Yehuda Bauer

Yehuda Bauer (Praga, 6 aprile 1926 – Gerusalemme, 18 ottobre 2024[1]) è stato uno storico israeliano e studioso dell'Olocausto. Fu professore di Studi sull'Olocausto nell'Avraham Harman Institute of Contemporary Jewry presso l'Università Ebraica di Gerusalemme.[2]
Biografia
Come cittadino nativo di Praga, in Repubblica Ceca, Bauer parlava correntemente ceco, slovacco e tedesco fin dalla tenera età, in seguito imparò l'ebraico, lo yiddish, l'inglese, il francese e il polacco. Suo padre, dalle forti convinzioni sioniste, durante gli anni '30 cercò di raccogliere fondi per trasferire la sua famiglia nel Mandato britannico della Palestina. Il giorno in cui la Germania nazista occupò l'allora Cecoslovacchia, il 15 marzo 1939, la famiglia emigrò in Palestina, sfuggendo ai funzionari nazisti, riuscendo a superare il confine con la Polonia in treno e quindi lasciare l'Europa attraverso la Romania.[3]
Bauer frequentò il liceo ad Haifa e a sedici anni, ispirato dalla sua insegnante di storia, Rachel Krulik, decise di dedicarsi allo studio della storia. Dopo aver completato il liceo, si unì al Palmach. Frequentò l'Università di Cardiff in Galles con una borsa di studio britannica, interrompendo gli studi per combattere nella guerra arabo-israeliana del 1948, dopodiché si laureò. Tornò in Israele per unirsi al Kibbutz Shoval e iniziò il suo lavoro di laurea in storia presso l'Università Ebraica. Conseguì il dottorato nel 1960 con una tesi sul mandato britannico della Palestina. L'anno successivo, iniziò a insegnare presso il Contemporary Jewry Institute dell'Università ebraica.
Fece parte del comitato centrale del Mapam, all'epoca partito alleato minoritario del Mapai (Partito laburista israeliano) al governo israeliano, e fu professore presso la Brandeis University, la Yale University, il Richard Stockton College e la Clark University. Fu il fondatore della rivista Holocaust and Genocide Studies e fece parte del comitato editoriale dell'Encyclopaedia of the Holocaust, pubblicata da Yad Vashem nel 1990.[4]
Premi e riconoscimenti
Bauer ricevette diversi riconoscimenti per il suo lavoro nel campo degli studi sull'Olocausto e la prevenzione del genocidio.
- Nel 1998, venne insignito del Premio Israele, per la "storia del popolo ebraico",[5] principalmente in relazione ai suoi studi sull'Olocausto.
- Nel 2001, fu eletto membro dell'Accademia israeliana delle scienze e delle lettere.
- Nel 2008, ricevette il premio Yakir Yerushalayim (Degno cittadino di Gerusalemme) dalla città di Gerusalemme.[6]
Inoltre, fu anche consulente accademico di Yad Vashem, consulente accademico della Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance, and Research e consigliere del governo svedese per il Forum internazionale sulla prevenzione del genocidio.
Opinioni
Olocausto
Bauer si specializzò sui temi dell'Olocausto, dell'antisemitismo (una parola, disse, che dovrebbe essere scritta senza sillabare[7]) e del movimento di resistenza ebraica durante l'Olocausto, sostenendo inoltre una definizione più ampia del termine. Secondo Bauer, la resistenza ai nazisti comprese non solo l'opposizione fisica, ma qualsiasi attività che desse al popolo ebraico dignità e umanità, viste le condizioni umilianti e disumane a cui furono costretti. Inoltre, egli contestò l'opinione popolare secondo cui la maggior parte degli ebrei andò incontro alla morte passivamente "come pecore al macello".[8] Sostenne che, date le condizioni in cui si ritrovarono a dover resistere gli ebrei dell'Europa orientale, a sorprendere non fu la poca resistenza posta, ma piuttosto l'esatto contrario.
Bauer divenne anche noto per aver difeso Rudolf Kasztner e il Comitato per gli aiuti e il salvataggio, criticati per non aver pubblicizzato il Rapporto Vrba-Wetzler nel quale venne documentata la deportazione degli ebrei ungheresi ad Auschwitz. Secondo Bauer, le particolari condizioni del momento impedirono a Kastner e ad altri leader ebrei di divulgare le informazioni in loro possesso, impedendo quindi agli ebrei di fuggire.[9][10]
L'inizio dell'Olocausto
Riguardo al dibattito storiografico sulle origini dell'Olocausto, ovvero funzionalismo contro intenzionalismo, Bauer si pose inizialmente come un intenzionalista per arrivare poi ad essere il principale fautore di una sintesi delle due scuole. Egli sostenne che, sulla base del memorandum di Heinrich Himmler del 25 maggio 1940 ad Adolf Hitler sulla "Soluzione finale della questione ebraica", in cui Himmler affermò il suo rifiuto del "metodo bolscevico di annientamento fisico di un popolo senza convinzione interna come antitedesca e impossibile", e proseguì raccomandando il Piano Madagascar come l'auspicata "soluzione territoriale" della "questione ebraica", si potesse dimostrare che non vi fosse un piano per il genocidio che risalisse ai tempi in cui Hitler scrisse il Mein Kampf. Comunque, Bauer contestò gli storici funzionalisti, come Hans Mommsen, sostenitori della teoria che la guida dell'Olocausto fosse stata mantenuta interamente da funzionari di livello inferiore con scarso coinvolgimento da parte della leadership di Berlino.
Fu sua opinione che Hitler fosse la figura chiave e causa principale dell'Olocausto, e che a un certo punto nella seconda metà del 1941, diede una serie di ordini in cui si chiese il genocidio dell'intera popolazione ebraica. Bauer indicò la scoperta di una voce nel taccuino di Himmler datato 18 dicembre 1941, in cui lo stesso Himmler scrisse la domanda "Cosa fare degli ebrei di Russia?" E secondo lo stesso taccuino, la risposta di Hitler alla domanda fu "Sterminali come partigiani".[11] Dal punto di vista di Bauer, questo ordine sarebbe storicamente il più vicino possibile ad un ordine definitivo di Hitler per dare il via all'Olocausto.[11] Bauer suppose che, più o meno nello stesso periodo, Hitler abbia dato ulteriori ordini verbali per l'Olocausto ma, sfortunatamente per gli storici, nessuno si pose il problema di trascriverli. Quella che i nazisti chiamarono la "soluzione finale della questione ebraica" fu formalizzata nella Conferenza di Wannsee il 20 gennaio 1942.
L'Olocausto non è stato solo un altro genocidio
Bauer criticò spesso quelle che egli considerò tendenze deleterie nello scrivere sull'Olocausto. Fece però spesso eccezione a coloro che sostennero la tesi che l'Olocausto fosse stato solo un altro genocidio. Sebbene egli fosse d'accordo sul fatto che si fossero verificati altri genocidi nella storia ai danni di gruppi diversi dagli ebrei, tuttavia sostenne anche che l'Olocausto fosse stato il peggior singolo caso di genocidio nella storia, in cui ogni membro di una nazione fu selezionato per l'annientamento, e occupando ipso facto un posto speciale nella storia umana.
Tali opinioni provocarono scontri tra Bauer e lo storico americano Henry Friedlander, il quale sostenne che anche i rom e i disabili furono vittime dell'Olocausto tanto quanto lo furono gli ebrei. Tuttavia, anche Bauer affermò che i rom fossero stati oggetto di genocidio (ma non di "Olocausto") e sostenne le richieste di risarcimento dei rom dalla Germania.[12]
L'Olocausto come esperienza mistica
Un'altra tendenza che Bauer denunciò fu la rappresentazione dell'Olocausto come un'esperienza mistica al di fuori del normale raggio della comprensione umana. Si oppose al lavoro di alcuni rabbini e teologi ortodossi, i quali affermarono che l'Olocausto fosse stata opera di Dio e parte di un misterioso piano generale per il popolo ebraico. Secondo Bauer, i promotori di questa linea di pensiero sosterrebbero che Dio sia giusto e buono, mentre contemporaneamente permetterebbe l'Olocausto sul popolo ebraico. Bauer affermò che un Dio capace di infliggere la Shoah al suo popolo eletto non sia né buono né giusto. Inoltre, Bauer sostenne che questa linea di ragionamento minimizzasse Adolf Hitler del male da lui compiuto: "Se Hitler stava solo adempiendo la volontà di Dio riguardo agli ebrei, allora era semplicemente uno strumento dell'ira divina e non ha scelto di essere malvagio".
Criticare l'antisemitismo "eliminazionista" di Goldhagen
Bauer criticò il lavoro del politologo americano Daniel Goldhagen, il quale scrisse che l'Olocausto fu il risultato della presunta unica cultura antisemita "eliminazionista" dei tedeschi. Accusò Goldhagen di razzismo germanofobo e di selezionare solo quelle prove favorevoli alla sua tesi.[13] Ad esempio, Bauer scrisse che, secondo il censimento tedesco del 1931, circa 50.000 ebrei tedeschi vivessero in matrimoni misti con cristiani, dando alla Germania uno dei più alti tassi di matrimoni misti nel mondo in quel momento. Secondo Bauer, se il tedesco medio fosse stato pieno di micidiale antisemitismo "eliminazionista", come sostiene Goldhagen, ci sarebbero stati, di conseguenza, meno matrimoni misti. A sua volta, Goldhagen accusò Bauer di non comprendere adeguatamente i suoi argomenti, e di essere geloso di ciò che Goldhagen considerò essere la scoperta della "chiave" per spiegare l'intero Olocausto.
Conquista di Canaan
In riferimento alla conquista di Canaan da parte degli antichi israeliti, che portò al massacro degli Amaleciti e dei Madianiti, lo storico del genocidio Adam Jones citò Bauer: "Come ebreo, devo convivere con il fatto che la civiltà che ho ereditato [...] racchiude l'appello al genocidio nel suo canone".[14]
Purim
Il professor Bauer fu relatore in primo piano al Global Forum to Combat Antisemitism 2013, un importante evento internazionale a Gerusalemme organizzato dal ministero degli Esteri israeliano. Affermò che molte nazioni avessero miti simili a Purim.
Possibilità di genocidio in Palestina-Israele
Parlando a un gruppo di visitatori in Israele nel 2003, Bauer dichiarò che "Quello che abbiamo qui tra israeliani e palestinesi è un conflitto armato - se una parte diventa più forte c'è una possibilità di genocidio". Quando uno dei visitatori chiese: "Devo capire che pensi che Israele potrebbe commettere un genocidio sul popolo palestinese?", Bauer rispose "Sì" e aggiunse: "Solo due giorni fa, i coloni estremisti hanno distribuito volantini per liberare gli arabi da questa terra. La pulizia etnica si traduce in massacri". Bauer notò anche come i sondaggi d'opinione mostrassero che un'alta percentuale di palestinesi volesse sbarazzarsi degli ebrei.[15]
È possibile che gli ebrei siano stati salvati dall'America?
Nel gennaio 2012, l'articolo di Bauer sull'Israel Journal of Foreign Affairs intitolato "The Holocaust, America and American Jewry"[16] provocò un aspro dibattito tra lui, Rafael Medoff (Wyman Institute) e Alexander J. Groth (University of California, Davis), su ciò che il governo degli Stati Uniti e gli ebrei d'America avrebbero potuto e non avrebbero potuto fare per salvare gli ebrei d'Europa.[17][18]
A Yad Vashem, il professor Bauer dichiarò che Hillel Kook (alias Peter Bergson), fondatore e direttore di Emergency Committee for the Rescue of European Jewry (Comitato di emergenza per il salvataggio degli ebrei europei, alias Bergson Group) con sede a New York, non avesse salvato nessuno.[19]
Relazioni ebraico-cristiane
Riguardo al pellegrinaggio di Papa Benedetto XVI in Israele e Giordania, Bauer sostenne che il Papa avesse buone intenzioni, nonostatnte avesse cercato di camminare sul filo del rasoio con da un lato l'inimicizia arabo-palestinese-musulmana e palestinese-cristiana verso Israele e gli ebrei, mentre dall'altro il trauma collettivo degli ebrei, in Israele e altrove, riguardo all'Olocausto.[20]
Opere pubblicate
Come autore
- The initial organization of the Holocaust survivors in Bavaria, Jerusalem: Yad Vashem, 1970
- From diplomacy to Resistance: A history of Jewish Palestine. Philadelphia: Jewish Publication Society of America, 1970. Translated from Hebrew by Alton M. Winters.
- Flight and rescue: Brichah. New York: Random House, c1970
- They chose life: Jewish resistance in the Holocaust. New York: The American Jewish Committee, c1973
- Rescue operations through Vilna, Jerusalem: Yad Vashem, 1973
- My brother's keeper: A history of the American Jewish Joint Distribution Committee. Philadelphia: The Jewish Publication Society of America, c1974
- The Holocaust and the struggle of the Yishuv as factors in the establishment of the State of Israel. [Jerusalem]: [Yad Vashem 1976]
- Trends in Holocaust research, Jerusalem: Yad Vashem, 1977
- The Holocaust in historical perspective. Seattle: University of Washington Press, c1978
- The Judenraete: some conclusions. [Jerusalem]: [Yad Vashem, 1979]
- The Jewish emergence from powerlessness. Toronto: University of Toronto Press, c1979
- The Holocaust as historical experience: Essays and a discussion, New York: Holmes & Meier, c1981
- American Jewry and the Holocaust. The American Jewish Joint Distribution Committee,. Detroit: Wayne State University Press, 1981 ISBN 0-8143-1672-7
- Jewish foreign policy during the Holocaust. New York: 1984
- Jewish survivors in DP camps and She'erith Hapletah, Jerusalem: Yad Vashem, 1984
- Antisemitism today: Myth and reality. Jerusalem: Hebrew University. Institute of Contemporary Jewry, 1985
- Antisemitism in Western Europe. 1988
- ed., Present-day Antisemitism: Proceedings of the Eighth International Seminar of the Study Circle on World Jewry under the auspices of the President of Israel, Chaim Herzog, Jerusalem 29–31 December 1985. Jerusalem: The Vidal Sassoon International Center for the Study of Antisemitism, The Hebrew University, 1988
- Out of the ashes: The impact of American Jews on post-Holocaust European Jewry. Oxford: Pergamon Press, c1989
- The mission of Joel Brand. 1989
- ed., Remembering for the future: Working papers and addenda. Oxford: Pergamon Press,c1989
- Jewish reactions to the Holocaust. Tel-Aviv: MOD Books, c1989
- Résistance et passivité juive face à l'Holocauste. 1989
- Out of the Ashes. Oxford, Pergamon Press, 1989
- Antisemitism and anti-Zionism—New and old. 1990
- World War II. 1990
- Is the Holocaust explicable? 1990
- La place d'Auschwitz dans la Shoah. 1990
- The Brichah: Jerusalem: Yad Vashem, 1990
- The Holocaust, religion and Jewish history. 1991
- Who was responsible and when? Some well-known documents revisited. 1991
- Holocaust and genocide. Some comparisons. 1991
- The tragedy of the Slovak Jews within the framework of Nazi policy towards the Jews in general. 1992
- Vom christlichen Judenhass zum modernen Antisemitismus—Ein Erklaerungsversuch. 1992
- On the applicability of definitions—Anti-Semitism in present-day Europe. 1993
- Antisemitism as a European and world problem. 1993
- The Wannsee "Conference" and its significance for the "Final Solution". 1993
- Antisemitism in the 1990s. 1993
- The significance of the Final Solution. 1994
- Jews for sale? Nazi-Jewish negotiations, 1933-1945. New Haven: Yale University Press, October 1994
- The Impact of the Holocaust. Thousand Oaks, CA: Sage, 1996
- A history of the Holocaust. New York: Franklin Watts, c1982, 2001
- Rethinking the Holocaust. Haven, Yale University. 2001
- The Jews - A Contrary People. LIT Verlag, 2014, ISBN 978-3-643-90501-7
Come autore di capitolo
- "Gypsies", in Yisrael Gutman and Michael Berenbaum, eds., Anatomy of the Auschwitz death camp, Bloomington: Indiana University Press, in association with the United States Holocaust Memorial Museum, Washington, D.C. c1994. ISBN 0-253-32684-2
Atti delle conferenze
- Menachem Z. Rosensaft and Yehuda Bauer (eds.), Antisemitism: threat to Western civilization. Jerusalem: Vidal Sassoon International Center for the Study of Antisemitism, The Hebrew University of Jerusalem, 1989. ISBN 965-222-126-0. (Papers based on a conference held at the New York University School of Law, 27 October 1985).
- Yehuda Bauer (ed.), The danger of Antisemitism in Central and Eastern Europe in the wake of 1989-1990. Jerusalem: The Vidal Sassoon International Center for the Study of Antisemitism, The Hebrew University of Jerusalem: c1991. ISBN 965-222-242-9 (Based on a conference held October 28–29, 1990, in Jerusalem)
Note
- ↑ (EN) Prominent Holocaust historian Yehuda Bauer dies at 98, su www.timesofisrael.com, 18 ottobre 2024. URL consultato il 18 ottobre 2024.
- ↑ Genozide lassen sich verhindern, su swissinfo.ch. URL consultato il 24 giugno 2024.
- ↑ Dalia Karpel, History professor Yehuda Bauer: Netanyahu doesn't know history, su haaretz.com, 21 febbraio 2013. Ospitato su Haaretz.
- ↑ Interviews with Professor Yehuda Bauer, Senior Historian, and Dr. Chava Baruch, International School, Yad Vashem, su yadvashem.org. URL consultato il 24 giugno 2024.
- ↑ (HE) Israel Prize Official Site - Recipients in 1998, su cms.education.gov.il.
- ↑ (HE) City of Jerusalem official website, Recipients of Yakir Yerushalayim award, su jerusalem.muni.il (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2011).
- ↑ Yehuda Bauer, Problems of Contemporary Antisemitism (PDF), su humanities.ucsc.edu, 2003. URL consultato il 5 luglio 2003 (archiviato dall'url originale il 5 luglio 2003). Ospitato su Jewish Studies at Università della California.
- ↑ Bauer, Yehuda. Interview with Amos Goldberg. 18 January 1998. 22 July 2007
- ↑ Bauer, Yehuda. Jews for Sale? Nazi–Jewish Negotiations 1933–1945. Yale University Press, 1994, p. 72.
- ↑ Vrba, Rudolf. I Escaped from Auschwitz, Barricade Books, 2002, p. 406.
- 1 2 Yehuda Bauer, Rethinking the Holocaust, Yale University Press, 2000, p. 5.
- ↑ Info (PDF), su www1.yadvashem.org. URL consultato il 30 dicembre 2019.
- ↑ Bauer Yehuda, On Perpetrators of the Holocaust and the Public Discourse, in The Jewish Quarterly Review, vol. 87, n. 3/4, gennaio–aprile 1997, pp. 346, 349, DOI:10.2307/1455190, JSTOR 1455190. URL consultato il 9 gennaio 2021.
- ↑ Adam Jones References p. 4, note 6, citing Bauer, Rethinking the Holocaust, (New Haven, CT: Yale University Press, 2001), p. 41
- ↑ Halpern, Orly, "Bauer: It could happen here," Haaretz, 26 February 2003, su haaretz.com.
- ↑ Archived copy (PDF), su israelcfr.com. URL consultato il 20 aprile 2015 (archiviato dall'url originale il 25 marzo 2012).
- ↑ Tom Segev, Maybe Roosevelt Couldn't Have Saved the Jews From the Nazis After All, in Haaretz, 2 novembre 2012.
- ↑ Holocaust Rescue Revisited (PDF), su israelcfr.com, VII:3, pp. 127-142. URL consultato il 26 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 25 agosto 2014). Ospitato su Israel Journal of Foreign Affairs.
- ↑ https://alchetron.com/Yehuda-Bauer, su alchetron.com. URL consultato il 24 giugno 2024.
- ↑ Yehuda Bauer, "The Pope Meant Well," Jerusalem Post, May 13, 2009, su jpost.com.
Bibliografia
- Marrus Michael, The Holocaust In History, Toronto, Lester & Orpen Dennys, 1987.
- Rosenbaum Ron, Explaining Hitler: The Search for the Origins of His Evil, New York, Random House, 1998.
Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Yehuda Bauer
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Yehuda Bauer
Collegamenti esterni
- (EN) Opere di Yehuda Bauer, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Yehuda Bauer, su Goodreads.
- (EN) Yehuda Bauer, su IMDb, IMDb.com.
- Biografia su Anti-Defamation League, su adl.org (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2006).
- Interview at KQED Forum, su kqed.org, 11 gennaio 2005. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 5 dicembre 2008).
- Address to the Bundestag, su mfa.gov.il, 27 gennaio 1998.
- 1998 Interview (PDF), su www1.yadvashem.org.
- 1993 Interview, su remember.org.
- su Yad VaShem, su yadvashem.org. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2021).
- The Authority for Research and Development - The Hebrew University, su huji.ac.il, HUJI.
- Lectures at Researchchannel, su researchchannel.com. URL consultato il 24 maggio 2021 (archiviato dall'url originale il 31 luglio 2007).
- The "Final Solution" - A Bureaucratic Process or an Ideological Genocide? Excerpt from interview with Bauer (PDF), su www1.yadvashem.org.
- Yehuda Bauer, su Memory of Nation.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 96942862 · ISNI (EN) 0000 0001 1578 837X · SBN BVEV075945 · BAV 495/292837 · LCCN (EN) n50005428 · GND (DE) 123667402 · BNF (FR) cb12146822d (data) · J9U (EN, HE) 987007258222805171 · NSK (HR) 981005792259909366 |
|---|