210P/Christensen
Cometa 210P/Christensen | |
|---|---|
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| Stella madre | Sole |
| Scoperta | 26 maggio 2003 |
| Scopritore | Eric J. Christensen |
| Designazioni alternative | Christensen 1, C/2003 K2 (Christensen), P/2003 K2 (Christensen), P/2008 X4 (Christensen) |
| Parametri orbitali | |
| (all'epoca 2461000,5 21 novembre 2025[1]) | |
| Semiasse maggiore | 3,1606 au |
| Perielio | 0,5244 au |
| Afelio | 5,7967 au |
| Periodo orbitale | 5,6188 anni |
| Inclinazione orbitale | 10,2873° |
| Eccentricità | 0,8341 |
| Longitudine del nodo ascendente | 93,7968° |
| Argom. del perielio | 345,9495° |
| Par. Tisserand (TJ) | 2,492[2] (calcolato) |
| Ultimo perielio | 22 novembre 2025[3] |
| Prossimo perielio | 6 luglio 2031 |
| MOID da Giove | 0,0203 au[2] |
| Dati osservativi | |
| Magnitudine app. |
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| Magnitudine ass. |
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210P/Christensen, o cometa Christensen 1, è una cometa periodica appartenente alla famiglia delle comete gioviane scoperta da Eric J. Christensen il 26 maggio 2023 mentre era in fase di allontanamento dopo il perielio avvenuto il precedente 7 aprile.[3]
Alcuni giorni dopo la scoperta della cometa, molti astronomi notarono come la possibile traiettoria potesse ricondurre ad un oggetto precedentemente segnalato da Zhou Xing-ming, Michael Mattiazzo e Sebastian Florian Hönig sulla base di immagini riprese a partire dal 5 aprile 2003 dallo strumento SWAN della sonda SOHO: tuttavia la discordanza dei valori ottenuti dai tre astronomi e la risoluzione dello SWAN inferiore al 1°, non permise di considerare valide queste osservazioni per attribuire loro la scoperta.[5].
A meta dicembre 2008 l'australiano Alan Watson individuò un oggetto di natura cometaria nelle immagini riprese dalle sonde STEREO: sulla base del calcolo dell'orbita fatto da Rainer Kracht, Maik Meyer notò una similarità con Christensen 1.[6] La conferma definitiva fu data da Brian Marsden[6][7] e questo permise di numerarla definitivamente.[8] Il passaggio al perielio era avvenuto il precedente 8 dicembre.[3] Fu il primo caso di riscoperta ottenuta da immagine di una sonda spaziale.[6]
La cometa è stata regolarmente osservata nei successivi transiti per i perieli avvenuti il 17 agosto 2014 e il 7 aprile 2020.[3]
Durante l'apparizione per il perielio del 22 novembre 2025,[3] la cometa è transitata il precedente 8 novembre a sole 0,43 au dalla Terra, tuttavia con soli 20 gradi di separazione dal Sole.[9] Si è comunque potuto osservare la cometa grazie allo strumento SWAN del telescopio spaziale SOHO.
Caratteristica degna di nota dell'orbita di questa cometa sono le piccole MOID col pianeta Venere, dell'ordine delle 0,0323 ua, pari a circa 4,8 milioni di km, e quella col pianeta Giove, dell'ordine della 0,5 ua.
Note
- ↑ I dati di 210P/Christensen dal sito MPC.
- 1 2 3 I dati di 210P/Christensen dal sito JPL.
- 1 2 3 4 5 I dati di 210P/Christensen dal sito di Seiichi Yoshida.
- ↑ (EN) MPEC 2009-A01 : COMET P/2003 K2 = 2008 X4 (CHRISTENSEN), su minorplanetcenter.net.
- ↑ (EN) IAUC 8138: C/2003 K2; C/2003 K3; S/2003 J 21, su cbat.eps.harvard.edu.
- 1 2 3 (EN) A. Patel, SECCHI Makes a Fantastic Recovery!, su stereo.gsfc.nasa.gov, NASA / GSFC, 17 dicembre 2008. URL consultato il 31 gennaio 2026.
- ↑ (EN) K. Battams, A. Watson, R. Kracht, M. Meyer e B. G. Marsden, Comet P/2008 X4 = P/2003 K2 (Christensen), in IAU Circular, vol. 9005, n. 1, D. W. Green, dicembre 2008, Bibcode:2008IAUC.9005....1B. URL consultato il 31 gennaio 2026.
- ↑ (EN) MPEC 2008-X81 : COMET P/2008 X4, su minorplanetcenter.org.
- ↑ (EN) Earth approach on 2025-Nov-08, su ssd.jpl.nasa.gov, JPL Horizons. URL consultato il 31 gennaio 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) 210P/Christensen - Dati riportati nel database dell'IAU, su minorplanetcenter.net, Minor Planet Center.
- (EN) 210P/Christensen - Dati riportati in MPC Explorer, su data.minorplanetcenter.net, Minor Planet Center.
- (EN) 210P/Christensen - Dati riportati nello Small-Body Database, su ssd.jpl.nasa.gov, Jet Propulsion Laboratory.
- (EN) 210P/Christensen - Dati riportati sul sito di Kazuo Kinoshita, su jcometobs.web.fc2.com.
- (EN) 210P/Christensen - Dati riportati sul sito di Seiichi Yoshida, su aerith.net.
- (EN) IAUC 8136: C/2003 K2; 2003ej, 2003ek,, 2003el, su cbat.eps.harvard.edu.
- (EN) IAUC 8145: C/2003 L1; P/2003 K2; C/2003 K4, su cbat.eps.harvard.edu.
- (EN) MPEC 2003-K43 : COMET C/2003 K2, su minorplanetcenter.net.
- (EN) Nakano Note (Nakano wa Kangaeru noda) NK 2746 210P/Christensen, su oaa.gr.jp.
