Alexandre Falguière

Jean-Alexandre-Joseph Falguière

Jean-Alexandre-Joseph Falguière (Tolosa, 7 settembre 1831 – Parigi, 19 aprile 1900) è stato un pittore e scultore francese di stile accademico.

Biografia

Alexandre Falguière nacque il 7 settembre del 1831, nella casa dei suoi genitori, al n. 5 di rue Valade, a Tolosa. Suo padre, Joseph, era un ebanista.[1]

Si iscrisse al corso di scultura di Bernard Griffoul-Dorval (1788-1861) alla scuola delle belle arti e delle scienze industriali di Tolosa.[2] I suoi risultati convinsero il consiglio municipale a fornirgli una borsa di studio per proseguire i suoi studi a Parigi. Cercando di migliorare le proprie entrate in vista dell'iscrizione alla scuola di belle arti di Parigi, dapprima lavorò presso lo scultore Albert-Ernest Carrier-Belleuse (1824-1887), e in seguito presso Jean-Louis Chenillion (1810-1875).[3]

Allievo dello scultore François Jouffroy, nel 1859 Falguière si classificò primo - a pari merito con lo scultore Louis-Léon Cugnot - al premio di Roma per la scultura nel 1859, con un bassorilievo intitolato "Mezenzio ferito, salvato dal coraggio di suo figlio Lauso" ispirato all'episodio del libro X dell'Eneide virgiliana.[4] Ottenne pertanto una borsa di studio triennale che gli permise di soggiornare a Villa Medici a Roma dal 1860 al 1864,[5] dove incontrò il suo compatriota tolosano Raymond Barthélemy (1833-1902),[6] vincitore del premio di Roma nel 1860, anche lui un ex studente di Griffoul-Dorval. Dopo essere tornato da Roma, nel 1866 si stabilì al n. 36 di rue de l'Ouest (nel quartiere del Lussemburgo a Parigi, odierno n. 68 della rue d'Assas).[7][8]

Alexandre Falguière nel suo studio in una fotografia anonima del 1865

Nel 1882 venne nominato professore alla Scuola delle Belle arti di Parigi e membro dell'Accademia francese di belle arti (Académie des Beaux-Arts de l'Institut de France). Tra i suoi allievi si ricordano Antonin Mercié, Laurent Marqueste, Gaston Schnegg, Camille Crenier, Achille Jacopin, Maurice Bouval, Jean-Marie Mengue, Paul-Eugène Breton, Georges Charles Coudray e André Abbal.[9] Nominato cavaliere della Legion d'onore nel 1870,[10] venne promosso a commendatore nel 1889.[11]

Nel 1898, a Falguière venne commissionato un Monumento a Balzac dopo che quello scolpito da Auguste Rodin era stato rifiutato dalla Società dei letterati (Société des gens de lettres). La vicenda causò uno scandalo che la stampa apostrofò come "secondo affare Dreyfus", dato che Émile Zola sostenne Rodin.[12] Per dimostrare come questa vicenda non avesse leso la loro amicizia, Falguière realizzò un busto di Rodin per il Salone del 1897, e quest'ultimo scolpì un busto di Falguière.[13]

Tra le commissioni pubbliche, si citano il monumento al cardinale Lavigerie, per la città di Bayonne (il cui gesso si trova al museo degli Agostiniani di Tolosa), il monumento a Goudouli a Tolosa, il monumento a Gambetta di Cahors e il monumento a La Fayette di Washington.[14]

Ormai malato, si recò a Nîmes per l'inaugurazione del suo Monumento ad Alphonse Daudet. Quattro ore dopo il suo ritorno affrettato a Parigi, Alexandre Falguière morì il 19 aprile del 1900 nella sua casa al n. 68 di rue d'Assas, lasciando vedova Blanche Charlotte Virginie (da nubile Veidie), più giovane di lui di 19 anni. Venne sepolto al cimitero di Père-Lachaise di Parigi.

Opere nelle collezioni pubbliche

Danimarca

Francia

Caino ed Abele (1876), museo di belle arti di Carcassona
Bacchantes (1886), Parigi, Petit Palais
Donna del pavone (1890), museo degli Agostiniani di Tolosa
Monumento a Goudouli (1898), Tolosa, place Wilson
  • Cahors:
    • Monumento a Léon Gambetta, 1884.
    • museo di Cahors Henri Martin:
      • Maschera funeraria di Léon Gambetta, 1882, gesso;
      • Busto di Léon Gambetta, 1887.
  • Carcassona, museo di belle arti:
    • Caino ed Abele, 1875, olio su tela;
    • Busto di Jacques Gamelin, 1898, bronzo.
  • Chambéry: La Sasson, monumento alla Savoia, 1892.
  • Digione, museo Magnin:
    • Maschere di bambini e donne, 1870-1900;
    • Maschera di Louise Abbéma, 1879 circa.
  • Grenoble, museo di Grenoble: Triomphe de la Révolution, 120 cm circa, modello del bozzetto in legno e gesso a grandezza naturale (in scala 1:1) del gruppo monumentale che ritrae un carro trainato da cavalli che sta per "schiacciare l'anarchia e il despotismo", eretto sulla cima dell'arco di Trionfo a Parigi dal 1882 al 1886, quando venne rimosso in quanto, a causa delle intemperie, era molto rovinato e rischiava di crollare. Il grande bronzo definitivo non venne mai fuso.
  • Laon, museo d'arte e archeologia:
  • Marsiglia, giardino Puget: Monumento all'abate Dassy, 1892, gruppo in marmo.
  • Nantes:
    • école Saint-Joseph-du-Loquidy: Monumento a san Giovanni Battista de La Salle.[16]
    • museo delle belle arti:
      • Diana, 1888, gesso;
      • Ritratto di Léon Mestayer, bronzo;
      • Ritratto di Madame Mestayer, marmo;
      • Femme à la rose, gesso patinato.
  • Narbona, museo di belle arti: Baigneuse surprise, marmo.
  • Nemours, castello-museo:
    • Émile Gebhart, 1861, medaglione in gesso, 12 cm;[17]
    • Ernest Guiraud, medaglione in gesso, 12 cm.[18]
  • Parigi:
    • Casa di Balzac: Busto di Balzac, 1899, marmo.
    • Grands Magasins Dufayel: Le Travail et l'Épargne, 1892, gruppo in bronzo che decorava una nicchia della facciata, ubicazione attuale sconosciuta.[19]
    • museo d'Orsay:
      • Vincitore al combattimento di galli, statua in bronzo;[20]
      • San Tarcisio, martire cristiano (1868), statua in marmo;[21]
      • Lottatori, 1875, olio su tela, 231 × 177 cm;[22]
      • L'Asia (1878), statua in ferro, Parigi, Museo d'Orsay: esposizione universale di Parigi del 1878, una delle sei sculture realizzate per la serie I sei Continenti per l'Esposizione Universale di Parigi del 1878
      • Ballerina, 1896, calco in gesso del corpo di Cléo de Mérode;[23]
      • Triomphe de la Révolution, 1882 circa, modello in cera, 97 × 130 × 99 cm.[24]
    • parc Monceau: Ambroise Thomas, 1902.
    • Petit Palais: Bacchantes, 1886, terracotta.
    • place de Breteuil: Monumento a Pasteur, 1908, gruppo in marmo, finito da Victor Peter e Louis Dubois dopo la morte di Falguière.
    • Palazzo della scoperta: L'Inspiration guidée par la Sagesse, scultura equestre e bassorilievo.
    • Scuola nazionale superiore delle belle arti: Mezenzio ferito, salvato dal coraggio di suo figlio Lauso, 1859, gesso.[4]
  • Reims, museo di belle arti:
    • Cléo de Mérode, 1900, marmo;
    • Diana, 1900, marmo.
  • Rouen:
    • fontaine-réservoir Sainte-Marie: L'allevamento, La città di Rouen e L'agricoltura, 1879, gruppi allegorici in pietra.
    • place Saint-Clément: Fontana di Giovanni Battista de La Salle, 1875, gruppo in bronzo.
  • Tolosa:
    • chiesa di Santa Germana: Germana di Pibrac, 1877, marmo.
    • Grand Rond: Vincitore al combattimento di galli, 1864, bronzo.
    • museo degli Agostiniani:
      • Vincitore al combattimento di galli, 1864;[25]
      • La Svizzera che accoglie l'esercito francese, 1874, terracotta;[26]
      • Diana cacciatrice, 1882, gesso;
      • La Musique, 1889;
      • À la porte de l'École, 1889;
      • Donna del pavone, 1890;
      • Henri de La Rochejaquelein, 1895, statua di gesso;
      • Nymphe courant, marmo.
    • place Georges-Guillaumin: Monumento a Balzac, 1902, pietra.
    • place Wilson: Monumento a Goudouli, 1898, in collaborazione con il suo studente Mercié e l'architetto Paul Pujol.

Grecia

  • Atene: Monumento a George Byron, 1896, statua progettata da Henri Chapu, e poi scolpita da Falguière dopo la sua morte.[27]

Stati Uniti d'America

Vietnam

  • Città di Ho Chi Minh: Monumento a Léon Gambetta, 1892, replica del monumento Cahors. Venne messo in deposito nel 1955 e da allora non se ne conosce l'ubicazione.[28]

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ (FR) Pierre Salies, Dictionnaire des rues de Toulouse, vol. 1, Tolosa, Éd. Milan, 1989, p. 456.
  2. ↑ (FR) Académie des sciences, inscriptions et belles-lettres de Toulouse, Revue de l'Academie de Toulouse et des autres académies de l'empire, 1861, p. 459. URL consultato il 29 novembre 2025.
  3. ↑ Bénédite 1902, p. 5.
  4. 1 2 (FR) Mézence blessé, préservé par l'intrépidité de son fils Lausos - (Titre forgé), su catzarts.beauxartsparis.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  5. ↑ (FR) Jean-Alexandre Joseph Falguière - Villa Medici, su villamedici.it. URL consultato il 29 novembre 2025.
  6. ↑ (FR) Raymond Barthelemy - Villa Medici, su villamedici.it. URL consultato il 29 novembre 2025.
  7. ↑ Bénédite 1902, p. 1.
  8. ↑ (FR) Explication des peintures, sculptures et autres ouvrages, Parigi, Veuve Hérissany, 1866, p. 452. URL consultato il 29 novembre 2025.
  9. ↑ (EN) Emmanuel-Charles Bénézit, Dictionary of Artists, vol. 1, Gründ, 2006, p. 27, ISBN 2700030702.
  10. ↑ Emporium: rivista mensile illustrata d'arte, letteratura, science e varieta, Istituto italiano d'arti graphiche., 1899, p. 323. URL consultato il 29 novembre 2025.
  11. ↑ (FR) Dossier de Légion d'honneur, su leonore.archives-nationales.culture.gouv.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  12. ↑ Gérard 2004, p. 65.
  13. ↑ Monneret 1987, p. 776.
  14. 1 2 (EN) General Lafayette Statue (U.S. National Park Service), su www.nps.gov. URL consultato il 29 novembre 2025.
  15. ↑ (FR) À nos Grands Hommes - La monumentalité en cartes postales : Monument : Nymphe chasseresse [2209], su anosgrandshommes.musee-orsay.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  16. ↑ (FR) À nos Grands Hommes - La monumentalité en cartes postales : Monument : Monument à saint Jean-Baptiste de La Salle [4707], su anosgrandshommes.musee-orsay.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  17. ↑ (EN) N. inv. 1910.107.4, su GrandPalaisRmnPhoto. URL consultato il 29 novembre 2025.
  18. ↑ (EN) N. inv. 1910.107.5, su GrandPalaisRmnPhoto. URL consultato il 29 novembre 2025.
  19. ↑ (FR) Marc Gaillard, Paris à la Belle Époque au temps de Proust, Presses du village, 2003.
  20. ↑ (FR) Le Vainqueur au combat de coqs - Alexandre Falguière | Musée d'Orsay, su www.musee-orsay.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  21. ↑ Tarcisius, martyr chrétien - Alexandre Falguière | Musée d'Orsay, su www.musee-orsay.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  22. ↑ Lutteurs - Alexandre Falguière | Musée d'Orsay, su www.musee-orsay.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  23. ↑ (FR) La Danseuse - Alexandre Falguière | Musée d'Orsay, su www.musee-orsay.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  24. ↑ (FR) TRIOMPHE DE LA REVOLUTION, su pop.culture.gouv.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  25. ↑ (FR) Vainqueur au combat de coqs, su pop.culture.gouv.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  26. ↑ (FR) La Suisse accueille l'armée française, su pop.culture.gouv.fr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  27. ↑ (EL) Λόρδος Βύρων, su www.zappeion.gr. URL consultato il 29 novembre 2025.
  28. ↑ (EN) Icons of Old Saigon – The Gambetta Monument, su HISTORIC VIETNAM, 22 ottobre 2015. URL consultato il 29 novembre 2025.

Bibliografia

  • (FR) Léonce Bénédite, Gustave Larroumet (pref.), Alexandre Falguière, Librairie de l'art ancien et moderne, 1902.
  • (FR) Emmanuel Schwartz, Les Sculptures de l'École des Beaux-Arts de Paris. Histoire, doctrines, catalogue, École nationale supérieure des Beaux-Arts, Paris, 2003.

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