Zattera

La zattera è un'imbarcazione di forma piana formata da tronchi d'albero o piante legati tra loro, governate attraverso un remo, detto appunto remo di governo. La persona che manovra il remo, o che esercita questo mestiere, viene chiamata zattiere.
La zattera era utilizzata soprattutto presso i popoli primitivi; ora però viene usata come mezzo di trasporto di merci come ad esempio legname e il mestiere dello zattiere è tuttora praticato. Le zattere basano il loro principio di funzionamento sul fatto che il peso specifico del legno è inferiore a quello dell'acqua, permettendone dunque il galleggiamento secondo il noto .
Esistono anche altri tipi di zattere dette di salvataggio usate sulle barche in caso di emergenza; sono formate da tubolari autogonfiabili di solito di colore arancione o rosso, che venivano chiamate zattere Carley, dal nome del suo inventore.
Storia
Le prime evidenze dell'uso di zattere risalgono alla Preistoria, quando comunità umane di diverse regioni del mondo svilupparono in modo indipendente sistemi di galleggiamento per attraversare fiumi, laghi e zone costiere. Le zattere rappresentano probabilmente la forma più primitiva di navigazione[1][2].
Nell'antico Egitto, lungo il fiume Nilo, venivano impiegate zattere costruite con fasci di papiro, materiale leggero e naturalmente galleggiante. Strutture simili erano diffuse anche in Mesopotamia e in altre civiltà fluviali, dove la navigazione interna era essenziale per il commercio e la comunicazione[3][4].
Nell’area dell'antica Grecia, la zattera non ebbe un ruolo centrale nella navigazione marittima, poiché i Greci svilupparono precocemente imbarcazioni più avanzate, come triremi e navi mercantili[5].
Nell'Impero romano, le zattere e soprattutto le piattaforme galleggianti ebbero un ruolo più pratico e documentato, soprattutto in ambito militare e logistico[6].
In Sudamerica, le culture precolombiane svilupparono zattere in legno di balsa, particolarmente leggere e adatte alla navigazione costiera e fluviale[7].
In Asia orientale e sud-orientale, invece, si diffusero zattere realizzate in bambù, materiale resistente e flessibile, utilizzato soprattutto lungo fiumi e aree soggette a inondazioni[8][9].
In Oceania, l'uso della zattera è storicamente meno centrale rispetto ad altre regioni del mondo, poiché molte culture oceaniche svilupparono precocemente imbarcazioni più evolute, in particolare canoe a bilanciere e canoe polinesiane adatte alla navigazione oceanica. Le zattere, in senso stretto, erano comunque presenti in alcune aree dell'Oceania, ma venivano utilizzate soprattutto per spostamenti brevi in lagune, fiumi o acque costiere riparate. In questi contesti venivano costruite con materiali locali come legno leggero, canne o fasci vegetali[10][11].
Evoluzione e utilizzi
In molte regioni del mondo la zattera è stata progressivamente sostituita in epoca moderna da imbarcazioni più avanzate, come canoe e barche a scafo rigido.
La zattera è diventata anche oggetto di interesse scientifico ed esplorativo. Un esempio è la spedizione Kon-Tiki Expedition del 1947, guidata dall'esploratore norvegese Thor Heyerdahl, che attraversò l'Oceano Pacifico su una zattera di balsa per testare ipotesi sulle possibili migrazioni preistoriche tra Sudamerica e Polinesia[12][13].
Tipologie
Zattera tradizionale: piattaforma semplice fatta con tronchi legati insieme. Usata storicamente per attraversare fiumi, pescare o trasportare pesi leggeri.
Zattera di salvataggio: gonfiabile, presente su navi e aerei per emergenze in mare.
Zattera da rafting: gommone robusto progettato per discese sportive nei fiumi.
Zattera di sopravvivenza improvvisata: costruita con materiali di fortuna.
Zattera motorizzata, in grado di trasportare grossi pesi se dotata di certe caratteristiche.
Zattera usata per lavori in acqua, spesso di metallo.
Zattera modulare moderna realizzata con moduli galleggianti prefabbricati, usata come sauna o edificio ricreativo.
Zattera militare motorizzata modulare, usata soprattutto per trasferire veicoli e merci dalla nave alla terraferma, creare un attracco temporaneo quando non ci sono porti e supportare missioni umanitarie e militari (sbarco logistico).
Note
- ↑ McGrail, Sean (2014), Early Ships and Seafaring: Water Transport beyond Europe, Routledge.
- ↑ A. N. Pawlik (2001), "The origins of watercraft: a review", Journal of Maritime Archaeology.
- ↑ Shelley Wachsmann (1998), Seagoing Ships and Seamanship in the Bronze Age Levant, Texas A&M University Press.
- ↑ Stephanie Dalley (2013), The Mystery of the Hanging Garden of Babylon, Oxford University Press.
- ↑ Lionel Casson (1994), Ships and Seamanship in the Ancient World, Johns Hopkins University Press.
- ↑ Chester G. Starr (1989), The Roman Imperial Navy, Cornell University Press.
- ↑ Thor Heyerdahl (1950), Kon-Tiki: Across the Pacific by Raft.
- ↑ Pierre-Yves Manguin (1993), “Trading Ships of the South China Sea”, Journal of the Economic and Social History of the Orient.
- ↑ D. G. E. Hall (1981), A History of South-East Asia.
- ↑ Haddon, A. C. & Hornell, J. (1936–1938), Canoes of Oceania, Bernice P. Bishop Museum.
- ↑ Kirch, Patrick V. (2000), On the Road of the Winds, University of California Press.
- ↑ Graham E. L. Holton, Heyerdahl’s Kon Tiki Theory and the Denial of the Indigenous Past, in Anthropological Forum, vol. 14, n. 2, 2004-07, pp. 163–181, DOI:10.1080/0066467042000238976. URL consultato il 19 maggio 2026.
- ↑ (EN) Doug Herman, How the Voyage of the Kon-Tiki Misled the World About Navigating the Pacific, su Smithsonian Magazine. URL consultato il 19 maggio 2026.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) raft, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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