Zafar Nama

Zafar Nama
Titolo originaleظفرنامه
La conquista di Baghdad da parte di Tamerlano, miniatura persiana tratta dallo Zafar Nama del Metropolitan Museum (1435-1436)
AutoreSharaffoddin 'Ali Yazdi
1ª ed. originale1425
Generestorico
Lingua originalepersiano

Lo Zafar Nama (in persiano ظفرنامه‎) o Ẓafarnāma è un'opera storica scritta da Sharaffoddin 'Ali Yazdi. Il libro tratta la storia della dinastia timuride e contiene una biografia di Tamerlano: è stato scritto in persiano e fu completato nel 1425.[1]

Il nome dell'opera deriva da una parola composta persiana-araba il cui significato in italiano è "Libro della vittoria". È ispirata all'omonima opera di Nizam al-Din Shami.[1]

Descrizione

Secondo Mirkhond, lo Zafar Nama supera tutto ciò che fino ai suoi tempi aveva illuminato il mondo nel campo della storia. Si tratta di una biografia piuttosto parziale di Tamerlano, dato che inizia a raccontare i fatti a partire dal 25° anno di quest'ultimo.[2] L'intento iniziale dell'autore era quello di produrre un secondo e un terzo capitolo incentrati rispettivamente sui regni di Shah Rukh e di Ibrahim Mirza, ma questi non vennero mai realizzati. L'opera si concentra quindi sulle gesta di Tamerlano e di suo nipote Khalil Sultan.[3]

Lo Zafar Nama divenne popolare in Europa grazie a una traduzione in francese di François Pétis de la Croix (Histoire de Timur Bee, Parigi, 1722, 4 voll. 12°). Questa traduzione venne a sua volta tradotta in inglese da J. Darby nel 1723. Lo Zafar Nama venne anche tradotto in italiano da Vincenzo Bradutti.[2]

La popolarità di cui godette lo Zafar Nama di Yazdi è testimoniata dal rinvenimento di numerosi manoscritti, alcuni dei quali sono conservati a Vienna e a Londra.[1]

Edizioni

  • (FR) Histoire de Timur Bee, traduzione di François Pétis de la Croix, Parigi, 1722, 4 voll. 12°.
  • (FA) Sharaf al-Din 'Ali, Yazdi, Zafarnámah, a cura di Muḥammad Ilahdād, Calcutta, Baptist Mission Press, 1887.

Note

  1. 1 2 3 (EN) Heidi R. Krauss-Sánchez, Sharaf al-Dīn ʿAlī Yazdī, su Encyclopedia of the Medieval Chronicle Online. URL consultato il 28 ottobre 2025.
  2. 1 2 Elliot, p. 478.
  3. ↑ Monfared, p. 540.

Bibliografia

Voci correlate

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