguito alla fuga all’estero di Fritz Schulte, coordinando l’attività illegale del sindacato fino al suo arresto, avvenuto il 18 gennaio 1934.[2][4] Fu detenuto per oltre un anno nel campo di concentramento di Columbia, a Alexanderplatz e a Moabit prima che il Tribunale del Popolo lo condannò a uleriori tre anni di reclusione nel carcere di Luckau. Al termine della pena non venne liberato, ma trasferito nel campo di concentramento di Sachsenhausen, dove fu internato fino all'ottobre 1939.[3] Anche dopo la scarcerazione continuò a essere sottoposto alla sorveglianza della polizia.
Seconda guerra mondiale
Agatz lavorò come muratore presso la società Hochtief[2] fino al suo arruolamento nella Wehrmacht nel gennaio 1943. Fu assegnato al battaglione di disciplina 999. leichte Afrika-Division,[3] prestando servizio in Grecia, nel Protettorato di Boemia e Moravia, in Polonia e nei Paesi Baltici. La sua esecuzione era stata fissata per l’8 maggio 1945, ma non venne eseguita poiché il giorno precedente il regime nazista aveva annunciato la resa.[5]
Successivamente fu fatto prigioniero dalle forze sovietiche e trasferito nel campo di prigionia di Klaipeda, dove assunse il ruolo di responsabile del Comitato nazionale per una Germania libera. Fu rilasciato il 7 maggio 1946, a un anno esatto dalla resa tedesca.[5]
Dopoguerra

Dopo la sua liberazione, Agatz fece ritorno a Essen, dove contribuì alla fondazione dell'Unione industriale delle miniere. Entro la fine dello stesso anno divenne il secondo presidente del sindacato[5] In seguito, dopo aver perso la rielezione nel 1948 e nel 1950, venne definitivamente espulso dal sindacato a causa del crescente clima di anticomunismo.[2]
Nel 1946 fu eletto membro del Landtag della Renania Settentrionale-Vestfalia, dove operò nelle commissioni lavoro e economia, sostenendo la socializzazione del settore minerario.[5] Ricoprì l’incarico fino al 1949, anno della sua elezione al Bundestag, nel quale rimase in carica fino al 1953.[4] Parallelamente, fu membro dell’esecutivo del Partito Comunista di Germania (KPD) nella Germania Ovest fino alla messa al bando del partito nel 1956.[3]
Poco dopo la conclusione del suo mandato, Agatz fu incriminato per tradimento in relazione alla pubblicazione e alla diffusione di materiale propagandistico. Sebbene il procedimento fosse inizialmente sospeso, decise di trasferirsi nella Germania orientale, dove proseguì la propria attività politica e propagandistica. Nel frattempo, le sue condizioni di salute peggiorarono rapidamente; morì a Berlino Est il 28 agosto 1957, all'età di 53 anni.[5]
Note
- 1 2 (DE) Reichstags-Handbuch, Deutsches Reich. Reichstag., 1932, p. 28.
- 1 2 3 4 5 (DE) Hermann Weber, Agatz, Wilhelm, su bundesstiftung-aufarbeitung.de.
- 1 2 3 4 5 6 (DE) Wilhelm Agatz, su Columbiahaus. URL consultato il 9 dicembre 2024.
- 1 2 (DE) Stefan Heinz, Moskaus Söldner?: der "Einheitsverband der Metallarbeiter Berlins": Entwicklung und Scheitern einer kommunistischen Gewerkschaft, VSA Verlag, 2010, pp. 325–326.
- 1 2 3 4 5 Willi Agatz (KPD), su Landtag, 2021. URL consultato il 9 dicembre 2024.
Bibliografia
- (DE) Ludolf Herbst e Bruno Jahn, Biographisches Handbuch der Mitglieder des Deutschen Bundestages. 1949–2002, De Gruyter - De Gruyter Saur, 2002, pp. 1715, ISBN 978-3-11-184511-1.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (DE) Willi Agatz (1904-1957), su landtag.nrw.de. URL consultato il 13 gennaio 2026.
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