Zincowoodwardite

Zincowoodwardite
Classificazione Strunz (ed. 10)7.DD.35[1]
Formula chimica(Zn1-xAlx)(SO4)x/2(OH)2 • nH2O (x < 0.5, n < 3x/2)[2]
Proprietà cristallografiche
Sistema cristallinotrigonale[3]
Gruppo puntuale3[4]
Gruppo spazialeP3 (zincowoodwardite-1T) oppure R3m (zincowoodwardite-3R)[4]
Proprietà fisiche
Densità misurata2,66 (per il politipo 3R)[5] g/cm³
Densità calcolata2,71[3] g/cm³
Durezza (Mohs)1[6]
Coloredal blu chiaro al bianco bluastro[5]
Lucentezzacerosa[3]
Opacitàtraslucida[3]
Striscioda bianco a bianco bluastro[5]
Diffusionerara
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce – Minerale

La zincowoodwardite (simbolo IMA: Zwwd[7]) è un minerale molto raro del supergruppo dell'idrotalcite e del gruppo della woodwardite appartenente alla classe dei minerali dei "solfati, cromati, molibdati e tungstati" con composizione chimica (Zn1-xAlx)(SO4)x/2(OH)2 • nH2O (x < 0.5, n < 3x/2)[2] e quindi rappresenta l'analogo dello zinco della woodwardite.

La zincowoodwardite cristallizza politipicamente in due modi diversi:

  • zincowoodwardite-1T
  • zincowoodwardite-3R

Etimologia e storia

La zincowoodwardite è stata trovata per la prima volta nel 1998 nella "miniera di Christiana" e nella "miniera di Hilarion" vicino ad Agios Konstantinos (Kamariza) in Attica, in Grecia. Il minerale è stato analizzato e descritto da Thomas Witzke e Gunnar Raade, che lo hanno chiamato in tal modo per la prevalenza di zinco nella sua composizione e a causa della sua stretta relazione con la woodwardite.[8]. La zincowoodwardite è stata riconosciuta come minerale indipendente dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) nello stesso anno con il numero IMA1998-026.

Il campione tipo del minerale si trova nella collezione mineralogica dell'Università di Freiberg, in Germania.[9]

Classificazione

La classica 9ª edizione della sistematica minerale di Strunz, aggiornata dall'Associazione Mineralogica Internazionale (IMA) fino al 2009[10], elenca la zincowoodwardite nella classe "7. Solfati (selenati, tellurati, cromati, molibdati, tungstati)" e nella sottoclasse "7.D Solfati (selenati, ecc.) con anioni aggiuntivi, con H2O"; questa viene suddivisa più finemente in base alla dimensione dei cationi coinvolti e alla struttura cristallina in modo tale da trovare la zincowoodwardite nella sezione "7.DD Con soltanto cationi di media dimensione; strati di ottaedri che condividono uno spigolo" dove forma il sistema nº 7.DD.35 insieme a carrboydite, glaucocerinite, honessite, idrohonessite, idrowoodwardite, motukoreaite, mountkeithite, natroglaucocerinite, nikischerite, SO4-idrotalcite-11Å, SO4-idrotalcite-8.8Å, wermlandite, zincaluminite e woodwardite.[10]

Questa suddivisione viene mantenuta invariata anche nell'edizione successiva, proseguita dal database "mindat.org", nella quale il sistema 7.DD.35 è formato dai minerali shigaite, zincaluminite, woodwardite, natroglaucocerinite, idrowoodwardite, honessite, carrboydite, glaucocerinite, wermlandite, nikischerite, idrohonessite, motukoreaite e mountkeithite, oltre alla zincowoodwardite.[1]

Nella Sistematica dei lapis (Lapis-Systematik) di Stefan Weiß la zincowoodwardite si trova nella classe dei "solfati, cromati, molibdati e tungstati" e nella sottoclasse dei "solfati idrati con anioni estranei"; qui occupa un posto nella sezione dei minerali con "cationi di medie dimensioni" dove forma il sistema nº VI/D.08 insieme a bechererite, spangolite, cianotrichite, carbonatocianotrichite, camérolaite, idrowoodwardite, woodwardite, calcoalumite, kyrgyzstanite, nickelalumite, mbobomkulite, idrombobomkulite, carrboydite, zincaluminite e glaucocerinite.[11]

Abito cristallino

La zincowoodwardite cristallizza politipicamente, cioè forma strati alternati con simmetria trigonale-primitiva e trigonale-romboedrica, che vengono indicati come zincowoodwardite-1T e zincowoodwardite-3R. La struttura è strettamente correlata a quella dell'idrotalcite.

Proprietà

La zincowoodwardite, come il talco, minerale di riferimento, ha la durezza Mohs pari 1 (la più bassa possibile), cioè le sue superfici possono essere graffiate dall'unghia di un dito.

Origine e giacitura

La zincowoodwardite si forma nella zona di ossidazione dei depositi contenenti zinco e nelle vecchie miniere per precipitazione dall'acqua in condizioni neutre o leggermente alcaline. A seconda del luogo in cui si trova, la zincowoodwardite si trova in paragenesi con glaucocerinite, emimorfite, natroglaucocerinite, serpierite e/o zaccagnaite.[14]

Oltre alla sua località tipo, la "Miniera di Christiana" e la "Miniera di Hilarion" vicino ad Aghios Konstantinos, la zincowoodwardite è stata trovata anche in Grecia nella "Miniera di Serpieri" e nella "Miniera di Maria" a Capo Sunio, sempre in Grecia. Altri siti includono la "miniera di Friedrichssegen" nel comune di Frücht (Renania-Palatinato, Germania) e "Le Penay" vicino a La Léchère (Alvernia-Rodano-Alpi, Francia).[15][16]

Forma in cui si presenta in natura

Simile alla sua parente woodwardite, sviluppa cristalli fibrosi fino a circa 1,5 mm di dimensione e habitus parzialmente pseudoesagonale, che sono disposti in aggregati radiali o simili all'uva o formano rivestimenti crostosi. I cristalli e gli aggregati sono traslucidi di colore blu-verdastro, o azzurro, o bianco e hanno una lucentezza simile alla cera sulle superfici. Sulla mattonella di prova, lo striscio della zincowoodwardite lascia una linea azzurra.

Note

  1. 1 2 (EN) Strunz-Mindat (2025) Classification - With only medium-sized cations; sheets of edge-sharing octahedra, su mindat.org, Hudson Institute of Mineralogy. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  2. 1 2 (EN) Malcolm Back et al, The New IMA List of Minerals – A Work in Progress – Updated: September 2025 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, Marco Pasero, settembre 2025. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  3. 1 2 3 4 (EN) Zincowoodwardite, su mindat.org. URL consultato il 10 ottobre 2024.
  4. 1 2 (EN) Zincowoodwardite Mineral Data, su webmineral.com.
  5. 1 2 3 (EN) Zincowoodwardite (PDF), su handbookofmineralogy.org. URL consultato il 10 ottobre 2024.
  6. ↑ (DE) Zincowoodwardite, su mineralienatlas.de. URL consultato il 10 ottobre 2024.
  7. ↑ (EN) Laurence N. Warr, IMA–CNMNC approved mineral symbols (PDF), in Mineralogical Magazine, vol. 85, 2021, pp. 291-320, DOI:10.1180/mgm.2021.43. URL consultato il 10 ottobre 2024.
  8. ↑ (EN) Robert F. Martin e William H. Blackburn, Encyclopedia of mineral names: second update (PDF), in The Canadian Mineralogist, vol. 39, 2001, pp. 1199-1218. URL consultato il 10 ottobre 2024 (archiviato dall'url originale il 12 ottobre 2016).
  9. ↑ (DE) Typmineral-Katalog der Universität Hamburg: Zincowoodwardit, su typmineral.uni-hamburg.de. URL consultato il 10 ottobre 2024.
  10. 1 2 (EN) Ernest Henry Nickel e Monte C. Nichols, IMA/CNMNC List of Minerals 2009 (PDF), su cnmnc.units.it, IMA/CNMNC, gennaio 2009. URL consultato il 30 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 29 luglio 2024).
  11. ↑ (DE) Lapis Classification - VI SULFATE, CHROMATE, MOLYBDATE UND WOLFRAMATE - VI/D Wasserhaltige Sulfate, mit fremden Anionen, su mineralienatlas.de. URL consultato il 30 dicembre 2025.
  12. 1 2 (EN) American Mineralogist Crystal Structure Database – Zincowoodwardite, su rruff.geo.arizona.edu, 2000. URL consultato il 10 ottobre 2024.
  13. 1 2 (DE) Thomas Witzke, Erstbeschreibungen neuer Minerale, an denen ich beteiligt bin, su strahlen.org. URL consultato il 10 ottobre 2024.
  14. ↑ (EN) Mineralogical Association of Canada – Datenblatt von Zincowoodwardit (PDF), su mineralogicalassociation.ca. URL consultato il 15 ottobre 2024 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2017).
  15. ↑ (DE) Zincowoodwardite (Occurrences), su mineralienatlas.de. URL consultato il 10 ottobre 2024.
  16. ↑ (EN) Localities for Zincowoodwardite, su mindat.org. URL consultato il 10 ottobre 2024.

Bibliografia

  • (DE) Stefan Weiß, Das große Lapis Mineralienverzeichnis. Alle Mineralien von A – Z und ihre Eigenschaften. Stand 03/2018, 7ª ed., Monaco, Weise, 2018, ISBN 978-3-921656-83-9.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni