Agrilus planipennis
| Minatore smeraldino del frassino | |
|---|---|
![]() | |
| Classificazione scientifica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Phylum | Arthropoda |
| Subphylum | Hexapoda |
| Classe | Insecta |
| Ordine | Coleoptera |
| Superfamiglia | Buprestoidea |
| Famiglia | Buprestidae |
| Genere | Agrilus |
| Specie | A. planipennis |
| Nomenclatura binomiale | |
| Agrilus planipennis Fairmaire, 1888 | |
| Nomi comuni | |
|
Minatore smeraldino del frassino | |
L'Agrilus planipennis (detto minatore smeraldino del frassino)[1][2] è un coleottero buprestide verde originario dell'Asia nord-orientale che si nutre di specie di frassino. Le femmine depongono le uova nelle fessure della corteccia dei frassini e le larve si alimentano sotto la corteccia degli alberi, emergendo come adulti dopo uno o due anni.
Nel suo areale di origine, questa specie è generalmente presente a basse densità e non causa danni significativi agli alberi autoctoni. Al di fuori della sua area naturale, invece, è una specie invasiva altamente distruttiva per i frassini originari dell'Europa e del Nord America.
Prima della sua scoperta in Nord America, si sapeva molto poco del minatore smeraldino del frassino nel suo habitat naturale; di conseguenza, gran parte delle ricerche sulla sua biologia è stata condotta proprio in Nord America. Le amministrazioni locali nordamericane stanno cercando di contenerne la diffusione attraverso il monitoraggio dell'espansione della specie, la diversificazione delle specie arboree e l'impiego di insetticidi e metodi di controllo biologico.
Storia
Il missionario e naturalista francese Armand David raccolse un esemplare della specie durante uno dei suoi viaggi nella Cina imperiale tra gli anni 1860 e 1870. Trovò il coleottero a Pechino e lo inviò in Francia, dove nel 1888 fu pubblicata la prima breve descrizione di Agrilus planipennis da parte dell'entomologo Léon Fairmaire sulla rivista Revue d'Entomologie. Non essendo a conoscenza della descrizione di Fairmaire, l'entomologo Jan Obenberger pubblicò nel 1930 una descrizione separata della stessa specie, assegnandole il nome di Agrilus marcopoli[3].
Identificazione
I coleotteri adulti sono generalmente di un brillante colore verde metallico e misurano circa 8,5 mm di lunghezza e 1,6 mm di larghezza. Le elitre (le ali anteriori indurite che proteggono quelle posteriori) sono solitamente di un verde più scuro, ma possono presentare sfumature color rame. Il minatore smeraldino del frassino è l'unica specie presente nel Nord America del genere Agrilus con un addome superiore di colore rosso brillante, visibile quando le ali e le elitre sono aperte. La specie possiede inoltre una piccola spina all'estremità dell'addome e antenne seghettate, la cui dentellatura inizia dal quarto segmento antennale. Sotto la corteccia degli alberi infestati, le larve scavano gallerie sinuose che lasciano tracce caratteristiche, talvolta visibili dall'esterno. Gli adulti di altre specie di coleotteri vengono spesso erroneamente identificati dal pubblico come minatori smeraldini del frassino, a causa della loro somiglianza nell'aspetto e nella colorazione[4][5][6].
Ciclo vitale

Il ciclo vitale del minatore smeraldino del frassino può durare uno o due anni, a seconda del periodo di deposizione delle uova, dello stato di salute dell'albero ospite e della temperatura ambientale[7].
Dopo l'accumulo di circa 400–500 gradi giorno al di sopra dei 10 °C, gli adulti iniziano a emergere dagli alberi verso la fine della primavera. Il picco di emergenza si verifica intorno ai 1 000 gradi-giorno. Una volta emersi, gli adulti si nutrono per circa una settimana delle foglie dei frassini nella chioma dell'albero prima di accoppiarsi, causando però una perdita di fogliame minima[8]. I maschi sorvolano gli alberi alla ricerca delle femmine, individuandole tramite segnali visivi e atterrando direttamente su di esse per l'accoppiamento. L'accoppiamento può durare fino a 50 min e le femmine possono accoppiarsi con più maschi nel corso della loro vita[9].
Uova
Una femmina vive in media circa sei settimane e depone generalmente 40–70 uova, anche se gli individui più longevi possono arrivare a deporne fino a 200[8]. Le uova vengono deposte nelle fessure, nelle scaglie o nelle crepe della corteccia e si schiudono dopo circa due settimane. Il diametro è di circa 0,6–1,0 mm, il colore iniziale è il bianco e quello successivo (se fertili) è bruno-rossastro[7][8].
Larve
Dopo la schiusa, le larve penetrano attraverso la corteccia fino a raggiungere il floema interno, il cambio e lo xilema esterno, dove si nutrono e si sviluppano. Il minatore smeraldino del frassino attraversa quattro stadi larvali (instar). Durante l'alimentazione, le larve scavano lunghe gallerie serpentine, caratteristiche dell'infestazione. Le larve mature del quarto stadio raggiungono una lunghezza di circa 26–32 mm[7].
Svernamento e metamorfosi
In autunno, le larve mature scavano una camera profonda circa 1,25 cm nel legno o nella corteccia esterna, dove assumono una caratteristica forma a J.
In questa posizione:
- si trasformano in prepupa;
- successivamente diventano pupa;
- infine si sviluppano in adulto nella primavera successiva.
Per uscire dall'albero, l'adulto rosicchia un foro attraverso la corteccia, lasciando il tipico foro di uscita a forma di D, uno dei principali segni diagnostici della presenza della specie. Le larve non completamente sviluppate possono trascorrere l'inverno all'interno delle loro gallerie e necessitare di un'ulteriore estate di alimentazione prima di svernare nuovamente ed emergere come adulti l'anno seguente[7]. Questo ciclo biennale è più frequente nelle regioni dal clima freddo, come la Russia europea[10].
Distribuzione geografica

L'areale di origine del minatore smeraldino del frassino comprende le regioni temperate dell'Asia nord-orientale, tra cui[10][11]:
- Russia
- Mongolia
- Cina settentrionale
- Giappone
- Corea del Sud e Corea del Nord
Diffusione in Nord America
Il coleottero è una specie invasiva in Nord America, dove il nucleo principale della popolazione si trova nello stato del Michigan e nelle aree circostanti. Al di fuori di questa zona centrale, le popolazioni risultano più frammentate. I limiti noti della sua distribuzione si estendono[12][13]:
- a nord fino a Ontario;
- a sud fino alla parte settentrionale della Louisiana;
- a ovest fino al Nebraska;
- a est fino al New Brunswick.
Sono inoltre presenti popolazioni isolate in Colorado e la regione nord-occidentale del Pacifico, in particolare nello stato dell'Oregon[14][15].
Diffusione in Europa orientale

Nell'Europa orientale, una popolazione di Agrilus planipennis è stata individuata nel 2003 a Mosca[10]. Tra il 2003 e il 2016, questa popolazione si è espansa verso ovest a una velocità fino a 40 km all'anno in alcune regioni. Nel corso degli anni successivi sono stati registrati focolai anche in territori limitrofi, tra cui Ucraina e Bielorussia, indicando una diffusione non più localizzata ma regionale. L'espansione verso ovest ha avvicinato la specie ai confini dell'Unione europea, aumentando il rischio di introduzione in paesi come Polonia, Paesi Baltici e Romania, caratterizzati dalla presenza diffusa di frassini e quindi particolarmente vulnerabili. In alcune aree dell'Europa orientale, la propagazione risulta favorita dalla continuità delle foreste ospiti e dalla presenza di corridoi ecologici favorevoli alla dispersione naturale dell'insetto. Parallelamente alla diffusione naturale, il commercio di legname e materiali vegetali infestati è considerato un importante fattore di trasporto a lunga distanza, contribuendo alla comparsa di nuovi focolai anche distanti dal nucleo originario[16][17][18].
Piante ospiti
Nel suo areale originario, il minatore smeraldino del frassino è generalmente considerato un parassita di scarsa importanza, poiché le sue popolazioni raramente raggiungono densità sufficienti a causare la morte di alberi sani[19]. In Cina attacca principalmente[10]:
- Fraxinus chinensis;
- Fraxinus mandshurica;
- Fraxinus rhynchophylla.
In Giappone infesta anche:
- Fraxinus japonica;
- Fraxinus lanuginosa.
Specie maggiormente colpite in Nord America
In Nord America il coleottero può infestare e causare gravi danni a diverse specie di frassino, tra cui[10]:
- Fraxinus pennsylvanica;
- Fraxinus nigra;
- Fraxinus americana;
- Fraxinus quadrangulata.
Il coleottero è stato osservato anche sul Chionanthus virginicus, una specie non appartenente al genere Fraxinus. Tuttavia, non è chiaro se gli alberi fossero sani al momento dell'infestazione o già indeboliti da condizioni di siccità. Un altro possibile ospite non appartenente ai frassini è l'Olea europaea, ma questa capacità è stata osservata solamente in condizioni sperimentali di laboratorio. È stato comunque confermato che l'insetto può completare il ciclo vitale anche su Chionanthus virginicus, sebbene l'ospite sia molto meno favorevole rispetto ai frassini[20][21].
Specie colpite in Europa
In Europa, la principale specie ospite è il Fraxinus excelsior, che mostra una resistenza moderata all'infestazione[10]. La suscettibilità dei diversi frassini può dipendere da vari fattori, tra cui:
- l'attrattività dei composti volatili emessi dalla pianta per gli adulti;
- la capacità delle larve di neutralizzare i composti fenolici difensivi presenti nei tessuti vegetali.
Preferenze per l'ovideposizione
Le femmine preferiscono deporre le uova su frassini isolati o cresciuti in piena luce e alberi sottoposti a stress ambientale[22]. Tuttavia, possono infestare facilmente anche alberi perfettamente sani. I frassini che crescono in popolamenti puri, sia naturali sia utilizzati nel verde urbano, risultano generalmente più vulnerabili rispetto agli alberi isolati o inseriti in foreste miste[23].
Vulnerabilità degli alberi urbani
I frassini impiegati in parchi, giardini e alberature stradali sono spesso sottoposti a numerosi fattori di stress, tra cui[24]:
- compattazione del suolo;
- carenza idrica;
- effetto "isola di calore" urbana;
- sale utilizzato per il disgelo stradale;
- inquinamento atmosferico.
Queste condizioni possono ridurre la capacità di difesa degli alberi contro il coleottero. Inoltre, molti frassini ornamentali derivano da un numero limitato di cultivar, con conseguente bassa diversità genetica, che aumenta il rischio di danni estesi.
Come gli insetti individuano l'ospite
Maschi e femmine localizzano gli alberi ospiti grazie ai composti volatili emessi dalle foglie e ai sesquiterpeni presenti nella corteccia[25].
Danni causati alle piante
I danni principali sono provocati dalle larve, che scavano sotto la corteccia caratteristiche gallerie serpentine. Queste gallerie interrompono il trasporto di acqua e sostanze nutritive attraverso il floema e il cambio, causando un effetto simile alla cinturazione del tronco. Di conseguenza, l'albero non riesce più a trasportare acqua e nutrienti verso la chioma e può morire. I frassini gravemente danneggiati spesso tentano di sopravvivere producendo polloni dalla base del tronco o dalla ceppaia e una quantità di semi superiore al normale, probabilmente come risposta d'emergenza per garantire la riproduzione prima della morte della pianta[26][27].
Invasività

Al di fuori del suo areale naturale, il minatore smeraldino del frassino è una specie invasiva estremamente distruttiva per i frassini presenti nelle aree colonizzate. Prima della sua scoperta in Nord America, le conoscenze sull'insetto erano limitate a poche descrizioni tassonomiche e biologiche. Per questo motivo, gran parte delle ricerche sulla sua ecologia e sul suo controllo è stata sviluppata successivamente in Nord America. L'insetto è stato identificato per la prima volta nel 2002 a Canton, nello stato del Michigan, ma si ritiene che fosse presente negli Stati Uniti già dalla fine degli anni Ottanta. Si sospetta che sia stato introdotto accidentalmente attraverso materiali da imballaggio in legno utilizzati nel commercio internazionale. Nel suo ambiente originario, le popolazioni del coleottero sono mantenute sotto controllo da alberi naturalmente resistenti, predatori specializzati e imenotteri parassitoidi. Nelle regioni invase questi fattori sono assenti o molto meno efficaci, consentendo alle popolazioni di crescere rapidamente fino a livelli distruttivi. In assenza di misure di controllo, si prevede che quasi tutti i frassini di un'area infestata possano morire entro circa 10 anni dall'arrivo del parassita[28][29].
Suscettibilità delle diverse specie
Tutte le specie nordamericane di frassino risultano vulnerabili, mentre alcune specie asiatiche mostrano una resistenza naturale, tra cui[30][31][32]:
- Fraxinus baroniana;
- Fraxinus chinensis;
- Fraxinus floribunda;
- Fraxinus mandshurica;
- Fraxinus platypoda.
Tra le specie americane[33]:
- il frassino verde (F. pennsylvanica) e il frassino nero (F. nigra) sono i più colpiti;
- il frassino bianco (F. americana) viene generalmente attaccato dopo la scomparsa delle specie più preferite;
- il frassino blu (F. quadrangulata) mostra una maggiore resistenza.
La maggiore resistenza del frassino blu sembra essere legata all'elevato contenuto di tannini nelle foglie, che rende la pianta meno appetibile per l'insetto.
Frassini resistenti
I ricercatori stanno studiando i cosiddetti "lingering ash" (frassini sopravvissuti)[34], alberi che hanno resistito all'attacco con danni minimi o nulli. Questi esemplari potrebbero essere utilizzati per programmi di selezione genetica, innesti e sviluppo di nuove varietà resistenti. Le specie asiatiche possiedono inoltre sofisticati meccanismi di difesa in grado di respingere le larve, intrappolarle e ucciderle. I frassini americani sembrano possedere difese simili, ma spesso non riescono a riconoscere rapidamente l'attacco dell'insetto e quindi non attivano una risposta efficace[35].
Diffusione
La diffusione naturale avviene principalmente tramite il volo degli adulti, con una velocità stimata tra 2,5 e 20 km all'anno. Tuttavia, la principale causa della rapida espansione è il trasporto umano di materiale infestato, come legna da ardere, piante vivaistiche, corteccia e prodotti legnosi di frassino. Questi materiali possono dare origine a nuove popolazioni isolate lontano dall'area infestata principale[10].
Fattori che limitano la diffusione
Le temperature invernali molto rigide possono ostacolare l'espansione della specie. Quelle vicine a −38 °C limitano la sopravvivenza. Le larve possono comunque sopravvivere fino a circa −30 °C grazie a sostanze crioprotettive presenti nel loro organismo e all'isolamento fornito dalla corteccia. Possono inoltre tollerare temperature elevate fino a circa 53 °C per brevi periodi. La popolazione nordamericana sembra derivare da un numero molto ridotto di individui provenienti dalla Cina centrale, mostrando quindi una bassa diversità genetica[36][37].
Nemici naturali
I predatori nordamericani esercitano solo un controllo limitato sulle popolazioni del coleottero. Tra i principali nemici naturali vi sono i picchi, che si nutrono delle larve sotto la corteccia, e alcuni imenotteri parassitoidi autoctoni. Tuttavia, questi organismi non riescono generalmente a ridurre le popolazioni a livelli sufficientemente bassi.
Conseguenze ecologiche
La perdita dei frassini provoca:
- aumento delle specie vegetali invasive;
- modifiche nella composizione dei nutrienti del suolo;
- alterazioni degli habitat;
- impatti sugli animali che dipendono dai frassini per alimentazione o rifugio.
Nella regione della capitale degli Stati Uniti, ad esempio, il coleottero ha eliminato la maggior parte di circa 300000 frassini secondo una ricerca del 2021, modificando profondamente la struttura degli ecosistemi forestali[38].
Costi economici
Le spese associate all'infestazione comprendono:
- abbattimento degli alberi morti;
- sostituzione delle alberature;
- trattamenti fitosanitari;
- perdita di valore degli immobili.
Le stime indicano che, nelle aree urbane di 25 Stati americani, la gestione graduale dell'infestazione è costata circa 10,7 miliardi di dollari in dieci anni nel periodo 2009-2019, mentre l'abbattimento e la sostituzione immediata di tutti i frassini sono costati circa 25 miliardi di dollari[39][40][41].
Monitoraggio
Nelle aree non ancora infestate vengono effettuati programmi di sorveglianza attraverso:
- ispezioni visive degli alberi;
- trappole di colore viola o verde, particolarmente attrattive per gli adulti;
- trappole trattate con feromoni.
Talvolta vengono utilizzati alberi-esca. Gli alberi vengono deliberatamente stressati mediante incisioni ad anello del tronco, diventando particolarmente attrattivi per le femmine che depongono le uova. Successivamente la corteccia viene rimossa per verificare la presenza delle larve[42].
Sorveglianza biologica
Negli Stati Uniti e in Canada viene utilizzata anche una vespa predatrice autoctona, Cerceris fumipennis. Le femmine catturano coleotteri della famiglia dei Buprestidi, compreso il minatore smeraldino del frassino, e li trasportano nelle proprie tane. Monitorando le prede riportate ai nidi, gli operatori possono individuare nuove infestazioni. Questa tecnica è chiamata sorveglianza biologica e non deve essere confusa con il controllo biologico.
Quarantena e abbattimento
Una volta rilevata un'infestazione, vengono generalmente introdotte restrizioni sul trasporto di legna da ardere, piante vive e prodotti legnosi di frassino. Nelle aree urbane gli alberi infestati vengono spesso abbattuti per ridurre la popolazione del parassita. Le specie sostitutive più frequentemente impiegate includono aceri, querce e tigli. L'obiettivo è aumentare la diversità delle alberature urbane ed evitare nuove situazioni di monocultura[43][44].
Insetticidi

Tra i principi attivi più utilizzati figurano:
- azadiractina;
- imidacloprid;
- emamectina benzoato;
- dinotefuran.
Questi prodotti vengono generalmente applicati tramite iniezioni nel tronco e trattamenti del terreno. L'impiego è soprattutto giustificato per alberi ornamentali di elevato valore nelle aree urbane, mentre risulta poco praticabile nei grandi boschi[45][46].
Controllo biologico
Per il controllo biologico sono stati introdotti dal continente asiatico diversi imenotteri parassitoidi specifici del coleottero[47][48]:
- Spathius agrili;
- Tetrastichus planipennisi;
- Oobius agrili;
- Spathius galinae.
Tra questi, Tetrastichus planipennisi e Oobius agrili hanno mostrato i risultati più promettenti nel contenimento delle popolazioni invasive. Viene inoltre studiato l'impiego del fungo entomopatogeno Beauveria bassiana, che potrebbe essere utilizzato insieme ai parassitoidi per aumentare l'efficacia del controllo biologico[49][50].
Note
- ↑ Minatore smeraldino del frassino (Agrilus planipennis), su fitosanitario.regione.lombardia.it.
- ↑ Luisa Ghelardini, Agrilus planipennis. Minatore smeraldino del frassino, su Rivistasherwood.it, 13 aprile 2023. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) Matthew Miller, Battle of the ash borer, su Lansing State Journal. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ Emerald ash borer: A guide to identification and comparison to similar species (PDF), su emeraldashborer.info. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2015).
- ↑ Native Borers and Emerald Ash Borer Look-alikes (PDF), su emeraldashborer.info. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 19 maggio 2017).
- ↑ An illustrated guide to distinguish emerald ash borer (Agrilus planipennis) from its congeners in Europe, su academic.oup.com.
- 1 2 3 4 Emerald Ash Borer Biological Control Release and Recovery Guidelines (PDF), su aphis.usda.gov. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2019).
- 1 2 3 (EN) Daniel A. Herms e Deborah G. McCullough, Emerald Ash Borer Invasion of North America: History, Biology, Ecology, Impacts, and Management, in Annual Review of Entomology, vol. 59, Volume 59, 2014, 7 gennaio 2014, pp. 13–30, DOI:10.1146/annurev-ento-011613-162051. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) Therese M. Poland, Yigen Chen e Jennifer Koch, Review of the emerald ash borer (Coleoptera: Buprestidae), life history, mating behaviours, host plant selection, and host resistance, in The Canadian Entomologist, vol. 147, n. 3, 2015-06, pp. 252–262, DOI:10.4039/tce.2015.4. URL consultato il 9 giugno 2026.
- 1 2 3 4 5 6 7 (EN) V. Valenta, D. Moser e S. Kapeller, A new forest pest in Europe: a review of Emerald ash borer (Agrilus planipennis) invasion, in Journal of Applied Entomology, vol. 141, n. 7, 2017, pp. 507–526, DOI:10.1111/jen.12369. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ Synergy International Limited (http://www.synergy.co.nz), issg Database: Ecology of Agrilus planipennis, su www.issg.org. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ (EN) Christian Matsoukis, Emerald Ash Borer, su www.emeraldashborer.info. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2021).
- ↑ Emerald ash borer makes first appearance in Fredericton, su cbc.ca.
- ↑ ODA: Current Projects: Current Projects: State of Oregon, su www.oregon.gov. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) Oregon dad spots the first emerald ash borers on the West Coast during summer camp pickup in Forest Grove, in Oregon Department of Agriculture News, 11 luglio 2022. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale l'11 luglio 2022).
- ↑ (EN) Agrilus planipennis (AGRLPL)[Russian Federation]| EPPO Global Database, su gd.eppo.int. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) Peter A. Thomas, Biological Flora of the British Isles: Fraxinus excelsior, in Journal of Ecology, vol. 104, n. 4, 2016, pp. 1158–1209, DOI:10.1111/1365-2745.12566. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) Marina J. Orlova-Bienkowskaja, Alexander N. Drogvalenko e Ilya A. Zabaluev, Current range of Agrilus planipennis Fairmaire, an alien pest of ash trees, in European Russia and Ukraine, in Annals of Forest Science, vol. 77, n. 2, 23 marzo 2020, pp. 29, DOI:10.1007/s13595-020-0930-z. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ Xiao-Yi Wang, Zhong-Qi Yang e Juli R. Gould, The biology and ecology of the emerald ash borer, Agrilus planipennis, in China, in Journal of Insect Science (Online), vol. 10, 2010, pp. 128, DOI:10.1673/031.010.12801. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ Larval development and parasitism of emerald ash borer in Chionanthus virginicus (Oleaceae): Implications for biological control, su academic.oup.com.
- ↑ Feeding and Development of Emerald Ash Borer (Coleoptera: Buprestidae) on Cultivated Olive, Olea europaea, su researchgate.net.
- ↑ Poland & McCullough (2006), Emerald Ash Borer: Invasion of the Urban Forest and the Threat to North America’s Ash Resource
- ↑ McCullough et al. (2009), Host use patterns of emerald ash borer
- ↑ Herms & McCullough (2014), Emerald Ash Borer Invasion of North America: History, Biology, Ecology, Impacts, and Management (Annual Review of Entomology)
- ↑ Crook et al. (2008), Behavioral and chemical ecology of emerald ash borer
- ↑ Poland & McCullough (2006)
- ↑ Herms & McCullough (2014)
- ↑ Initial County EAB detections in North America (PDF), su emeraldashborer.info. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 13 settembre 2021).
- ↑ David Cappaert, Deborah G. McCullough e Therese M. Poland, Emerald ash borer in North America: a research and regulatory challenge, vol. 51, n. 3. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 3 maggio 2016).
- ↑ Laura J. Kelly, William J. Plumb e David W. Carey, Convergent molecular evolution among ash species resistant to the emerald ash borer, in Nature Ecology & Evolution, vol. 4, n. 8, 2020-08, pp. 1116–1128, DOI:10.1038/s41559-020-1209-3. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ Exploratory survey for the emerald ash borer, Agrilus planipennis (Coleoptera: Buprestidae), and its natural enemies in China (PDF), su nrs.fs.fed.us. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2022).
- ↑ Interspecific variation in resistance to Emerald Ash Borer (Coleoptera: Buprestidae) among North American and Asian ash (Fraxinus spp.), su academic.oup.com.
- ↑ (EN) David N. Showalter, Robert J. Saville e Elizabeth S. Orton, Resistance of European ash (Fraxinus excelsior) saplings to larval feeding by the emerald ash borer (Agrilus planipennis), in PLANTS, PEOPLE, PLANET, vol. 2, n. 1, 2020, pp. 41–46, DOI:10.1002/ppp3.10077. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) What are lingering ash? – Monitoring and Managing Ash (MaMA), su monitoringash.org. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) Andrea C. Anulewicz, Deborah G. McCullough e David L. Cappaert, Emerald Ash Borer (Agrilus planipennis) Density and Canopy Dieback in Three North American Ash Species, in Arboriculture & Urban Forestry (AUF), vol. 33, n. 5, 1º settembre 2007, pp. 338–349, DOI:10.48044/jauf.2007.039. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ Effects of climate on emerald ash borer mortality and the potential for ash survival in North America, su ui.adsabs.harvard.edu. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) David Schaper, The Upside Of The Bitter Cold: It Kills Bugs That Kill Trees, in NPR, 10 gennaio 2014. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) Ash Tree Update 2021 (U.S. National Park Service), su www.nps.gov. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ Deborah G. McCullough e Rodrigo J. Mercader, Evaluation of potential strategies to SLow Ash Mortality (SLAM) caused by emerald ash borer (Agrilus planipennis): SLAM in an urban forest, in International Journal of Pest Management, vol. 58, n. 1, 1º gennaio 2012, pp. 9–23, DOI:10.1080/09670874.2011.637138. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) Cost of potential emerald ash borer damage in U.S. communities, 2009–2019, in Ecological Economics, vol. 69, n. 3, 15 gennaio 2010, pp. 569–578, DOI:10.1016/j.ecolecon.2009.09.004. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ Minneapolis Park & Recreation Board - Emerald Ash Borer, su minneapolisparks.org. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale l'8 agosto 2013).
- ↑ (EN) Philip Careless, Stephen A. Marshall e Bruce D. Gill, The use of Cerceris fumipennis (Hymenoptera: Crabronidae) for surveying and monitoring emerald ash borer (Coleoptera: Buprestidae) infestations in eastern North America, in The Canadian Entomologist, vol. 146, n. 1, 2014-02, pp. 90–105, DOI:10.4039/tce.2013.53. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ (EN) Replacement Information | Emerald Ash Borer Information Network, su www.emeraldashborer.info. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2016).
- ↑ (EN) Slow Ash Mortality, su www.slameab.info. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2015).
- ↑ Insecticide Options for Protecting Ash Trees from Emerald Ash Borer (PDF), su emeraldashborer.info. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2016).
- ↑ Frequently Asked Questions Regarding Potential Side Effects of Systemic Insecticides Used to Control Emerald Ash Borer (PDF), su emeraldashborer.info. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2015).
- ↑ Developing a classical biological control program for Agrilus planipennis (Coleoptera: Buprestidae), an invasive ash pest in North America (PDF), su nrs.fs.fed.us. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 2011).
- ↑ Progress in the classical biological control of Agrilus planipennis Fairmaire (Coleoptera: Buprestidae) in North America, su ui.adsabs.harvard.edu. URL consultato il 9 giugno 2026.
- ↑ Biological Control of the Emerald Ash Borer, su nrs.fs.fed.us. URL consultato il 9 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2021).
- ↑ (EN) Biocontrol: Fungus and wasps released to control emerald ash borer, su ScienceDaily. URL consultato il 9 giugno 2026.
Collegamenti esterni
- (EN) Agrilus planipennis, su Catalogue of Life.
- (EN) Agrilus planipennis, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Agrilus planipennis, su ITIS.
