William Worcester

Ritratto immaginario a stampa di William Worcester

William Worcester, anche William Botoner (1415 – 1482), è stato un letterato inglese.

Biografia

Nacque nel 1415, figlio del borghese di Bristol William Worcester e della moglie Elizabeth Botoner. Nei documenti occasionalmente il cronista si firmava col cognome della madre, evidenza di un suo certo prestigio. Dai resoconti coevi pervenuti, pare fosse di carnagione scura e cieco da un occhio. Studiò all'Università di Oxford, che lasciò nel 1438 per entrare come segretario al servizio del condottiero John Fastolf, che ripagò anche le sue spese universitarie.[1]

Worcester rimase al servizio di Fastolf fino alla sua morte nel 1459, e il nobile lo inviava spesso a rappresentarlo alla corte di Londra. La corrispondenza di Worcester dimostra tuttavia che il loro rapporto era tutt'altro che idilliaco, col segretario che accusava il suo padrone di agire in modo arbitrario e di non dargli un salario fisso.[1] Nel 1458, mentre era a Londra per rappresentare Fastolf in una causa legale, per distrarsi dalle tediose procedure giudiziarie cominciò a dedicarsi alla letteratura, approfondendo lo studio delle opere letterarie francesi, all'epoca molto popolari in Inghilterra.[1]

Alla morte di Fastolf nel 1459, il suo esecutore testamentario John Paston (tra gli autori delle Paston Letters) rifiutò di corrispondere alcunché dell'eredità a Worcester, nonostante il nobile gli avesse promesso quand'era in vita almeno un piccolo feudo. Assieme al magistrato William Yelverton citò quindi in giudizio Paston ed impugnò il testamento di Fastolf. Il procedimento legale si trascinò per anni, rallentato anche dalla contemporanea guerra delle due rose, e non mancarono scorrettezze da ambo le parti, col figlio di John Paston (morto nel 1466) che accusò Worcester e Yelverton di aver corrotto testimoni a proprio favore. Il processo terminò solo nel 1472, e Worcester ricevette alcune piccole proprietà vicino a Norwich e a Londra.[1]

Nel 1475, mentre risiedeva a Bristol, fu brevemente arrestato su istigazione di John Monk, un suo vicino ed ex-testimone contro Paston, probabilmente riguardo alle vecchie accuse di corruzione, ma fu presto liberato. Morì all'incirca nel 1482; gli sopravvissero la moglie Margaret e almeno uno dei figli, anch'egli di nome William, che ne curò l'eredità letteraria.[1]

Opera

Cronista acuto e dettagliato, Worcester scrisse numerose opere durante la sua vita. La sua opera principale resta comunque gli Annali, cronaca della storia inglese con concentrazione particolare sul XV secolo e sulla guerra delle due rose. Nella sua cronaca Worcester favorisce chiaramente il casato di York, tanto da dedicare la sua cronaca a re Edoardo IV d'Inghilterra.[1] La cronaca fu continuata dopo la sua morte fino al 1500, forse da suo figlio William, che cambiò la dedica riassegnandola a Riccardo III d'Inghilterra.[1]

Lasciò numerose lettere, dove spesso usava toni irriverenti e sarcastici. Redasse anche l'Itinerarium, dove descriveva i propri viaggi attraverso l'Inghilterra. Particolarmente dettagliati sono i resoconti degli ultimi anni di vita, segnatamente del periodo 1478-1480. La descrizione che fa della città di Bristol è inoltre il resoconto più completo che esista sul suo periodo medievale, permettendo quindi di ricostruirne la topografia.[1]

Un'ulteriore opera citata nei suoi appunti, le Antiquitates Angliae, trattava della storia antica dell'Inghilterra, ma non è chiaro se Worcester l'abbia mai scritta davvero. Se anche l'avesse prodotta, non ne sono pervenute copie, ed è quindi perduta. Altre opere coeve gli vengono talvolta attribuite, ma i filologi odierni non lo ritengono il loro autore.[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 (EN) James Tait, Worcester, William, in Dictionary of National Biography, 1885-1900.

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Collegamenti esterni

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