Zillennial

Zillennial, o Zennial, indica le persone nate a ridosso della transizione tra gli ultimi anni della generazione dei Millennial e i primi della Generazione Z. Le fonti collocano generalmente le loro nascite in un intervallo compreso tra il 1993 e il 1998. La posizione di confine tra due generazioni distinte e l'ampiezza anagrafica relativamente ridotta hanno favorito la loro definizione come una vera e propria “micro-generazione”. Si tratta in larga parte dei figli dei Baby Boomer più giovani e dei membri più anziani della Generazione X.

Etimologia

Il termine Zillennial è una parola macedonia derivata da Generazione Z e Millennial. È diffuso anche il termine affine Zennial, costruito secondo la stessa logica e paragonabile a Xennials, la micro-generazione collocata tra la Generazione X e i Millennial.

Data di nascita e fascia d'età

Secondo il Pew Research Center, i confini tra le generazioni non possono essere stabiliti in modo rigorosamente scientifico. Il think tank definisce una generazione “standard” come un arco temporale generalmente compreso tra i 15 e i 18 anni, sottolineando però come al suo interno esista una forte eterogeneità di idee, esperienze e comportamenti. Inoltre, il Pew evidenzia che le differenze all'interno di una stessa generazione possono essere altrettanto marcate di quelle tra generazioni diverse: i membri più giovani e quelli più anziani di una medesima coorte possono sentirsi più affini alle generazioni adiacenti piuttosto che a quella a cui vengono convenzionalmente assegnati. Questo dimostra che le generazioni sono realtà complesse e articolate, non categorie semplificate o stereotipi.[1]

L'arco temporale preciso di questa micro-generazione non è unanimemente stabilito. Dictionary.com definisce zillennial chi è nato tra l'inizio e la fine degli anni novanta.[2] Anche gli autori Hannah Ubl, Lisa Walden e Debra Arbit collocano i cosiddetti cuspidi tra il 1992 e il 1998[3], una definizione condivisa da Mary Everett di PopSugar[4] e da uno studio di caso di WGSN sulla coorte[5]. L'agenzia Ketchum amplia leggermente il range, includendo i nati dal 1992 al 2000[6]. La sociologa della Boston University Deborah Carr propone invece una definizione più flessibile, indicando gli zillennial come coloro nati “approssimativamente” tra il 1992 e il 2002 [7], intervallo ripreso anche da Bryan Robinson in un articolo per Forbes.[8]

La maggior parte delle fonti identificano gli zillennials come le persone nate tra il 1993 e il 1998, tra cui Deon Smit (HR Future), Maisy Farren (Vice)[9], Lindsay Dodgson (Business Insider)[10], Charlotte Hilton Andersen (Reader's Digest)[11], Maddy Mussen (The Standard)[12], Louis Ashworth (Financial Times)[13], Britannica[14] e MetLife[15]. Fullscreen, nella propria ricerca, definisce invece il gruppo di confine come composto da individui nati approssimativamente tra il 1993 e il 1999[16]. In modo analogo, gli autori Fons Trompenaars e Peter Woolliams collocano gli Zennials nello stesso intervallo 1993–1999[17]. L'autrice Mary Donahue propone infine una definizione leggermente diversa, includendo tra i cuspers i nati tra il 1995 e il 2000[18].

Personaggi famosi appartenenti alla micro-generazione Zillennial

Caratteristiche

Cresciuti durante il passaggio dall’analogico al digitale, gli zillennial sono il prodotto di un mondo in trasformazione, che ha vissuto vecchio e nuovo in rapida successione. Classificati come una “micro-generazione” di persone nate tra il 1993 e il 1998, Urban Dictionary definisce gli zillennial come “troppo giovani per identificarsi pienamente con i millennial, ma troppo grandi per identificarsi con la Gen Z. Sono stati bambini degli anni 2000 e sono passati dall’adolescenza all’età adulta negli anni 2010”.[19]

Secondo uno studio di caso di WGSN, i membri di questa micro-generazione percepiscono la natura “fluida” della propria collocazione anagrafica come fonte di disagio, poiché potrebbe offuscare il riconoscimento del loro ruolo e del loro contributo sul luogo di lavoro in base all'età.[20]

Un sondaggio condotto nel 2024 da YouGov su un campione di 13.083 adulti statunitensi ha mostrato che il 31% dei Millennials dichiara di identificarsi principalmente con la propria generazione, mentre il 19% sente una maggiore affinità con la Generazione Z. Analogamente, il 31% degli appartenenti alla Gen Z si riconosce nella propria coorte generazionale, mentre il 15% si identifica maggiormente con i Millennials. I risultati indicano inoltre che circa la metà degli intervistati di entrambi i gruppi (50% dei Millennials e 54% della Gen Z) non considera la propria generazione come il principale riferimento della propria identità sociale.[21]

I membri di questa coorte, cresciuti principalmente durante gli anni 2000, hanno vissuto eventi storici rilevanti come gli attentati dell’11 settembre 2001, ma, a causa della giovane età, non ne hanno potuto comprendere pienamente la portata e le conseguenze sull’insieme della società.

Brexit e Covid

La loro crescita è stata in parte plasmata dalla crisi finanziaria globale del 2008, hanno raggiunto la maggiore età negli anni 2010, con momenti formativi chiave come il referendum sulla Brexit e le elezioni presidenziali statunitensi del 2016. Hanno inoltre subito gli effetti della pandemia COVID-19 durante l'età adulta. La loro esperienza include sia l’infanzia nei primi anni 2000, con la frequenza delle scuole elementari interamente svolta in quel decennio e una crescita avvenuta prima della diffusione degli smartphone, sia la rapida trasformazione digitale tra la fine degli anni 2000 e l’inizio degli anni 2010, vissuta durante l’adolescenza e segnata dall’arrivo di Internet mobile LTE, telefoni cellulari evoluti, dispositivi portatili e infine smartphone.[22]

Gli zillennial tendono a cambiare codice tra le generazioni, possiedono alti livelli di alfabetizzazione digitale [23] e mostrano una maggiore probabilità di identificarsi con gruppi minoritari.

Secondo Trusted Media Brands, gli zillennial sono considerati un ponte tra i "pionieri digitali" dei primi anni di Internet, rappresentati dai Millennials, e i veri e propri “nativi digitali” della Generazione Z.[24]

Jason Dorsey, presidente del Center for Generational Kinetics, definisce gli zillennial come “equamente idealisti e scettici, con profonde radici nel mondo analogico e istinti digitali”, sottolineando che “ricordano la vita prima degli smartphone, ma non quella senza Internet”.[25]

Questa combinazione di esperienze analogiche e digitali conferisce agli zillennial una prospettiva unica: sanno apprezzare le interazioni faccia a faccia e i valori tradizionali, ma allo stesso tempo si muovono con naturalezza nei contesti digitali e nelle piattaforme online. Questa dualità li rende adattabili a cambiamenti tecnologici rapidi e li posiziona come mediatori tra le generazioni meno digitalizzate, e i nativi digitali della Gen Z.

Arte e cultura

L'emergere del termine Zillennialcore descrive il panorama culturale di questa micro-generazione, abbracciando musica, media e moda. Gli zillennial sono considerati veri “creatori di gusti culturali”, influenzando le sottoculture giovanili sia dei millennial più giovani sia dei membri più anziani della Gen Z.[26] Il loro contenuto creativo pone l'accento su autenticità, riconoscibilità e consapevolezza sociale, in netto contrasto con la programmazione curata tipica dei millennial. Possiedono inoltre un'influenza significativa sulla cultura dei meme online, guadagnandosi il soprannome di “signori dei meme”. Come osserva il Reuters Institute[27], “ricordano la vita prima degli smartphone, ma sanno navigare perfettamente nella cultura dei meme e nei codici dei social media”. Charlotte Hilton, del Reader's Digest, aggiunge che gli zillennial “sono fluenti sia nel sarcasmo sia nei meme” e hanno assistito all'alba della cultura degli influencer, cercando probabilmente di diventare influencer essi stessi durante il periodo della quarantena nel 2020.[28]

Secondo Power Thesaurus, gli zillennial rappresentano un ibrido culturale tra Millennial e Generazione Z. Abercrombie & Fitch ha osservato che, nel 2022, il target demografico di 24-29 anni possedeva “un po' della mentalità sia della Gen Z sia dei millennial”. Tra il 2020 e il 2022, il marchio ha aggiornato la propria strategia per allinearsi all'ethos percepito di questa micro-generazione, incentrato su realizzazione personale e autorealizzazione. Abercrombie & Fitch ha inoltre individuato l'uso di TikTok da parte degli zillennial come un importante canale di diffusione culturale durante la Pandemia Covid-19.[29]

Il Game Boy Advance, un popolare sistema di gioco portatile durante l'infanzia degli Zillennials

Molti zillennial nutrono una forte nostalgia per la cultura pop e la tecnologia dei primi anni 2000, incluse icone come il franchise di Harry Potter, SpongeBob SquarePants, console portatili quali Game Boy Advance e Nintendo DS, e programmi televisivi di Disney Channel come Lizzie McGuire e That's So Raven.[30]

Mia Galuppo, scrivendo per The Hollywood Reporter, ha affermato che molti spettatori del live-action Disney del 2025 Lilo & Stitch erano Zillennials. Ha osservato che "la nostalgia come intrattenimento, intenzionale o meno, non è una novità. Ma non è ancora stata pienamente sfruttata per la fascia demografica degli Zillennials, che ora è una delle fasce d'età più numerose negli Stati Uniti". I dati raccolti da Disney e PostTrak hanno mostrato che gli spettatori di età compresa tra i 25 e i 34 anni costituivano il 33% del pubblico presente in sala.[31]

L'autore Benjamin Crace, nel libro "The American Blockbuster: Movies That Defined Their Generations", nota che gli zillennial “sono cresciuti immersi nel soprannaturale della cultura pop: dai vampiri e lupi mannari della saga di Twilight, The Vampire Diaries e Teen Wolf, alle streghe e maghi di Harry Potter, fino agli zombi di film e serie televisive popolari come The Walking Dead, a tal punto che questi elementi sono diventati quasi normalizzati”.[32]

Un rapporto del 2024 di Parrot Analytics, società leader nell'analisi dell'intrattenimento a livello globale, evidenzia che “la quota di spettacoli con un pubblico fortemente orientato alla Generazione Z a volte segue più da vicino la Gen Z e a volte i millennial, rendendo complesso individuare gusti di contenuto distintivi per questa coorte”. Tuttavia, il rapporto sottolinea che gli zillennial mostrano una particolare predilezione per i film romantici (31%), rispetto ai generi animazione, horror e western.[33]

Sottoculture e tendenze estetiche giovanili

Gli Emo

Tra la seconda metà degli anni 2000 e i primi anni 2010 (circa 2005–2011) la cultura emo si afferma anche in Italia come una delle principali sottoculture giovanili del periodo, con particolare diffusione tra adolescenti e preadolescenti. Il fenomeno si inserisce all’interno delle più ampie dinamiche delle youth cultures post-subculturali, caratterizzate da forte ibridazione estetica e dalla centralità delle piattaforme digitali emergenti. L’estetica emo si distingue per elementi codificati quali abbigliamento scuro, jeans skinny, frange lunghe che coprono parzialmente il volto e un’identificazione con generi musicali come emo pop, post-hardcore e alternative rock.[34]

La diffusione del fenomeno avviene in un contesto mediatico caratterizzato dalla transizione verso la comunicazione digitale partecipativa, con un ruolo centrale di piattaforme come MSN Messenger e Facebook, che favoriscono la costruzione di comunità affettive e identitarie online. Secondo studi sulle culture giovanili digitali, tali ambienti hanno contribuito alla formazione di “networked publics” e alla circolazione rapida di codici estetici condivisi.

In parallelo, l’immaginario adolescenziale del periodo viene influenzato da prodotti culturali transmediali come la saga cinematografica di Twilight (2008–2012), che contribuisce alla diffusione di un’estetica del romanticismo malinconico e dell’introspezione emotiva, in parte sovrapponibile alle sensibilità culturali emo.

Dopo il 2011 il fenomeno non scompare completamente, ma viene progressivamente riassorbito in forme estetiche e memorie culturali legate alle nuove tendenze digitali e post-subculturali.

I truzzi

Tra la fine degli anni 2000 e i primi anni 2010 (circa 2008–2012), la cultura “truzza” si afferma in Italia come forma di identificazione giovanile legata alla nightlife urbana e alla musica dance commerciale. Il fenomeno, pur non costituendo una sottocultura formalizzata in senso accademico, può essere interpretato come espressione di una cultura giovanile mainstream caratterizzata da forte enfasi sull’apparenza, sulla socialità notturna e sulla spettacolarizzazione del sé.

La sua visibilità mediatica viene amplificata all’inizio degli anni 2010 dalla diffusione del reality show Jersey Shore, trasmesso anche in Italia a partire dal 2010 su MTV, che contribuisce alla costruzione di un immaginario associato a comportamenti iper-espressivi, estetiche corporee enfatizzate e rituali della nightlife. Studi sui media evidenziano come tali rappresentazioni televisive abbiano contribuito alla circolazione transnazionale di stereotipi giovanili e modelli comportamentali codificati.[35]

L’estetica associata alla cultura “truzza” si sovrappone inoltre, in parte, alla diffusione di prodotti musicali pop ed elettropop mainstream del periodo. In questo contesto, artisti come LMFAO e gruppi come dARI vengono talvolta associati nell’immaginario mediatico giovanile a un’estetica affine, contribuendo alla costruzione di un panorama culturale ibrido tra cultura pop, ironia e immaginario da discoteca.

A partire dal 2013 il fenomeno entra in una fase di progressiva riduzione della sua visibilità culturale, parallelamente alla trasformazione delle estetiche giovanili.

Gli Hipster

Tra il 2012 e il 2014 la cultura hipster raggiunge in Italia la sua fase di massima diffusione e visibilità, in particolare tra adolescenti e giovani adulti. Il fenomeno si configura come una forma di estetizzazione della distinzione culturale, basata sull’appropriazione e rielaborazione di elementi vintage, sulla valorizzazione del consumo culturale indipendente e sulla centralità di spazi urbani riqualificati. L’estetica associata all’hipstertismo si caratterizza per un insieme di codici stilistici riconoscibili, tra cui l’uso di abbigliamento retrò o “curato in modo intenzionalmente noncurante” (come jeans con risvolto, camicie aderenti, bretelle e cappelli di ispirazione vintage), occhiali dalla montatura spessa e una generale attenzione a elementi simbolici della cultura pop reinterpretati in chiave ironica o nostalgica, come l’uso ricorrente dell’icona del baffo.[36]

La diffusione di tali codici estetici è strettamente legata all’ecosistema delle piattaforme digitali visive, in particolare Instagram e Tumblr, che contribuiscono alla rapida circolazione e standardizzazione globale delle estetiche giovanili, trasformando pratiche locali in trend transnazionali altamente replicabili.

Attività economica

Gli zillennial hanno sviluppato la loro visione economica in un contesto di forte instabilità, segnato dalla Grande Recessione della fine degli anni 2000 e dalla pandemia di COVID-19 a partire dal 2020. Osservare come queste crisi abbiano colpito genitori, fratelli, persone vicine e gli stessi membri di questa coorte ha influenzato il loro approccio alle finanze nella vita adulta. Nel 2023, circa il 48% degli zillennial statunitensi viveva ancora con i genitori; combinando questa situazione con una buona alfabetizzazione digitale e redditi relativamente stabili, la coorte possiede un potere d'acquisto rilevante. Secondo Morgan Stanley, gli zillennial hanno contribuito a sostenere il mercato dei beni di lusso anche nei periodi di recessione.[37] Sempre nel 2023, Ken Costa, gestore di fondi, ha sottolineato sul Financial Times che il trasferimento di ricchezza stimato in 100 trilioni di dollari dai baby boomer alle generazioni più giovani, compresi gli zillennial, potrebbe ridisegnare l'economia globale.[38]

Un rapporto della Bank of America del 2020 evidenziava che gli zillennial esercitano un'influenza sproporzionata sui mercati finanziari, in gran parte a causa del cambiamento delle loro preferenze di consumo, meno orientate a “carne, alcol e automobili”. Uno studio condotto nel 2023 dal ricercatore di pagamenti PYMNTS ha rilevato che questa coorte condivide con la Generazione Z abitudini lavorative simili, prediligendo livelli comparabili di lavoro a distanza, interazioni sociali digitali e utilizzo di app. Cresciuti alla fine della cultura frenetica degli anni 2000, che dava grande importanza al successo professionale, gli zillennial sono stati allo stesso tempo influenzati dall'approccio meno rilassato verso il lavoro tipico dei Millennials, sviluppando una sorta di “doppia cittadinanza” culturale tra le due generazioni.[39]

Secondo Mike Wiseman, autore per Personnel Today, principale sito britannico di risorse umane gratuito, gli zillennial “non disdegnano lavorare in ufficio, ma vogliono che l'ambiente giustifichi lo sforzo per raggiungerlo. Si aspettano spazi di lavoro con aree verdi, abbondante luce naturale, aria fresca, strutture per il benessere e il tempo libero, ottimi ristoranti con opzioni salutari e una cultura aziendale positiva”. Wiseman aggiunge che “gli zillennial sono riluttanti a perdere tempo in spostamenti lunghi e sono scoraggiati da ambienti aziendali sterili e senza anima. Cercano un percorso diretto per arrivare in ufficio, preferibilmente a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici”.[40]

Gli zillennial mostrano una maggiore fedeltà ai marchi e una minore sensibilità al prezzo rispetto ai millennial, determinando comportamenti di acquisto più stabili. Secondo PYMNTS Intelligence, il 75% di loro combina acquisti online e in negozio, unendo la praticità del digitale con i vantaggi tattili dei punti vendita fisici, mentre il 72% è più influenzato da fonti affidabili come amici e familiari rispetto alla pubblicità tradizionale. Gli zillennial sono acquirenti esigenti: attribuiscono grande importanza ai fattori sociali e ambientali nella scelta dei luoghi di acquisto e considerano il budget un elemento centrale nelle loro decisioni di consumo.[41]

I consumatori zillennial hanno più probabilità di vivere di stipendio in stipendio rispetto alla media della popolazione. Inoltre, tendono a convivere con saldi in sospeso su prestiti studenteschi, carte di credito tradizionali e dei negozi, prestiti personali e altre forme di indebitamento.[42]

Un sondaggio online del 2025 condotto da Arrivia, fornitore di tecnologia per la fidelizzazione dei viaggiatori, su 1.089 adulti statunitensi, evidenzia che gli zillennial stanno emergendo come un pubblico ad alto potenziale nel settore dei viaggi, grazie a redditi in crescita e preferenze specifiche. Quasi la metà di loro vive ancora con i genitori (48%) e il 41% dichiara un reddito familiare di 100.000 dollari o più, fattori che offrono maggiore flessibilità nella spesa per viaggi. Rispetto alla media del sondaggio, gli zillennial hanno quasi il doppio delle probabilità di viaggiare all'estero e mostrano un interesse maggiore rispetto sia alla Gen Z sia ai millennial per pacchetti che combinano crociera, hotel e volo. Inoltre, circa uno zillennial su tre (27%) ha dichiarato di aver fatto una crociera, a fronte del 18% registrato tra i baby boomer.[43]

Gli zillennial sono meno inclini rispetto alle generazioni più anziane a possedere un'auto come principale mezzo di trasporto, privilegiando invece alternative come il leasing, i mezzi pubblici e i servizi di ride‑sharing. Inoltre, rispetto a qualsiasi altra generazione, sono più propensi a indicare la mancanza di fondi per l'acconto come il principale ostacolo all'acquisto di una casa.[44]

Salute

All'inizio della pandemia di COVID-19, gli zillennial, già maggiorenni, hanno visto numerosi aspetti della loro vita sociale e personale sconvolti, costringendoli a posticipare non solo matrimoni e ricerche di lavoro, ma anche viaggi, eventi significativi come feste di laurea e progetti di convivenza.

Secondo la CNN, gli zillennial mostrano un allineamento maggiore con la Generazione Z su questioni sociali.[45] Diversità e indipendenza sono i tratti che questa micro-generazione usa più spesso per definirsi. Lo studio rileva inoltre che gli zillennial sono più creativi e più propensi ad autoidentificarsi come parte di un gruppo minoritario rispetto ad altre coorti generazionali.[46]

I sostenitori della Zillennial protestano contro il cambiamento climatico a Washington, DC, nel 2015

In particolare, gli zillennial credono fermamente nel riscaldamento globale e negli sforzi per contrastare il cambiamento climatico, con molti che si identificano come eco-consapevoli. Mostrano inoltre rispetto per la diversità culturale e valorizzano la libertà nelle scelte sentimentali e sessuali.[47]

Attività politica

In Italia, nel 2010, gli zillennial si mobilitano in massa: oltre 300.000 studenti delle scuole medie, superiori e universitari, insieme a precari e lavoratori del settore scolastico, scendono in piazza in più di ottanta città italiane per protestare contro la riforma Gelmini. Le manifestazioni diventano una delle più imponenti mobilitazioni studentesche dell’intero decennio. A Roma si radunano decine di migliaia di persone davanti al Ministero dell’Istruzione, mentre a Milano e in numerosi altri centri si svolgono cortei molto partecipati, in alcuni casi accompagnati da tensioni con le forze dell’ordine.[48][49]

Patrice Peck, su Cosmopolitan, ha osservato che gli zillennial avevano circa tra i 20 e i 29 anni durante le elezioni presidenziali statunitensi del 2020, giocando un ruolo decisivo nell'estromettere Donald Trump e nel portare Joe Biden e Kamala Harris alla Casa Bianca.[50] Glamour UK ha sottolineato che, rispetto ai millennial, questa coorte tende a una visione politica più socialista.[51] Eventi come il referendum sulla Brexit del 2016 nel Regno Unito e le elezioni presidenziali statunitensi del 2016 sono considerati dai membri della micro-generazione esperienze politiche formative: alcuni di loro non avevano ancora diritto di voto, ma hanno osservato questi eventi e ne sono stati profondamente influenzati.

Manifestanti mascherati del zillennial a Philadelphia durante le proteste per George Floyd nel giugno 2020

Gli zillennial hanno preso parte attivamente alle proteste seguite alla morte di George Floyd nel 2020-2021, che hanno rappresentato la più ampia ondata di mobilitazioni contro la brutalità della polizia negli Stati Uniti e, in parte, a livello internazionale, dai tempi del movimento per i diritti civili.[52]

Vita sociale

Gli zillennial hanno vissuto l'adolescenza in un contesto in cui la socializzazione era spesso associata alla vita notturna, alle feste e al consumo di alcolici. Sebbene le abitudini individuali siano molto eterogenee, questa coorte è stata esposta a modelli culturali che tendevano a normalizzare il bere come parte integrante delle esperienze sociali giovanili.[53]

Gli Zillennial sono cresciuti vivendo il passaggio dai telefoni cellulari semplici agli smartphone e ai social network. Per questo tendono a considerare sia gli incontri dal vivo sia le interazioni digitali come parti naturali della vita sociale.

Tecnologia

Uno studio di Fullscreen evidenzia che, pur essendo a loro agio con tecnologia e social media, gli zillennial mantengono un “rapporto di amore-odio” con questi strumenti. La maggior parte di loro, tuttavia, ritiene che la tecnologia contribuisca a migliorare il mondo. Secondo un rapporto PYMNTS del 2024, il 68% degli zillennial utilizza assistenti vocali nelle attività quotidiane, soprattutto per shopping, gestione finanziaria e ricerca di informazioni, dimostrando un uso più intenso rispetto alle generazioni più anziane. Un ulteriore studio della stessa azienda sottolinea come gli zillennial stiano guidando l'evoluzione del digital banking, combinando competenza tecnologica e fiducia nelle istituzioni finanziarie tradizionali.[54]

Questa micro-generazione ha sviluppato un rapporto particolare con i social media di nuova generazione, il cui ingresso nella loro esperienza quotidiana è avvenuto prevalentemente durante la prima età adulta. Piattaforme come TikTok hanno raggiunto una diffusione globale significativa tra il 2018 e il 2020, anche a seguito della fusione con Musical.ly[55], in una fase in cui molti appartenenti a questa coorte avevano già circa 20–27 anni. Allo stesso modo, funzionalità come Instagram Stories[56], introdotte nel 2017, e successivamente i Reels nel 2020[57] hanno segnato un’evoluzione dell’ecosistema social, a cui gli zillennial si sono progressivamente adattati in età adulta, dopo aver già familiarizzato con piattaforme precedenti come Facebook e le prime versioni di Instagram basate principalmente sul feed cronologico o statico. Tale collocazione temporale ha contribuito a definire un’esperienza dei social media intermedia, distinta sia da quella delle generazioni più giovani, cresciute con TikTok e i contenuti video brevi come linguaggio digitale nativo, sia da quella dei Millennials più anziani, che hanno invece sperimentato la nascita dei social network moderni in una fase più avanzata del proprio percorso di vita.

In Italia, la diffusione su larga scala degli assistenti digitali vocali come Google Assistant e Alexa si è consolidata principalmente tra il 2017 e il 2018, segnando una fase di transizione verso l’adozione quotidiana dell’interazione vocale con i dispositivi digitali. In particolare, il supporto completo alla lingua italiana per i sistemi Google si è stabilizzato intorno a fine 2017[58], mentre Alexa è stata introdotta ufficialmente nel mercato italiano nell’ottobre 2018 con il lancio dei dispositivi Echo[59]. In questo periodo gli assistenti vocali sono passati da tecnologie inizialmente limitate o sperimentali a strumenti integrati nell’uso domestico e personale, progressivamente diffusi negli smartphone e nei sistemi di smart home.

L’età di primo contatto con queste tecnologie ha influenzato il modo in cui vengono percepite e utilizzate. Chi le ha incontrate in età adulta come gli zillennial tende a considerarle strumenti accessori, inseriti in abitudini digitali già consolidate basate su input testuale e interazione tradizionale con lo smartphone. Al contrario, chi vi è stato esposto durante l’adolescenza o l’infanzia le vive come una modalità naturale e primaria di interazione con l’ambiente digitale, fondata prevalentemente sui comandi vocali. Questo contribuisce a definire un rapporto più integrato e “immersivo” con la tecnologia, in cui l’assistente digitale non rappresenta un’aggiunta successiva, ma una componente strutturale dell’esperienza di crescita digitale.

L’introduzione di ChatGPT e dei sistemi di intelligenza artificiale generativa nel contesto scolastico rappresenta un ulteriore elemento di differenziazione per gli zillennial rispetto alle generazioni successive. Questi strumenti hanno iniziato a diffondersi in ambito pubblico e accademico solo a partire dal 2023[60], quando molti appartenenti a questa microgenerazione avevano già concluso il proprio percorso scolastico o universitario, oppure si trovavano in una fase avanzata della formazione. Di conseguenza, la loro esperienza educativa si è svolta in un sistema privo di assistenti IA conversazionali, in cui lo studio era basato principalmente su libri di testo, ricerche autonome, motori di ricerca tradizionali e confronto diretto con docenti e compagni. L’assenza di strumenti come ChatGPT nelle scuole ha contribuito a mantenere modalità di apprendimento più lineari e meno automatizzate rispetto a quelle che caratterizzano gli studenti più giovani, che oggi integrano frequentemente l’intelligenza artificiale nei processi di scrittura, sintesi e studio.

Note

  1. ↑ (EN) How Pew Research Center Will Report On Generations Moving Forward, su pewresearch.org. URL consultato il 2023.
  2. ↑ ZILLENNIAL Definition & Meaning | Dictionary.com, su www.dictionary.com. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  3. ↑ (EN) Hannah L. Ubl, Lisa X. Walden e Debra Arbit, Managing Millennials For Dummies, John Wiley & Sons, 6 aprile 2017, ISBN 978-1-119-31023-5. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  4. ↑ (EN) Mary Everett, Are You Confused by the Current Generational War? Congrats, You May Be a Zennial!, su Popsugar, 3 marzo 2021. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  5. ↑ (EN) WGSN: Zennials: The In-Between Generation - WGSN Insight, su www.wgsn.com. URL consultato il 25 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2025).
  6. ↑ (EN) Ketchum, Ketchum Introduces the GenZennial, an Influential Blend of Two Generations, su www.prnewswire.com. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  7. ↑ (EN) Terry Ward, Zillennials: The newest micro-generation has a name, su CNN, 10 maggio 2023. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  8. ↑ (EN) Bryan Robinson, Ph.D., Who The 2024 Zillennials Are And Why Their Misrepresentation Affects The American Workforce, in Forbes. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  9. ↑ (EN) 'Zillennials' Are Haunted By Their Internet History, su VICE, 20 agosto 2020. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  10. ↑ (EN) Lindsay Dodgson, The struggle of being a workplace 'zillennial,' not knowing where you fit in, su Business Insider. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  11. ↑ (EN) Charlotte Hilton Andersen, What Generation Are You? Find Out in Our Guide to Generation Years and Names, su Reader's Digest, 30 maggio 2025. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  12. ↑ (EN) Maddy Mussen, It’s time to admit it: Zillennials are the only normal Gen Zers, su The Standard, 6 agosto 2025. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  13. ↑ Client Challenge, su www.ft.com. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  14. ↑ (EN) The American Generations: Names, Years, & Key Differences | Britannica, in Encyclopedia Britannica. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  15. ↑ (EN) JOB SATISFACTION HITS 20-YEAR LOW ACROSS U.S. WORKFORCE, LOWEST AMONG ‘ZILLENNIALS’, su MetLife. URL consultato il 25 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 9 ottobre 2025).
  16. ↑ Cuspers Creative Stressed Impulsive - Generational Study Shines Light on the Unique Life-Stage Between Millennials and Gen-Z, su businesswire.com. URL consultato il 2025.
  17. ↑ (EN) Fons Trompenaars e Peter Woolliams, New Approaches to Recruitment and Selection, Emerald Group Publishing, 29 gennaio 2024, ISBN 978-1-83797-761-1. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  18. ↑ (EN) Mary E. Donohue, Message Received: 7 Steps to Break Down Communication Barriers at Work, McGraw Hill Professional, 29 settembre 2020, ISBN 978-1-260-45636-3. URL consultato il 25 gennaio 2026.
  19. ↑ (EN) Urban Dictionary: Zillennials, su Urban Dictionary. URL consultato il 5 luglio 2026.
  20. ↑ (EN) WGSN: Zennials: The In-Between Generation, su wgsn.com. URL consultato il 2021.
  21. ↑ (EN) Most Millennials and Gen Zers don't place themselves within their usual generational group, su today.yougov.com. URL consultato il 2025.
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  23. ↑ (EN) Move Over Millennials and Gen Z, there's a new generation in town: Meet Zillennials, su eu.usatoday.com. URL consultato il 2023.
  24. ↑ (EN) Zillennials: the influential, in-between generation driving engagement across our platforms., su linkedin.com. URL consultato il 2025.
  25. ↑ (EN) Jason Dorsey Featured in Reader's Digest on Generational Identity, su jasondorsey.com. URL consultato il 2025.
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