Yazid III

Yazid III
12º Califfo degli Omayyadi
In carica17 aprile 744 –
25 settembre 744
Predecessoreal-Walid II ibn Yazid II
SuccessoreMarwān b. Muḥammad b. Marwān
Nascita701
MorteDamasco, 25 settembre 744
Casa realemarwanide
DinastiaOmayyadi
Padreal-Walīd I ibn ʿAbd al-Malik
ReligioneIslam

Yazīd ibn al-Walīd ibn ʿAbd al-Malik (701 – Damasco, 25 settembre 744) fu il penultimo Califfo della dinastia omayyade, noto anche come Yazīd III.

Figlio di al-Walīd I ibn ʿAbd al-Malik e della principessa soghdiana Shahafrid, apparteneva al ramo marwanide degli Omayyadi. Salì al trono il 17 aprile 744 succedendo ad al-Walīd II ibn Yazīd, trucidato quel giorno nel suo palazzo-castello di al-Bakhra (Palmira).

Contesto: il califfato di al-Walīd II

Quando a succedere a Hishām ibn ʿAbd al-Malik era stato chiamato il nipote al-Walīd II ibn Yazīd, la famiglia omayyade non fu più in grado di governare gli odi e i rancori scatenati dal comportamento del nuovo califfo, causa non secondaria della crisi dinastica che avrebbe portato in breve tempo gli Omayyadi alla loro caduta ad opera degli Abbasidi, al termine di una guerra civile dai contorni fortemente caratterizzati da un diffuso malessere sociale più che religioso.

Al-Walīd II, soprannominato dai suoi detrattori postumi al-Fāsiq («l'Empio»), si sostiene fosse un gaudente. Si dice anche che, divenuto califfo, non avesse perso tempo a sperperare le ricchezze accumulate dallo zio Hishām, vendicandosi inoltre di tutti coloro che lo avevano contrastato nell'ascesa: il comandante Sulaymān b. Hishām fu messo in prigione, e Khālid al-Qasrī, già abile wali di Hishām, fu letteralmente venduto al suo acerrimo nemico, il governatore qaysita di Kufa, Yūsuf b. ʿUmar, che lo fece torturare a morte. Malgrado vi sia il forte sospetto che la storiografia gli sia stata avversa per compiacere i suoi vincitori, qualche elemento di verosimiglianza vi fu. La sua politica fu per lo più malvista dai suoi stessi parenti e si formò contro di lui una coalizione al capo della quale si pose lo stesso suo cugino Yazīd b. al-Walīd, che organizzò un esercito con un altro cugino, ʿAbd al-ʿAzīz, posto al comando. Al-Walīd II venne infine ucciso il 17 aprile 744.

Il califfato

Il principale sostegno a Yazīd proveniva dai Kalbiti della regione attorno a Damasco e il suo regno favorì gli interessi di questi, unitamente a quelli dello Yemen, a spese dei Qays e dei Muḍar.

Al momento della sua ascesa Yazīd aveva promesso di fare ammenda di certi abusi dei quali erano stati accusati i suoi predecessori, appellandosi al Libro sacro e alla Sunna, sottolineando l'idea che il califfo dovesse venir scelto in seguito a una consultazione (shūrā) e che questi avrebbe dovuto abdicare nel caso si fosse trovato qualcuno più qualificato a rivestire il ruolo califfale. Yazīd III si pronunciò apertamente sostenendo l'immoralità diffusa nel califfato dal suo predecessore, nonché cugino, al-Walīd II, che egli denunciò in una lettera inviata in Iraq.

L'ostilità al suo califfato da parte dei sostenitori del precedente califfo

Quando al-Walīd II era stato ucciso, la popolazione di Hims, in Siria, reagì subito con forza e cominciò ad aggredire chiunque fosse favorevole a Yazīd III, di cui fu distrutta la casa, mentre gli abitanti di Hims dichiararono pubblicamente che si sarebbero vendicati dell'assassinio di al-Walīd II da parte della sua stessa famiglia. Le porte della città furono chiuse perché la popolazione potesse piangere il defunto califfo e fu scelto Muʿāwiya b. Yazīd b. Husayn come loro leader.

Quando Yazīd seppe della rivolta, inviò suoi incaricati che furono però espulsi subito dalla città, da sempre la più convinta sostenitrice della dinastia omayyade fin dall'epoca del primo suo califfo, Muʿāwiya b. Abī Sufyān. Yazīd mandò allora contro Hims truppe comandate da Sulaymān b. Hishām, uscito di prigione subito dopo la morte di al-Walīd II. Intanto il governatore della città, Marwān b. ʿAbd Allah, cercava di sedare la rivolta, ma fu ucciso e al suo posto fu nominato Abū Muḥammad al-Sufyānī. Le truppe di Hims attaccarono quelle di Sulaymān, ma furono sconfitte. Intanto a Damasco si giurava fedeltà al califfo, mentre Muʿāwiya b. Yazīd b. Husayn fu nominato governatore.

I restanti ribelli si unirono a quelli della Palestina e della Giordania, dove le popolazioni non accettavano il nuovo califfo. Yazīd mandò le sue truppe capeggiate da Sulaymān b. Hishām, accompagnato dagli uomini di Damasco e di Hims: anche queste forze furono sgominate, ma al ritorno di Sulaymān b. Hishām in Giordania le popolazioni ribelli giurarono infine obtorto collo fedeltà a Yazīd b. al-Walīd.

Il governo dell'Iraq

Il nuovo califfo inviò il kalbita Manṣūr b. Jumhūr in Iraq per destituire il governatore Yūsuf b. ʿUmar al-Thaqafī, imprigionato e in seguito ucciso dal figlio di Khālid ibn ʿAbd Allāh. Manṣūr b. Jumhūr era indicato come un rozzo beduino e come un non credente: per questo motivo Yazīd gli intimò di divenire un uomo di fede quando lo nominò governatore, ricordandogli che aveva dovuto uccidere il precedente califfo, al-Walīd II, proprio per la sua condotta immorale. Yazīd mandò poi una lettera ai sudditi iracheni in cui sottolineò tutte le azioni malvagie di al-Walīd II per le quali era stato costretto a ucciderlo.

In seguito Yazīd nominò come nuovo governatore dell'Iraq ʿAbd Allāh b. ʿUmar b. ʿAbd al-ʿAzīz, uomo pio ma di cagionevole salute. Giunto in Iraq, questi scrisse ai comandanti siriani presenti nel paese obbligandoli a riconoscere la sua autorità.

Aspetto e soprannome

Secondo quanto riportato da Aḥmad b. Zuhayr (detto anche Aḥmad ibn Ṭāhir), Yazīd III era un bell'uomo, alto e magro, con una testa non molto grande, un neo sul viso e una bocca piuttosto larga. Al-Waqidī riporta invece che egli veniva soprannominato al-Nāqiṣ («il manchevole», «l'inadeguato») a causa della sua propensione a ridurre gli stipendi dei militari, che al-Walīd II aveva invece prodigalmente aumentato al momento del suo accesso al califfato.

Morte e successione

Le opinioni riguardo alla durata effettiva del califfato di Yazīd b. al-Walīd sono molteplici: secondo alcune fonti esso durò cinque mesi e due notti, per altre sei mesi e diversi giorni, secondo altre ancora cinque mesi e undici giorni. In linea generale si considera il califfato di Yazīd b. al-Walīd della durata di circa sei mesi.

Anche riguardo alla data precisa del decesso si riscontrano alcune divergenze: secondo alcuni informatori la morte avvenne il 3 o il 4 ottobre 744, per altri il 23 ottobre 744 o il 12 ottobre 744. La data a cui si fa comunemente risalire il decesso di Yazīd è il 25 settembre 744. Il califfo morì a Damasco, probabilmente di morte naturale, sebbene alcune fonti riferiscano che avrebbe perso la vita per aver contratto la peste (al-ṭāʿūn). Hishām ibn Muḥammad al-Kalbī, come anche altre fonti, sostiene che Yazīd III morì all'età di 37 anni.

Nel frattempo Yazīd aveva nominato formalmente suo erede il fratello Ibrāhīm, sentendo probabilmente il peso della propria malattia. Ibrāhīm cedette però quasi immediatamente il posto al cugino Marwān b. Muḥammad b. Marwān, più semplicemente ricordato come Marwān II o con il suo soprannome di al-Ḥimār («l'asino»).

Bibliografia

  • (EN) Muḥammad ibn Jarīr al-Ṭabarī, The History of al-Ṭabarī, a cura di Ehsan Yarshater, traduzione di David Stephan Powers, XXIV: The Empire in Transition, Albany, State University of New York Press, 1989, pp. 183-244.
  • Ṭabarī, Kitāb al-rusul wa al-mulūk, a cura di M. J. de Goeje, Leida, Brill, 1898-1905.

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